Atleta della NFL multato per il messaggio di solidarietà alla Palestina
Il linebacker degli Houston Texans Azeez al-Shaair è stato multato dalla National Football League (NFL) per aver mostrato un messaggio pro-palestinese "Stop al genocidio" durante una partita televisiva, ha riferito ESPN il 18 gennaio.
Il linebacker ha indossato il messaggio di solidarietà sotto gli occhi durante il discorso di squadra prima dell'incontro tra Houston e i New England Patriots, ma ha rimosso il messaggio prima del calcio d'inizio.
La breve esibizione è seguita a una precedente penalità della lega per aver indossato lo stesso messaggio durante una partita dal vivo. Al-Shaair era stato multato di 11.593 dollari la settimana precedente per aver violato le regole sulle uniformi della NFL che proibiscono messaggi personali o politici non approvati, ed era stato avvertito che ripetere l'atto durante le partite avrebbe potuto comportare l'espulsione dal gioco, una conseguenza che ha dichiarato di comprendere appieno.
"Alla fine, è una questione più grande di me", ha detto ai giornalisti. "Quello che succede mette a disagio la gente. Immaginate come si sentano quelle persone [i palestinesi]".
Ha aggiunto: "Non ho alcuna affiliazione, nessun legame con queste persone, a parte il fatto che sono un essere umano".
Il messaggio è stato scritto in solidarietà con i palestinesi uccisi durante il genocidio israeliano a Gaza, mentre le violazioni dell'esercito israeliano e le severe restrizioni agli aiuti umanitari continuano a mietere vittime civili nonostante il cessate il fuoco dichiarato.
Shaair ha costantemente utilizzato la sua piattaforma per sostenere i diritti dei palestinesi, anche sostenendo cause umanitarie attraverso l'iniziativa "My Cause, My Cleats" della NFL, ma mettendo anche in discussione quella che ha descritto come un'applicazione selettiva delle regole della lega.
"Se la mia piattaforma può portare anche solo un po' di speranza alle famiglie in Palestina, allora è per questo che voglio usarla", ha affermato l'atleta.
Ha anche messo in discussione quella che ha definito un'applicazione selettiva, osservando che altri giocatori hanno ripetutamente indossato cartelli con l'occhio nero senza alcuna punizione.
Il Council on American-Islamic Relations, un gruppo statunitense per i diritti civili dei musulmani recentemente preso di mira da iniziative di inserimento nella lista nera a livello statale, ha elogiato la mossa, affermando: "Lodiamo il linebacker degli Houston Texans Azeez al-Shaair per aver utilizzato la sua piattaforma per esprimere la sua opposizione al genocidio".
La posizione di Shaair ha riscosso ampio sostegno online.
Fin dall'inizio del genocidio a Gaza, oltre due anni fa, i gruppi di monitoraggio hanno documentato una crescente e articolata repressione delle attività di advocacy palestinese.
La campagna ha incluso una censura digitale diffusa: Meta avrebbe soddisfatto il 94 percento delle richieste di rimozione israeliane, portando alla rimozione o alla soppressione di oltre 30 milioni di post e al divieto permanente di copertura da parte dei media regionali.
Trump ha dato il via a quello che è stato descritto come uno “tsunami di repressione”, utilizzando l’autorità federale per detenere e minacciare la deportazione di studenti e attivisti non cittadini per aver partecipato a proteste legittime nei campus.
Washington ha inoltre imposto sanzioni alle organizzazioni palestinesi per i diritti umani e congelato miliardi di dollari di finanziamenti universitari legati alla tolleranza dell'attivismo pro-Palestina.
La Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha recentemente approvato una legge che amplia la definizione di antisemitismo dell'International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) per includere alcune critiche a Israele, una mossa che apre direttamente la porta al taglio dei finanziamenti alle istituzioni e alla repressione dei discorsi pro-Palestina nei campus statunitensi.
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L’INFERNO DEL GENOCIDIO A GAZA
L’inferno del genocidio a Gaza: la testimonianza che pretende responsabilità
Il libro di Wasim Said, pubblicato da LAD edizioni, non è un racconto da compatire ma un atto di accusa che spezza la neutralità e chiama alla lotta politica.
LA PRESENTAZIONE DEL CURATORE DELLA VERSIONE ITALIANA
Pasquale Liguori
Non è un libro “su Gaza”, non è l’ennesimo titolo che si aggiunge allo scaffale del dolore mediorientale. L’inferno del genocidio a Gaza è un documento che arriva in Italia con il peso preciso di una prova, non con la leggerezza di un prodotto culturale. Il fatto che a pubblicarlo sia LAD edizioni con la mia curatela non è un dettaglio editoriale, ma una scelta di campo: portare qui una voce che non si presta né alla retorica umanitaria né alla commozione di consumo, ma esige di essere ascoltata come atto di accusa, come frammento di verità che non intende integrarsi nella normalità del discorso pubblico, bensì incrinarla.


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