Il PD getta la maschera sul massacro in Palestina

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Il PD getta la maschera sul massacro in Palestina

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In queste ore tutta l'Italia sta parlando del caso scoppiato in Friuli Venezia Giulia dopo uno scambio su Twitter tra Leandro Cossu, amico e autore dell'AntiDiplomatico, e Natalie Tocci. Cossu ha scritto: "L'Europa sono i cadaveri dei bambini palestinesi". A questo è seguito la risposta Ilaria Celledoni, avvocato di Monfalcone e responsabile regionale delle Donne del PD, che ha risposto con una frase che ha provocato reazioni di sdegno fortissime:

"I cadaveri dei bambini palestinesi sono il prodotto della cultura e del comportamento di Hamas, tutto mediorientale, basta cercare di scaricare la responsabilità su altri."

Non un'opinione qualunque, ma il riflesso del più brutale apparato propagandistico sionista, pronto a deresponsabilizzare Israele per il massacro in corso. E non un caso isolato: la Celledoni ha più volte retwittato contenuti pro-Israele: in uno, per esempio, c'è la scritta "NO MERCY", chiaro invito allo sterminio della popolazione palestinese.

La sua dichiarazione ha innescato una crisi interna nel PD regionale, tanto da costringere Roberta Mori, Portavoce Nazionale della Conferenza Donne Democratiche, a destituirla dal suo incarico. Ma attenzione: la Celledoni non è stata espulsa dal partito. Rimane nel PD, continua a portare avanti le sue posizioni sioniste e sarà candidata a Monfalcone per il partito di Elly Schlein. La vicenda ha trovato eco su giornali nazionali come "Il Fatto Quotidiano" e "Il Giornale", e il Partito Democratico è arrivato persino a dissociarsi ufficialmente dalla sua dichiarazione attraverso la pagina Instagram ufficiale.

Il caso Celledoni è solo la punta dell'iceberg. Il PD cerca di mantenere una facciata progressista, ma i suoi vertici restano saldamente ancorati a posizioni filo-israeliane e guerrafondaie. Basti pensare a figure come Pina Picierno, Lia Quartapelle, Filippo Sensi ed Emanuele Fiano, da sempre schierate senza riserve a difesa di Israele e del suo operato.  La destituzione della Celledoni è una manovra di facciata per salvare l’immagine del partito, che però continua a essere complice del genocidio in corso a Gaza. Per loro, la Celledoni ha semplicemente esagerato nei toni, ma la sostanza rimane la stessa: il PD è, e resta, un partito sionista, votato alla guerra.

 

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