Blair aiutò Gheddafi nella repressione dei dissidenti in Libia. L’inchiesta del Guardian

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Blair aiutò Gheddafi nella repressione dei dissidenti in Libia. L’inchiesta del Guardian

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Documenti dell'ex leader libico Muammar Gheddafi, ottenuti da avvocati britannici, hanno fatto luce sul coivolgimento del governo britannico di Tony Blair nella repressione di Tripoli contro i dissidenti libici.
 
"Con rammarico, devo farvi sapere che il governo britannico non ha avuto successo nel suo recente caso giudiziario che riguarda la deportazione in Libia. Sono molto deluso dalla decisione del tribunale. Ho chiesto ai miei avvocati e funzionari di esaminare se la decisione può essere messa in discussione", l'allora Primo Ministro britannico Tony Blair scriveva a Gheddafi il 26 aprile 2007. 

Nella lettera, indirizzata all'ex leader libico, si discuteva la deportazione di due avversari politici di Tripoli dal Regno Unito. I due individui sarebbero stati legati al Gruppo combattente islamico libico (LIFG), un'organizzazione di opposizione. Il Guardian sottolinea che durante tale periodo, le agenzie di intelligence dei due paesi hanno lavorato insieme a stretto contatto, effettuato operazioni clandestine volte al sequestro e rimpatrio di rifugiati politici libici, Alcuni dissidenti libici sono stati costretti a lavorare come informatori sia per i servizi segreti britannici che per quelli libici.

Sei uomini libici, la vedova di un settimo e 5 cittadini britannici di origine libica e somala sono ora in causa con il governo inglese per il contenuto di queste lettere.

"Vorrei aggiungere un personale ringraziamento per la collaborazione in materia di espulsione. Tale sostegno - e l'eccellente cooperazione dei vostri dipendenti con i loro colleghi britannici - è un omaggio alla forza delle relazioni bilaterali che sono cresciute tra il Regno Unito e la Libia. Come sapete, sono determinato a vedere che questo partenariato si sviluppare ulteriormente", Tony Blair sottolinea nella sua lettera a Muammar Gheddafi, come riporta il Telegraph. 

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