Confindustria: che non si parli di aumenti salariali!

Confindustria: che non si parli di aumenti salariali!

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

Sta tenendo banco in questi giorni il dibattito tra Landini e Bonomi sugli aumenti contrattuali. Sono invocati da più parti per fronteggiare l”aumento vertiginoso del costo della vita dovuto ai rincari energetici che si riversano non solo sulle bollette ma anche sui beni di prima necessità. Oggi sono andato dal mio dentista, la moglie diceva che non ti puoi avvicinare ai negozi di generi alimentari, persino la verdura è costosissima, tutto è costoso e anche la qualità è andata a degradare. Bonomi sostiene che prima ci deve essere aumento di produttività.

L’economista Marco Fortis, proprio sulle pagine del giornale di Confidustria, sosteneva lo scorso anno che nell’industria italiana negli ultimi 5 anni la produttività è aumentata molto ed è maggiore della stessa Germania. Che si mettessero d’accordo tra loro. In ogni caso non si può pretendere l’aumento di produttività in settori pubblici come scuola o sanità, sono servizi universali anche se in alcuni settori pubblici, grazie alla digitalizzazione, negli ultimi due anni la produttiivtà è aumentata addirittura del 17% mentre i salari e gli stipendi pubblici sono rimasti al palo. In un post pubblicato alcuni mesi fa su facebook, l’economista Guido Salerno Aletta così inquadra il ruolo di Confindustria nell’ultimo secolo: “Mettetelo bene nella Zucca. La attuale classe confindustriale è l’erede legittima di quella stessa imprenditoria responsabile dello sfascio degli Anni 20 e 30. Quella che pretendeva protezione mentre si riportava la lira a Quota 90. Quella che aveva speculato e controllava le banche fino a farle fallire. In Italia, lo Stato azionista nasce dal fallimento di una classe di imprenditori e banchieri collusi. Niente è cambiato: la repressione salariale di allora riportò l’Italia in rotta, lo stesso è avvenuto in questi anni. La stessa politica filopadronale del fascismo, sostenuto dalla grande stampa di allora. Gli investimenti di sviluppo si fecero solo dopo, con l’Iri. E nel dopoguerra, fino alle privatizzazioni. Dopo, il nulla cosmico. Mettetelo bene in Zucca”.

Ora, abbiamo un surplus di partire correnti pari al 3.3.% del pil, una posizione finanziaria netta estera positiva per 105 miliardi, i soldi ci sono, c’è chi, come Del Vecchio (Luxottica) e altri che remunerano bene i dipendenti e danno grandi premi di produzione, c’è chi come Bonomi (che non è un industriale vero e proprio) aggrappato alla deflazione salariale degli ultimi 30 anni e da lì non si smuove. Se c’è un dato da riflettere delle economie asiatiche è che i loro industriali premiano la partecipazione attiva alle sorti delle aziende dei dipendenti con forti aumenti. Certo, è corporativismo, ma si tratta di fronteggiare l’emergenza salariale, per il socialismo si vedrà. Sono dunque da premiare quegli imprenditori che pagano bene i dipendenti. Un imprenditore due domeniche fa mi ha mandato il prospetto del suo progetto industriale grazie al PNNR con le remunerazioni dei dipendenti. Vedendo che erano alte gli ho chiesto i motivi.

La sua risposta: “i collaboratori devono vivere bene, non sopravvivere, le gioie della vita le devono avere tutti”. I soldi ci sono, basta vedere la posizione finanziaria netta estera, si tratta di cambiare tutto l’assetto associativo degli operatori economici italiani che ormai hanno fatto il loro tempo e non rispondono più alle richieste di modernità provenienti dalla società. I soldi ci sono, basta volerli usare non solo per auto, ville  e barche. Ci sono imprenditori che la  pensano così, si tratta di intercettarli e dare loro voce.

 

P. s. Pasquale Cicalese ha aperto un suo blog Pianocontromercato.it dove raccoglierà tutti gli scritti della sua lunga produzione scientifica. 

Pasquale Cicalese

Pasquale Cicalese

 

Economista. Ha aperto un canale telegram: pianocontromercato
 
 

Il golpe economico del 1992 e i suoi autori di Giorgio Cremaschi Il golpe economico del 1992 e i suoi autori

Il golpe economico del 1992 e i suoi autori

Quello che non vi dicono sull'Afghanistan... di Francesco Santoianni Quello che non vi dicono sull'Afghanistan...

Quello che non vi dicono sull'Afghanistan...

Cara Meloni, i veri patrioti non strisciano di Savino Balzano Cara Meloni, i veri patrioti non strisciano

Cara Meloni, i veri patrioti non strisciano

Sulla Denazificazione dell'Ucraina di Daniele Lanza Sulla Denazificazione dell'Ucraina

Sulla Denazificazione dell'Ucraina

Gli aiuti non sono per il popolo ucraino di Alberto Fazolo Gli aiuti non sono per il popolo ucraino

Gli aiuti non sono per il popolo ucraino

Draghi o non Draghi, resta la gabbia dell'eurozona di Thomas Fazi Draghi o non Draghi, resta la gabbia dell'eurozona

Draghi o non Draghi, resta la gabbia dell'eurozona

30 anni di pagliacci. E' il lavoro la misura di ogni cosa di Pasquale Cicalese 30 anni di pagliacci. E' il lavoro la misura di ogni cosa

30 anni di pagliacci. E' il lavoro la misura di ogni cosa

La nuova psicologia del Totalitarismo di Damiano Mazzotti La nuova psicologia del Totalitarismo

La nuova psicologia del Totalitarismo

In Germania siamo già al "razionamento dell'acqua calda"... di Antonio Di Siena In Germania siamo già al "razionamento dell'acqua calda"...

In Germania siamo già al "razionamento dell'acqua calda"...

Privatizzazioni e imprese di stato. Fact Checking completo di Gilberto Trombetta Privatizzazioni e imprese di stato. Fact Checking completo

Privatizzazioni e imprese di stato. Fact Checking completo

A Parigi si prepara l'assedio di Tripoli di Michelangelo Severgnini A Parigi si prepara l'assedio di Tripoli

A Parigi si prepara l'assedio di Tripoli

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti