Il gioco sporco della Casa Bianca a Islamabad
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di Francesco Corrado
L'Iran ha inviato come capo delegazione il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf accompagnato dal ministro degli esteri Abbas Araghchi, cui si aggiungono Mohammad Bagher Zolghadr segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, il vice Ali Bagheri Kani e l'ex segretario Ali Akbar Ahmadian. Inoltre a questi si aggiunge Abdolnaser Hemmati, Governatore della Banca Centrale iraniana, oltre a diversi membri del parlamento, presentando così una delegazione di altissimo livello. L'aereo che portava la delegazione iraniana ad Islamabad è stato scortato da diversi caccia ed aerei da ricognizione dell'aeronautica pakistana data la tendenza criminale, statunitense ed israeliana, ad assassinare i negoziatori nel pieno delle trattative: destino che ha accomunato il generale Soleimani, Ismail Haniyeh, la delegazione di Hamas bombardata in Qatar, oltre all'ayatollah Khamenei, mostrando ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che parliamo di due paesi affetti da trogloditismo politico. Il primo rimasto alla conquista del west ed alla politica da saloon, l'altro legato alla morale in voga nel neolitico cui si ispira.
Quanto alla rappresentativa statunitense, oltre al vicepresidente Vance saranno presenti anche gli Stanlio ed Ollio della politica mondiale, cioè il palazzinaro Steve Vitkoff in qualità di "amico del presidente", ed il genero di Trump, Jared Kushner, in qualità di "genero del presidente" appunto, considerati questi titolo più che valido in forza dei quali rappresentare gli USA. A rimediare al livello ridicolo della rappresentativa USA, ci dovrà pensare l'ammiraglio Brad Cooper comandante del CENTCOM.
Nei giorni scorsi, negli USA c'è stata maretta sulla presenza di Vance ai colloqui. In principio, il vicepresidente, si sarebbe volentieri astenuto dal presentarsi in Pakistan per condurre una trattativa necessaria a porre fine ad una guerra che lui avrebbe evitato a priori. Il problema è che, dato il comportamento ridicolo precedentemente tenuto da Vitkoff e Kushner, condito di menzogne e scorrettezze, la controparte probabilmente si sarebbe addirittura rifiutata di prenderli in considerazione. Così obtorto collo Vance ha dovuto accettare l'incarico. Per quanto riguarda gli strateghi MAGA, Vance, che si è solo timidamente opposto alla guerra, andava preservato dalla probabile disfatta cui si andrà incontro. Per Vance sarebbe già pronta la successione alla Casa Bianca e, inserirlo nel tritacarne medio orientale, era considerata una mossa suicida: ma stavolta non si è potuto proprio fare diversamente. Così, oltre ai due buffoni di corte, anche il vicepresidente andrà ad Islamabad a farsi prendere a pesci in faccia. Anche perché le premesse ci sono tutte.
Il mai esistito cessate il fuoco, basato sul nulla, è durato meno di niente, con Israele sterminatore seriale di civili, che ha condotto dei bombardamenti sul Libano che hanno portato alla probabile morte di oltre 1000 persone: bombardamenti effettuati come da manuale, senza alcun preavviso e in piena tregua. La tregua infatti comprendeva anche il Libano, eppure dopo che il macellaio Netanyahu, con la volgarità che gli è propria, ha effettuato l'atroce bombardamento, anche la Casa Bianca, rimangiandosi ciò che aveva detto solo poche ore prima ha certificato, ovviamente mentendo, che il Libano ne era escluso.
Poi si sa, gli USA capiscono solo le botte, ed il compito dei civili e compiti Ghalibaf e Araghchi, nel relazionarsi con persone del tutto prive di spessore intellettuale culturale ed umano, come il poker d'assi che si troveranno di fronte, è davvero difficile: soprattutto in considerazione del fatto che agli USA ma soprattutto ad Israele, i cui interessi sono gli unici che contano per la Casa Bianca, una pace non interessa affatto. Ad aggiungere demenzialità al tutto ci ha pensato Vance in persona che, parlando con la stampa USA poco prima dell'imbarco, ha detto che l'Iran dovrà trattare in buona fede, cosa che detta da un membro dell'amministrazione USA che per due volte in pochi mesi ha iniziato a bombardare a tradimento il paese con cui trattava da la dimensione della volgarità intellettuale dei personaggi. La rappresentanza statunitense andrà solo ad ottenere ciò che serve per non finire troppo male o ad ingannare la controparte in attesa di riprendere il conflitto.
Non appena stabilito il finto cessate il fuoco, oltre 80 aerei militari sono partiti dagli USA diretti verso il Golfo Persico portando il classico carico di morte che il criminale di guerra ed alcolista Peter Hegseth certamente riverserà sulle martoriate popolazioni mediorientali. E' difficile che gli israelo-americani non abbiano in mente qualcosa di eclatante che, sul terreno, possa cambiare la situazione attuale che vede gli USA in ritirata ed Israele in serissima difficoltà, come ammesso pubblicamente da politici e militari israeliani.
Diciamo le cose come stanno: agli USA le trattative non servono a nulla. Vogliono cose impossibili come lo smantellamento del programma militare nucleare iraniano che, non esistendo, rende impossibile poter raggiungere qualsivoglia risultato. Mentre l'Iran avrebbe giusto qualcosa da chiedere di reale, come per esempio la restituzione di 120 miliardi di dollari "congelati" cioè rubati, anche se non a titolo definitivo, negli USA. L'Iran avrebbe poi interesse a che venisse minimamente rispettato il diritto internazionale con l'eliminazione della sanzioni (che sono un crimine) che rendono difficile lo sviluppo del paese oltre a colpire la popolazione civile. Ma non solo. L'Iran avrebbe anche il diritto a che Israele ed USA la smettessero di aggredire la Repubblica Islamica come hanno fatto di continuo per 48 anni consecutivi, finanziando il terrorismo interno dei contras curdi, spingendo l'Iraq di Saddam Hussein ad una guerra distruttiva con uso di armi di sterminio di massa, commettendo decine di omicidi mirati a danno di scienziati e politici che hanno portato alla morte di centinaia di persone, per poi accusare l'Iran di cose mai avvenute facendo pure la parte della vittima.
Quindi alle richieste legittimissime di Teheran dovrebbero corrispondere delle concessioni, da parte degli Iraniani, che consistono in fantasie o soprusi (come smantellare il sistema missilistico) e questo nonostante la controparte stia pure prendendo le mazzate sul campo di battaglia. La cosa si fa quindi difficile. In soldoni, perché queste trattative vadano a buon fine, l'Iran dovrebbe fare delle concessioni di mera facciata e portare a casa un bel po' di cose sostanziali, altrimenti tanto vale continuare la guerra.
Insomma, se l'Iran rimane minimamente con la schiena dritta la delegazione USA se ne tornerà a casa con niente in tasca, dato che nulla vuole da queste trattative se non una cosa: che l'Iran sia indifeso in modo che Israele lo possa attaccare a piacimento come fa da decenni, perché l'unica finalità dell'entità sionista e degli USA è lo smantellamento della Repubblica Islamica. Le possibilità sembrano essere due: o sarà un dialogo tra sordi e la guerra continuerà, altrimenti queste trattative saranno servite agli USA solo per prendere tempo, come infatti sembra, per preparare qualcosa di eclatante come un'operazione di false flag che sarebbe solo l'ennesimo tradimento all'umana decenza ed alla buona fede degli iraniani. Da USA ed Israele non ci si può aspettare di meglio.

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