Hannoun e il mainstream

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Hannoun e il mainstream

 

di Alessandro Mariani

 

Non ci si informa più,” “un italiano su tre (dato OCSE) non capisce ciò che legge”; sono entrambi lamenti ricorrenti. Sarà anche vero, ma è messo meglio chi non sbagliando i congiuntivi crede di informarsi tramite giornaloni e giornalacci o grazie ai programmi trasmessi dalle reti RAI, Mediaset e La Sette?

La cosa grave non è che la verità sia morta da tempo ma che la logica sia ormai andata stabilmente a farle compagnia. Il caso Hannoun ne è la conferma più eclatante e sconfortante. Come potrebbe spiegarsi altrimenti l’impazzimento del mondo mediatico di fronte all’arresto del leader ABSPP (Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese)?

 Non vogliamo entrare nel merito della questione – se i fondi raccolti andassero direttamente ad Hamas (con ciò che ne consegue non solo nei termini di giudizio di fatto ma anche di valore) – ma le incongruenze logiche delle motivazioni del suo arresto costituiscono un inedito pure in questa… pazza pazza Italia ormai diventata un avamposto del tracollo giuridico (e non solo) occidentale.

 

In estrema sintesi per quel che riguarda il GIP:

  • Hannoun è sotto costante osservazione da oltre un ventennio per le sue attività di sostegno alla causa palestinese
  • Le passate richieste di arresto nei suoi confronti erano state negate dal GIP
  • Nella nuova richiesta gli investigatori si sono serviti di molte informazioni trovate già all’epoca
  • A cavallo tra il luglio e l’agosto 2025 Israele ha inviato “spontaneamente” (avverbio usato nell’ordinanza di convalida dell’arresto) molti altri documenti, la maggior parte dei quali ottenuta dall’esercito israeliano in Cisgiordania nei primi anni duemila e poi recentemente nella striscia di Gaza.

 

Per quel che riguarda invece Direzione Nazionale Antimafia e Direzione Distrettuale di Genova:

 

  • Nella nota congiunta il procuratore nazionale DNA  e il procuratore DDA scrivono:

 

“Le indagini e i fatti attraverso esse emersi non possono in alcun modo togliere rilievo ai crimini commessi ai danni della popolazione palestinese successivamente al 7 ottobre 2023 nel corso delle operazioni militari intraprese dal Governo di Israele, per i quali si attende il giudizio da parte della Corte Penale Internazionale”.

 

Per poi aggiungere che:

tali crimini non possono giustificare gli atti di terrorismo (compresi quelli del 7 ottobre 2023) compiuti da Hamas e dalle organizzazioni terroristiche a questa collegate ai danni della popolazione civile, né costituirne una circostanza attenuante”.

Ed è mancato poco che in calce non si aggiungesse l’auspicio “due popoli, due stati”… come di questi tempi farebbe una miss qualsiasi.

Insomma c’è poco da girarci intorno: i magistrati dispongono un arresto in base alle prove “spontaneamente” fornite da un governo (che è poi un eufemismo per non dire stato di Israele tout  court ) da essi stessi definito criminale e nel far ciò mascherano l’inconsistenza giuridica e l’illogicità manifesta dell’ordinanza con valutazioni morali. E cosa dire delle reazioni politiche?

Beh, qui la farsa (che ha già da tempo surclassato la tragedia) è ormai un work in progress.

 

Plaude la destra, ma non più di tanto, il referendum incombe…

Nulla quaestio della sinistra sull’operato dei magistrati, il referendum incombe…

Laura Boldrini si difende per una foto che la ritrae sorridente con Hannoun : “capita spesso ai politici di fare foto con chi lo richiede” . Chi del resto chi non vorrebbe una foto con Laura Boldrini?

Il sagace Gasparri parla di “incredibili giudizi politici” per l’excusatio non petita del procuratore Melillo (DNA) riguardante i crimini di Israele e sul punto avrebbe anche ragione se a proposito degli stessi crimini  non si riferisse ai giudizi emessi dalla “screditata corte penale internazionale”. Dal che si evince che se la Corte dell’Aja avesse una miglior reputazione, il giudizio morale di Melillo sarebbe in tal caso cosa buona e giusta. Come si possa gioire  per un provvedimento conseguente ad una combination  di discrediti giudiziari lo sanno lui e pochi eletti.

Riassumendo il tutto si può ben dire che per il mainstream giustificare e comprendere sono ormai la stessa cosa. Del resto dal mainstream, bisogna lasciarsi trasportare. I marinai lo sanno: mai contrastare la corrente! Prima o poi questa ti porterà ad un punto morto dal quale poter ripartire. Sfumato ormai ogni confine e persa ogni decenza certe soluzioni restano le migliori. Non a caso un tempo tal Ponzio Pilato fu governatore di  Palestina.

Alessandro Mariani

Alessandro Mariani

Laurea magistrale in Scienza politiche e a seguire in Giurisprudenza. In  buen retiro dopo 40 anni di Guardia di Finanza. Con attività avventurose cerco di contrastare il fattore tempo e mantenere un livello stabile di endorfine che mi consenta di coltivare a tempo perso velleità saggistiche e letterarie. A tempo pieno gestisco l’eredità di una prole, dottoranda oltre frontiera.

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