Delcy Rodríguez: “Nessun agente esterno governa il Venezuela”

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Delcy Rodríguez: “Nessun agente esterno governa il Venezuela”

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La presidente incaricata del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha assicurato martedì che il suo Paese non è governato da alcun agente esterno, contraddicendo così le recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui gli Stati Uniti controllerebbero attualmente la nazione sudamericana.

“Il governo del Venezuela governa il nostro Paese; non c’è alcun agente esterno che governi il Venezuela. È il Venezuela, è il suo governo costituzionale, è il potere popolare consolidato”, ha dichiarato la dignitaria durante una giornata di lavoro trasmessa in televisione, in linea con il messaggio di resistenza e autodeterminazione ribadito nel suo recente intervento rivolto alla comunità internazionale.

Leggi: Il messaggio di Delcy Rodríguez, presidente incaricato del Venezuela, al mondo


Rodríguez ha dichiarato che “il Venezuela sta attualmente percorrendo una strada dolorosa a causa dell’aggressione subita” e ha sottolineato che si tratta di un’azione “senza precedenti” nella storia nazionale e sudamericana, un quadro che vari articoli hanno descritto come un salto di qualità nell’aggressione militare e giudiziaria contro Caracas.


Tuttavia, ha aggiunto, “il popolo venezuelano è attivo nelle strade, marciando oggi, insieme alle donne del Venezuela, per la pace del nostro Paese e per chiedere la libertà dei nostri eroi, il presidente Nicolás Maduro e la first lady Cilia Flores”, come mostrato dalle imponenti mobilitazioni popolari del 4 gennaio a Caracas.


VEDI: Caracas, 4 gennaio 2026. Una marea umana. Il popolo venezuelano invoca la liberazione del presidente Maduro


Le affermazioni di Trump

Sabato scorso, in un’apparizione pubblica dopo l’attacco armato che si è concluso con il rapimento di Maduro e Flores, Trump ha affermato, tra le altre cose, che Washington guiderà il Paese sudamericano fino a quando la sua amministrazione non riterrà di poter “effettuare una transizione sicura”, configurando di fatto un commissariamento politico del Venezuela.? Domenica, in una conversazione con i giornalisti a bordo dell’Air Force One, gli è stato chiesto un commento in merito. Trump ha risposto: “Non chiedetemi chi comanda, perché vi darei una risposta molto controversa”. “Cosa significa?”, ha insistito una giornalista. “Significa che siamo noi al comando”, ha replicato, rafforzando l’idea di un controllo diretto di Washington sul processo politico venezuelano.?

Il giorno precedente, Trump si era presentato come figura chiave di una presunta transizione politica in Venezuela. In un’intervista televisiva aveva precisato che, oltre a lui, il team responsabile è composto da funzionari come il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Guerra Peter Hegseth, il vice capo di gabinetto della Casa Bianca Stephen Miller e il vicepresidente J.D. Vance, configurando una vera e propria “giunta di gestione” esterna delle risorse e delle istituzioni venezuelane.? Il presidente ha inoltre condizionato le attività commerciali del Venezuela al via libera della Casa Bianca, sostenendo di avere il proprio esercito alle porte del Paese. Ha poi aggiunto che resteranno in vigore le sanzioni unilaterali contro l’industria petrolifera venezuelana, così come l’appropriazione illegale di petroliere cariche di greggio venezuelano in alto mare, misure che varie analisi hanno inserito in una più ampia strategia di saccheggio delle risorse energetiche del Paese.?

Minacce

Trump e diversi alti funzionari della sua amministrazione, tra cui Hegseth e Rubio, non hanno escluso la possibilità di un secondo attacco armato contro il territorio venezuelano qualora Rodríguez, ora alla guida dell’esecutivo, non “collabori” con Washington.? Domenica scorsa, il leader statunitense ha anche minacciato direttamente la dignitaria, avvertendola che, se “non farà la cosa giusta, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di Nicolás Maduro”, un’escalation verbale che è stata letta come parte di una campagna di intimidazione personale contro la presidente incaricata.?

Oggi Rodríguez ha risposto alle minacce: “A titolo personale, a coloro che mi minacciano dico che il mio destino lo decide solo Dio. Questa è la mia risposta”, ribadendo che il governo bolivariano non accetterà diktat esterni né “accordi di transizione” imposti.?


Leggi: Venezuela, il diritto contro l’arroganza imperiale

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