Contro il turismo dei ricchi bombe, filo spinato e servitù militari anche in salotto?

Manualetto social per smontare la ragion coloniale

2780
Contro il turismo dei ricchi bombe, filo spinato e servitù militari anche in salotto?

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

di Cristiano Sabino*

Da diverso tempo sono impegnato nella decostruzione della “ragion coloniale” elaborata dagli ambientalisti pro colonizzazione energetica. Ho iniziato a smantellare la narrazione che da posizioni pseudo di sinistra, pseudo antagoniste e perfino pseudo indipendentiste vorrebbero consegnare la Sardegna mani e piedi alle multinazionali e alle banche d’affari dell’energia verde, per trasformare la Sardegna in una piattaforma energetica conto terzi.

Credo che l’ultimo post social del giornalista e amico Lorenzo Tecleme  sia utilissimo per comprendere il meccanismo della ragione coloniale e lo ringrazio perché mi da occasione di disinnescarne l’apparente veridicità dell’argomento. 

Scrive Tecleme: “Ho appena visto un documentario prodotto da uno dei comitati anti-eolico sardi. Tra le voci narranti c’è un agente immobiliare e consorzista della Costa Smeralda che spiega come, per via delle pale, i mega-yacht più grandi al mondo potrebbero smettere di attraccare in Sardegna. E devo ammettere che io sulla questione continuo ad avere dubbi e cercare mediazioni, ma il documentario mi ha convinto: se ci promettete che i miliardari se ne vanno altrove, pale eoliche pure in salotto”.

Tecleme si riferisce probabilmente a “Grande inganno verde” documentario recentemente pubblicato di Lisa Camillo.

Il ragionamento sembra finale alla grande: siccome i comitati e gli intellettuali che ne rimbalzano la voce esprimono una visione non perfettamente consona allo stile antagonista, in questo caso l’essere contro il turismo di lusso e contro la turistificazione della Sardegna, allora bisogna sostenere le ragioni della colonizzazione, perché questa è una valida alternativa alla turistificazione stessa. 

Così l’amico Tecleme crea una coppia fittizia di tesi, fittizia perché presenta queste tesi come sinoli non divisibili. 

Tesi A comitati-turisti di lusso. Tesi B pseudo ecologisti e contrarietà al turismo di lusso. 

È chiaramente uno specchietto per le allodole. Però si da il caso che la medesima regista ha girato un altro documentario, Balentes – I coraggiosi. 
Anche in quel caso uno degli argomenti utilizzati per denunciare i danni dell’occupazione militare della Sardegna era proprio la “vocazione turistica” dell’isola. 
Io non condivido questo ragionamento, perché penso che le ragioni per opporsi all’occupazione militare della nostra terra non abbiano bisogno di essere puntellate dalla mitologica “vocazione turistica”, così come credo che la lotta delle comunità sarde contro la quarta colonizzaizone, cioè contro la speculazione energetica, non abbiano bisogno della legittimità dei turisti.

Detto questo mi chiedo se il buon Tecleme, visionato il documentario sulle basi militari della Camillo ne dedurrebbe le medesime conclusioni: 
Ho appena visto un documentario prodotto da uno dei comitati anti-basi militari. Tra le voci narranti c’è un agente immobiliare e consorzista della Costa Smeralda che spiega come, per via delle pale, i mega-yacht più grandi al mondo potrebbero smettere di attraccare in Sardegna.
E devo ammettere che io sulla questione continuo ad avere dubbi e cercare mediazioni, ma il documentario mi ha convinto: se ci promettete che i miliardari se ne vanno altrove, bombe e cannoni e filo spinato pure in salotto”.

Se si sarebbe coerente ma aberrante. Se no sarebbe incoerente e ipocrita.

*Post Facebook del 13/05/2025

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti