Il lavoro in Germania è davvero il modello? I minijob sotto accusa

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In un interessante articolo sui mini-job in Germania, il Wall Street Journal affronta un dibattito sempre più sentito nel paese che si appresta alle elezioni di settembre.
Invidiato dai paesi europei in difficoltà, il lavoro in Germania, o Jobwunder, è criticato sempre più dalle fasce di popolazione che si sentono esclusi dal successo economico del loro paese. Il tasso di disoccupazione tedesco anche a maggio è rimasto invariato al 6.9 %, per il settimo mese consecutivo, ma quasi un lavoratore tedesco su cinque, circa 7.4 milioni, è impiegato con un cosiddetto "minijob", una forma di occupazione marginale che permette di guadagnare fino a 450 €  mensili esenti da tasse e che ha permesso agli imprenditori di tenere basso il costo del lavoro.
I critici sostengono che il ricorso ai minijob non faccia altro che ampliare il divario fra ricchi e poveri, una tendenza che minaccia il contratto sociale alla base dell'economia sociale di mercato. "I minijob non hanno centrato l'obiettivo", ha dichiarato Werner Eichhorst, il vice direttore dell'istituto indipendente IZA. "Sono strutturati in modo da non fornire al datore di lavoro alcun incentivo per la trasformazione di questi contratti in un  regolare lavoro full-time, anche i dipendenti non hanno alcun incentivo a lavorare di piu'. E' un 'dead-end-job'".
 
Per la traduzione completa dell'articolo, dove sono riprese una seire di testimonianze molto interessanti di lavoratori di minijob si rimanda a http://vocidallagermania.blogspot.it/2013/06/the-dark-side-of-boom.html

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