I migranti haitiani bastonati e deportati dagli Stati Uniti non fanno notizia

3658
I migranti haitiani bastonati e deportati dagli Stati Uniti non fanno notizia

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Gli Stati Uniti hanno chiuso il confine con il Messico a Del Rio, in Texas, nel tentativo di frenare l'ingresso dei migranti nel sito, dove migliaia di migranti haitiani si sono accampati.

Circa 20 veicoli del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Texas hanno pattugliato il ponte e l'area fluviale in cui migliaia di migranti sono rimasti bloccati per tre settimane e si sono accampati nell'area che collega Ciudad con Del Río.

Poi hanno anche inviato agenti della polizia di frontiera che hanno sorvegliato l'area a cavallo. Proprio questi agenti si sono resi protagonisti di scene inaudite. Migranti inseguiti e presi a bastonate dagli agenti a cavallo. Fosse accaduto in altre parti del mondo come Venezuela, Cina, Iran, Turchia o Russia il trattamento riservato ai migranti haitiani sarebbe l’apertura di tutti i Tg e i giornali. 

I liberal nostrani ci costruirebbero intere ountate di trasmissioni televisive. Ma siccome questo avviene nella patria degli autoproclamati difensori dei dritti umani nel mondo, i buoni per antonomasia, sulla vicenda cala un sostanziale silenzio. La repressione dei migranti diventa una delle tante notizie che si perde nel flusso. 

Nel frattempo, le autorità statunitensi hanno iniziato a rimpatriare gli haitiani che si trovavano sul posto, come annunciato sabato scorso dal Department of Homeland Security.

Secondo i dati della Border Patrol, circa 3.300 persone sono state rimosse dal campo di Del Rio.

In totale i migranti sono circa 14.800. Le autorità hanno programmato di deportarli tutti questa settimana.

“Quando siamo andati negli Stati Uniti, ci hanno trattenuti per quattro giorni, quattro giorni senza lavarci i denti, quattro giorni senza lavarci, ci hanno dato solo poco cibo. Guarda quanto siamo sporchi", ha detto un uomo che è atterrato ieri a Port-au-Prince su uno dei voli con i deportati dagli Stati Uniti.

Nel frattempo, il primo ministro haitiano Ariel Henry si è detto preoccupato per le condizioni del campo e che i cittadini saranno i benvenuti al loro ritorno.

Tuttavia, i migranti temono per la situazione nel loro paese di origine.

“Ad Haiti non c'è sicurezza. Il paese è impantanato in una crisi politica", ha affermato Fabricio Jean, un haitiano di 38 anni che si è trasferito in Texas con sua moglie e due figlie.

Fabrizio Verde

Fabrizio Verde

Direttore de l'AntiDiplomatico. Napoletano classe '80

Giornalista di stretta osservanza maradoniana

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

La guerra per le rotte arriva al Grande Nord di Giuseppe Masala La guerra per le rotte arriva al Grande Nord

La guerra per le rotte arriva al Grande Nord

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca di Alessandro Bartoloni La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Una vergognosa marchetta a Israele di Paolo Desogus Una vergognosa marchetta a Israele

Una vergognosa marchetta a Israele

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra di Marinella Mondaini Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Chi sono i veri nemici dell'Europa di Giuseppe Giannini Chi sono i veri nemici dell'Europa

Chi sono i veri nemici dell'Europa

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti