Gaza e rapporti con la Leonardo S.P.A. : studenti Università di Sassari chiedono chiarezza

Gaza e rapporti con la Leonardo S.P.A. : studenti Università di Sassari chiedono chiarezza

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Riceviamo e con grande piacere pubblichiamo questo importante appello dell'Assemblea degli Studenti per la Palestina - Città di Sassari

 

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Da Gaza a Sassari

Introduzione

 

L’urlo di disperazione che arriva dal popolo Palestinese – un urlo che arriva da lontano, ma che trova il suo culmine in quello che sta accadendo da oltre centocinquanta giorni - è un imperativo morale che per noi non può rimanere lettera morta. Si sentono spesso le lamentele per il senso d’impotenza che ci pervade quando osserviamo le immagini di un genocidio in diretta social: corpi straziati, madri che piangono sui cadaveri dei propri bambini, persone ridotte al grado zero di umanità in fila per un tozzo di pane. L’impotenza è una storia che ci raccontiamo, ed è una storia falsa. Noi invece siamo molto potenti: sia a livello individuale (si pensi per esempio alle pratiche di boicottaggio di aziende e multinazionali complici di Israele), sia, soprattutto, a livello di pratica politica collettiva. Scendere in piazza attorno a pochi contenuti politici, ma alti e rigorosi, è sicuramente il primo passo: alla liberazione totale e incondizionata della Palestina, stop al genocidio, sostegno alla Resistenza Palestinese, no al dirittoumanismo delle anime candide che, nel nome di categorie mielose e astoriche, nel profondo si beano dello sterminio dei palestinesi, poiché consente loro di mostrarsi occidentali buoni, sofferenti dalle disgrazie altrui ma al contempo indifferenti a loro a causa di una vomitevole ed esplicita equidistanza politica. Questa, tuttavia, rischia di essere una pratica strumentalizzabile e senza ricadute reali, se non si accompagnano istanze politiche concrete che mirino alla fine di ogni complicità col genocidio da parte di tutti gli enti e istituzioni in cui ricadono le comunità popolari in questione. Come Assemblea studentesca per la Palestina della città di Sassari, che riunisce tanto studenti medi quanto universitari, vogliamo portare la nostra testimonianza di mobilitazione pacifica, lotta, socialità. In particolare, vogliamo parlarvi della Leonardo S.p.A. e degli accordi che intrattiene con l’Università degli Studi di Sassari (UNISS), e della nostra vertenza per farli cessare immediatamente. Il nostro è un atto d’amore nei confronti dell’Università: proprio perché riconosciamo l’importanza strutturale che gli atenei hanno nello sviluppo della personalità, e come presidio di libero pensiero con ricadute immediate sul territorio, non possiamo tollerare che quella stessa istituzione che forma e ha formato tanti di noi collabori con una fabbrica di morte con le mani sporche di sangue (non solo) palestinese.

 

Che cos’è la Leonardo S.P.A.

 

Leonardo S.p.A. è un gruppo industriale internazionale, che mantiene rapporti estremamente stretti con il governo italiano. La compagnia è proprietà al 30% del Ministero dell'Economia e delle Finanze italiano, mentre il 51,8% delle sue azioni è detenuto da investitori istituzionali prevalentemente britannici e statunitensi.

Prima dell'aprile 2016, l'azienda era nota come Finmeccanica SPA. A partire dal 1º gennaio 2016, le attività delle società produttrici di armamenti, AgustaWestland, Alenia Aermacchi, Selex ES, OTO Melara e WASS, sono state integrate in Leonardo.

A livello internazionale, Leonardo si posiziona come la dodicesima impresa bellica a livello mondiale e la prima nell'Unione Europea per dimensioni, con il 68% del suo fatturato proveniente dal settore difesa. Il nome della società è stato cambiato in Leonardo dopo lo scandalo del 2016 riguardante corruzione internazionale e fatturazioni false, precedente denominazione Finmeccanica. Questo cambio di nome rappresenta un tentativo di rinnovare l'immagine aziendale, attingendo al prestigio del celebre scienziato, inventore e artista del Rinascimento italiano, Da Vinci, noto per i suoi contributi straordinari all'umanità.

Nonostante la sua recente enfasi sul settore aerospaziale, difesa e sicurezza, Leonardo S.p.A. ha progressivamente abbandonato – per propria ammissione - molti dei suoi settori produttivi civili nel corso degli ultimi decenni, partendo dal settore ferroviario. Nel bilancio del 2022, l'azienda rivela che l'83% del suo fatturato proviene dal settore difesa, con l'88% dei clienti appartenenti al governo. Pur dedicandosi principalmente al business della difesa, Leonardo S.p.A. opta per una posizione nel mercato più generico e accattivante del settore aerospaziale, difesa e sicurezza. Ciò nonostante, il conglomerato industriale mantiene un ruolo chiave nei principali programmi strategico-bellici a livello globale, fungendo da partner tecnologico per governi, istituzioni ed imprese.

Risale al 4 febbraio 2024 l’ultimo accordo che Leonardo S.p.A. ha siglato con il Ministero degli Investimenti dell’Arabia Saudita e l’Autorità Generale per l’Industria Militare. Le aree di cooperazione sono molteplici, e hanno quasi tutte un focus bellico: spazio, manutenzione, revisione e riparazione di aerostrutture, localizzazione di sistemi di guerra elettronica, radar e assemblaggio di elicotteri.

La collaborazione, inoltre, è centrata su aree specifiche, come il combattimento aereo e l’integrazione multi-dominio, che consiste, in sintesi, nell’identificazione dei punti deboli del nemico.

Non è una novità che Leonardo fornisca servizi, piattaforme e tecnologie ai sauditi. Da decenni vende loro strumenti, tecnologie belliche, dispositivi per la difesa marittima, aerea e cyber e, nel 2007, ha fornito 72 cacciabombardieri “Eurofighter Typhoon” (per il valore complessivo di 6,5 miliardi di euro).

Le caratteristiche degli aerei da guerra sono state sperimentate e apprezzate dall’aeronautica saudita nella guerra contro lo Yemen, contro il Movimento Houthi - cominciata nel 2015 con l’appoggio della maggior parte dei governi occidentali, Italia inclusa - con un immane tributo di sangue civile.

Secondo le stime dell’Onu, ci sono state almeno 10 mila vittime tra la popolazione yemenita.

Il regime di Riyad ha poi richiesto a Leonardo altri 48 cacciabombardieri Eurofighter.

Secondo l’UNDP, l’Agenzia per lo sviluppo dell’ONU, «nel 2021, nello Yemen, ogni 9 minuti è morto un bambino di meno di 5 anni», a causa dei bombardamenti sauditi, della distruzione e devastazione da essi causati e dei suoi successivi effetti sui civili.

Inoltre, è doveroso ricordare anche che lo stato saudita è retto da un governo autoritario-dinastico che non rispetta i più elementari diritti umani. La pena di morte viene applicata spesso senza processi regolari e con esecuzioni pubbliche (nel 2022, 196; nel 2023, 170).

Nonostante tutto ciò, il Presidente del CdA di Leonardo SPA, Stefano Pontecorvo, festeggia l’accordo coi sauditi di febbraio asserendo: «Questa firma rappresenta non solo un’importante opportunità per consolidare la cooperazione sulla difesa e rafforzare una visione comune sulle operazioni future del combattimento aereo, ma anche una piattaforma per sviluppare congiuntamente nuove tecnologie, attraverso l’esperienza e le capacità delle parti».

Il 12 Gennaio 2024, Papa Francesco ha rifiutato una donazione per un milione e mezzo da parte di Leonardo SPA, fatto che ha causato non poco imbarazzo nella società produttrice di armi. Tant’è che ha replicato sostenendo che nessuno dei sistemi di loro produzione è utilizzato in termini offensivi.

Un’affermazione che però stride con la realtà, come fa notare Giorgio Beretta, analista per l’Osservatorio permanente sulle armi leggere e per la Rete italiana pace e disarmo, che su X (ex Twitter) chiede spiegazioni sui rapporti commerciali tra Israele e il colosso industriale italiano. Nel suo post, infatti, Beretta allega una serie di immagini e documenti che mostrano pagamenti milionari effettuati da Tel Aviv in favore di Leonardo SPA. Nel 2022, le entrate per “i signori italiani del mercato della guerra” da parte di Israele erano per più di 23 milioni.

Negli stessi giorni, The Weapons Watch ha pubblicato dei frame estrapolati da un breve filmato delle Forze armate israeliane (IDF) che mostra navi da guerra al largo dalla costa di Gaza che sparano e colpiscono le aree urbane settentrionali della Striscia, bombardando la zona civile “con cannoni navali super rapidi Oto Melara 76/62 Multi-Feeding da 76mm, costruiti nello stabilimento Leonardo (ex Oto Melara) di La Spezia”.

Ripercorriamo ora gli ultimi anni di rapporti strettissimi tra Leonardo SPA e Israele.

Nel 2012, fornitura da parte Finmeccanica di 30 velivoli d’addestramento M-346 per l’Aeronautica Militare Israeliana.

Tra il 2014 e il 2016, vengono consegnati a Israele 30 esemplari di caccia Alenia Aermacchi M-346 Master ‘Lavi’, trasformabili nella versione armata fighter attack, dotabile di mitragliatrici da 20 millimetri, cannoncino da 30 millimetri, sistemi di ancoraggio, sgancio di bombe e di missili aria-aria o aria-terra.

Nel luglio 2022, Leonardo acquisisce la società israeliana RADA, specializzata in radar per la difesa a corto raggio e anti-droni. Questo testimonia non solo il legame che esiste tra Leonardo e Israele, ma anche la presenza fisica dell’ex Finmeccanica nel territorio occupato da Israele.

Tale società, ora chiamata DRS RADA Technologies, ha partecipato alla realizzazione di “Iron Fist”, un sistema di protezione attivo montato sui nuovi mezzi corazzati da combattimento delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), immediatamente utilizzati nell’invasione di Gaza e nel genocidio del popolo Palestinese sin da questo ottobre.

Stesso discorso per i giganteschi bulldozer blindati Caterpillar D9, adoperati per distruggere abitazioni e strutture palestinesi, che sono dotati dei sistemi di protezione attiva e dei radar tattici di DRS RADA.

Israele, dunque, non è solo “un cliente” di Leonardo, in quanto quest’ultimo ospita stabilimenti e dipendenti di Leonardo. La DRS RADA Technologies del gruppo Leonardo conta 248 dipendenti e ha tre sedi nello stato d’Israele

Nel febbraio del 2023, come se non bastasse, Leonardo ha siglato due accordi di partnership in ambito di innovazione, uno con la Israeli Innovation Authority e l’altro con Ramot Tel Aviv University.

 

Che rapporti ha l’Università di Sassari

 

Il Distretto Aerospaziale della Sardegna (DASS) è stato costituito nel 2013 ed ha aderito al Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio l’anno successivo.

Il DASS oggi conta 30 soci, cinque di essi sono pubblici, tra cui Università di Sassari e Università di Cagliari, e il resto sono privati, tra cui proprio Leonardo S.P.A.

Il DASS, per quanto tra i suoi obiettivi ponga quello di operare «nell’ambito di nuove tecnologie per l’esplorazione umana della Luna, di Marte e degli asteroidi», si concentra anche sullo «sviluppo di una piattaforma nazionale di prova e certificazione di aeromobili a pilotaggio remoto». In parole povere: droni. E chiunque sa a cosa servano.

È ovvio pensare a un utilizzo anche militare di tali tecnologie. Tanto perché Leonardo è un’azienda partecipe a questo progetto, quanto perché il DASS trova il suo primo motore nel poligono interforze sperimentale del Salto di Quirra (PISQ).

Il pericolo è che sia in atto un ulteriore sfruttamento militare dell’area, e che questo sfruttamento venga mascherato da progetti di tipo civile o da greenwashing ambientale. E quindi si finisca per pulire l’immagine della sperimentazione bellica al pubblico, mentre di fatto l’Israeli Defense Forces, coopera con l’Esercito Italiano e Leonardo.

Ma non è solo nel contesto del DASS che Università di Sassari e Leonardo S.p.A. si trovano a cooperare.

Facendo una semplice ricerca sul sito dell’UNISS, scrivendo “Leonardo S.p.A.” è possibile trovare un link che scaricherà automaticamente un file Excel dove sarà possibile trovare acquisti di beni e servizi (non specificati) da Leonardo SPA per un totale di circa 40 mila euro.

Inoltre, il comitato scientifico di Leonardo SPA. non è composto solo da esperti di tecnica e tecnologia militare, ma anche da accademici focalizzati in vari ambiti.

Oltre al sopracitato DASS, l’ateneo ha intrattenuto relazioni e organizzato conferenze e seminari con il Colonnello Roberto Vittori, con il presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica Marco Tavani, entrambi membri del comitato scientifico della “Fondazione Leonardo - Civiltà delle Macchine” e Luciano Violante, il Presidente della Fondazione Leonardo stessa.

Risulta cruciale interrogarsi sui ruoli che ricoprono in un’azienda coinvolta nel genocidio del popolo Palestinese e nel mercato bellico. Il contesto del DASS sarà pure centrato su interessi di studio e innovazione, ma si traduce in ricerca militare.

Ciò non fa che rendere più solido il legame tra l’Università di Sassari e il commercio di armi che vengono utilizzate in guerre di sterminio, come avviene ogni istante in Palestina per mano dell’esercito israeliano.

 

Cosa abbiamo fatto noi

 

L'Assemblea degli Studenti per la Palestina ha preso forma nella prima settimana di febbraio 2024, in seguito all'assemblea cittadina dedicata alla Palestina tenutasi a Sassari il 3 febbraio.

Lo scopo principale è quello di sostenere il popolo e la resistenza Palestinese, integrandosi attivamente nel movimento per la liberazione totale della Palestina sia in Sardegna che in tutto il territorio italiano. L'Assemblea si impegna a mobilitarsi per contrastare il genocidio in corso a Gaza e in Cisgiordania. Inoltre, mira a separare il mondo accademico e dell'istruzione dalla militarizzazione e dal sionismo. La comunità palestinese residente a Sassari è attivamente presente all’interno dell’organizzazione.

Questi principi fondamentali hanno guidato l'organizzazione dell'Assemblea, che ha quindi organizzato la grande manifestazione sassarese del 23 febbraio in concomitanza con lo sciopero studentesco e dei lavoratori a sostegno della Palestina. Il corteo, culminato nella Piazza dell’Università, ambiva a un confronto con le istituzioni universitarie, e in particolare con il Magnifico Rettore, con due obbiettivi politici: il chiarimento sulle collaborazioni che la Leonardo S.p.A. ha già intrattenuto con l’Università di Sassari (di cui abbiamo già parlato nel precedente paragrafo), e la rottura chiara, definitiva e pubblica di ogni possibile accordo tra l’istituzione e l’azienda militare. A tal proposito è stata prodotta una lettera aperta[1].

Il Magnifico Rettore non ha voluto ricevere la nostra rappresentanza, che ha invece incontrato un suo delegato. Nonostante le rassicurazioni verbali sulla natura degli accordi tra Leonardo e UNISS, non è stata pubblicata nessuna nota scritta e ufficiale né sul primo punto, né sul secondo. La mobilitazione, pertanto, prosegue.

 

Assemblea degli Studenti per la Palestina

Città di Sassari

 

Letture utili:

https://www.weaponwatch.net/en/weapon-watch-observatory-on-weapons-in-european-and-mediterranean-ports/

https://www.ilsole24ore.com/radiocor/nRC_05.02.2024_10.41_295

https://www.leonardo.com/it/news-and-stories-detail/-/detail/leonardo-sole24ore-startup-partnership-israel

https://www.difesaonline.it/industria/leonardo-annuncia-il-perfezionamento-operazione-di-fusione-tra-controllata-statunitense

https://pagineesteri.it/

https://www.nigrizia.it/?gad_source=1&gclid=CjwKCAiAxaCvBhBaEiwAvsLmWEh1VE4JQeTZ1Jmr52poQY9m8QpaLOUJxrgiYzLT-SXby1rVXB7P4BoCQEwQAvD_BwE

[1] https://www.pressenza.com/it/2024/03/lassemblea-degli-studenti-di-sassari-chiede-alluniversita-di-chiarire-i-repporti-con-leonardo/

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