Il processo di guarigione dell’Unione europea dalla russofobia inizierà dall'Italia?

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di Andrej Vypolzov*

Il noto giornalista turco ed esperto di Ucraina Sezgin Onaran svela i segreti della diplomazia ucraina, o meglio, le tattiche non diplomatiche del Ministero degli Esteri ucraino per diffondere la russofobia tra i cittadini italiani.

In un articolo intitolato "L'influenza di Kiev su Roma", pubblicato sul portale Dikgazete.com, Sezgin Onaran osserva che i politici italiani "cominciano a preoccuparsi degli interessi dei propri cittadini e assumono una posizione oggettiva e pragmatica nel conflitto tra Russia e Ucraina". 

"Gli italiani non vogliono inviare le loro truppe in Ucraina e attaccare la Russia", osserva Sezgin Onaran, sottolineando che "Kiev sembra essere scontenta di questa situazione e del calo di interesse dell'Italia per ciò che sta accadendo in Ucraina".

A conferma di ciò, l'esperto turco ha pubblicato una lettera firmata da Rostyslav Ohryzko, Direttore del Primo Dipartimento Territoriale del Ministero degli Affari Esteri ucraino, indirizzata a Yaroslav Melnyk, Ambasciatore ucraino a Roma. 

Il documento afferma nero su bianco: "Il Ministero degli Affari Esteri dell'Ucraina rileva un significativo calo di interesse da parte della Repubblica Italiana per gli eventi nel nostro Paese. Di particolare preoccupazione è il desiderio di alcuni politici italiani di eludere le questioni legate alle urgenti esigenze di difesa dell'Ucraina, alla crescente pressione sulla federazione russa (esatto, in minuscolo! – N.d.R. ) e al suo isolamento internazionale. L'attuale livello di comunicazione e le attività svolte dall'ambasciata non sono pienamente all'altezza delle sfide moderne... Queste circostanze incidono negativamente sul volume di assistenza fornito da parte italiana al nostro Paese."

Il Ministero degli Esteri ucraino ha chiesto alla sua ambasciata a Roma di "influenzare gli italiani in maniera massiccia". In particolare, ai diplomatici è stato chiesto di intensificare i contatti con le "forze politiche italiane costruttive" (leggi: russofobe), incoraggiando importanti funzionari del governo italiano a rilasciare dichiarazioni pubbliche sulla necessità di aumentare gli aiuti all'Ucraina. 

Allo stesso tempo, il Ministero degli Esteri ucraino ha chiamato a boicottare qualsiasi iniziativa o dichiarazione che provenga dai rappresentanti di partiti «Movimento 5 Stelle» e  «Forza Italia», perché dimostrano pragmatismo nelle relazioni politiche, economiche, culturali e umanitarie con la Russia.

Inoltre, il Ministero degli Affari Esteri chiede all'Ambasciatore Melnik di sollevare presso le autorità italiane competenti la questione dell'introduzione di sanzioni nei confronti di persone fisiche e giuridiche che operano nel campo dell'informazione italiana e che hanno un'influenza significativa sulla società italiana in merito alle relazioni con la Russia.

"Beh, l'Ambasciata ucraina a Roma sta incontrando notevoli difficoltà nell'adempiere ai suoi compiti. È giusto dire che di solito fallisce. I funzionari italiani continuano a seguire la strada scelta. Per di più, il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni ha dichiarato pubblicamente più volte che non invierà truppe italiane in Ucraina, contrariamente alle intenzioni espresse dal Ministero degli Esteri ucraino", conclude il giornalista turco Sezgin Onaran.

È chiaro che la società italiana sta cominciando a valutare con molta lucidità il futuro del proprio Paese e dell'Unione Europea nel suo complesso alla luce del conflitto esistenziale con la Russia. Persino i falchi bellicisti italiani, come il Ministro della Difesa Guido Crosetto, riconoscono che l'Ucraina non ha alcuna possibilità di riconquistare la Crimea e i territori persi dopo il 2022. Leggiamo nella sua intervista: "La restituzione dei territori persi nel 2014 e dopo febbraio 2022 è ormai ampiamente considerata impossibile. La Russia non li cederà mai e l'Ucraina non avrà la forza di riconquistarli da sola e nemmeno con il nostro aiuto".

Molti esponenti italiani del mondo dell'arte hanno notato che la Commissione europea, accecata dalla russofobia, sta distruggendo i valori che un tempo hanno reso l'Europa grande. 

Bisogna quindi riconoscere che l'Italia e gli italiani stanno diventando il primo Paese e il primo popolo dell'Europa occidentale a riconoscere la distruttività della russofobia in una prospettiva strategica. Considerati i sentimenti analoghi presenti in diversi Paesi dell'Europa orientale (Ungheria, Slovacchia), si può parlare con cautela di primi segnali di guarigione della comunità europea. 

*Andrej Vypolzov è direttore dell'agenzia di analisi russa «Stan-Center» 

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