Il monopolio neo-classico nelle università deve finire

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Il monopolio neo-classico nelle università deve finire

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Zach Ward-Perkins e Joe Earl sono i due fondatori del Post-Crash Economics Society, un gruppo di studenti di economia dell'Università di Manchester che chiedono la fine del monopolio neo-classico nei corsi universitari. In un articolo sul Guardian sottolineano come la crisi finanziaria rappresenti il fallimento di un'impostazione dottrinale che cerca di interpretare l'economia attraverso modelli di comportamento di singoli agenti. Perfino la Regina ha chiesto ai professori del LSE perché nessuno avesse visto arrivare la crisi. Tuttavia, dopo cinque anni, dopo un bailout bancario costato centinaia di miliardi, la disoccupazione che raggiunge i 2,7 milioni di persone e il crollo de salari, i programmi di studio di economia rimangono immutati.
 
Attualmente uno studente universitario, un dottorando o anche un economista professionista, proseguono i due, può tranquillamente fare la propria carriera senza sapere nulla di sostanzioso sulle altre scuole di pensiero, come quella post-keynesiana, austriaca, istituzionale, marxista, evoluzionista, ecologica o femminista. Considerate semplicemente inferiori.
 
Ad aver imposto il predominio neo-classico nei dipartimenti inglesi, sottolineano i due studenti, è il Research Excellence Framework  - il sistema con cui il governo alloca i fondi per la ricerca tra le università. Ogni quattro anni una commissione di accademici giudica le riviste di economia. Il problema è che all'interno non ci sono economisti eterodossi, le valutazioni vengono fatte a porte chiuse e vengono pubblicati solo i risultati. Il risultato è che le riviste con i maggiori rating sono tutte neoclassiche e le università devono assumere ricercatori che aderiscono a questa scuola di pensiero.
 
I pochi economisti che avevano previsto la crisi finanziaria erano di provenienza teorica non-mainstream. Questo mostra chiaramente che ci sono alternative che hanno grossi contributi da dare alla disciplina economica. L'economia neoclassica è il mainstream ed è indispensabile per gli studenti di economia capirla. Mentre negli ultimi decenni è stata solitamente usata per sostenere il libero mercato, potrebbe essere usata per argomentare a favore di un'economia socialista, come in effetti fu negli anni '30. Zach Ward-Perkins e Joe Earl propongono però che ad esse siano affiancate l'insegnamento delle altre scuole di pensiero durante tutto il corso di laurea. In questo modo la disciplina sarà aperta alla discussione critica e alla valutazione. Il pluralismo critico apre opportunità e immaginazione.

Per una traduzione completa si rimanda e si ringrazia Voci dall'estero: 
http://vocidallestero.blogspot.it/2013/11/agli-studenti-di-economia-si-deve.html

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