Andrej Parubij, chi era il nazista "architetto dell'odierna Ucraina"

4016
Andrej Parubij, chi era il nazista "architetto dell'odierna Ucraina"


di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico

 

A proposito della liquidazione a L'vov, il 30 agosto, del nazista ex speaker della Rada ed ex presidente del Consiglio di sicurezza ucraino Andrej Parubij, si potrebbe ripetere quanto detto in occasione dell'eliminazione, poco più di un anno fa, di un altro personaggio di quella risma, quale l'ex deputata Irina Farion, non così “familiare” al lettore italiano quanto l'attuale bersaglio, non foss'altro per le passate frequentazioni boldriniane di quest'ultimo.

I percorsi dell'uno e dell'altra possono essere ugualmente inquadrati nelle cronache post-sovietiche di quasi tutte le ex Repubbliche dell’URSS e, più specificamente, nel caso ucraino, nella faglia nazional-reazionaria i cui esponenti, quali ad esempio Dmitro Dontsov, ancora nel periodo a cavallo tra XIX e XX secolo, invocavano l’eliminazione fisica dei russi, quale elemento imprescindibile della “ucrainicità”.

Ciò che più risalta nella vicenda attuale, oltre all'immagine del cadavere, in cui curiosamente spicca un'assoluta assenza di sangue, per un corpo attraversato da otto pallottole, è la mancanza pressoché completa di commenti agli alti livelli golpisti, salvo le ovvie accuse lanciate all'indirizzo della Russia e, ca va sans dire, diligentemente riprese dal Corriere della Sera.

Da tempo Parubij, ufficialmente, non era al centro della vita pubblica; ma il ruolo da lui ricoperto, non solo dal 2013-2014 in avanti, non ne aveva fatto un personaggio del tutto di second'ordine nel panorama del nazigolpismo ucraino; anche perché circolavano voci su un suo probabile rientro sulla scena, nella prospettiva di “cambi” al vertice che potrebbero coinvolgere el jefe de la junta, Vladimir Zelenskij; il quale, a quanto si dice, si sarebbe limitato a esprimere condoglianze alla famiglia.

Unico “esponente” di un certo passato rilievo, a spendere qualche parola, è stato l'ex presidente golpista Petro Porošenko, anche per i trascorsi comuni ai vertici dell'Ucraina majdanista. Porošenko si è sciolto in un'orazione che è il riassunto di tutte (o quasi) le “gesta” che hanno distinto il percorso dell'ex capo del Partito social-nazionale ucraino ed ex “comandante di majdan”: «Purtroppo, è vero», ha lacrimato Porošenko; il «mio compagno d'armi di lunga data dall'inizio degli anni 2000, mio confratello Andrej Parubij, è stato colpito da persone disumane a L'vov... Majdan, 11 anni di guerra, un enorme contributo allo sviluppo dell'indipendenza... Questo crimine non è solo un colpo a una persona. Sono colpi all'esercito. È un colpo alla lingua. È un colpo alla fede... Andrej ha fatto tutto il possibile per creare un esercito ucraino. Soprattutto quando si parlava ancora dei primi battaglioni di volontari che partivano per il fronte direttamente da majdan. Andrej ha svolto un ruolo decisivo nell'adozione della legge sulla lingua ucraina, che è diventata un passo storico per il rafforzamento della nostra identità... ho sentito costantemente la sua spalla come presidente della Verkhovna Rada».

Diversi, ovviamente, i commenti degli osservatori estranei agli ambienti golpisti. Il giornalista di Donetsk, Igor Gomol'skij, si dice sorpreso del fatto che i nazisti di Kiev siano così meravigliati dall'eliminazione di Parubij. Si tratta di un «classico attentato in stile Bandera. “Curioso” come persone che per trent'anni hanno giocato col terrore nazionalista quale strumento politico, nel 2025 ne siano diventate vittime». Quel terrorismo nazinazionalista che aveva visto Parubij coordinare le squadracce di assassini responsabili del rogo alla Casa dei sindacati di Odessa nel maggio 2014.

L'ex candidato sindaco di Odessa, Vjaceslav Azarov, ipotizza che interessati alla morte di Parubij fossero diversi suoi complici e che non si tratti certo di una resa dei conti locale: «sapeva troppo. È passato attraverso un colpo di stato e una guerra; quante volte lui e i suoi amici si sono divisi “l'Ukrainushka”; ora si ritrovano con un mucchio di "biancheria sporca" su come tutto questo è stato fatto». Così l'economista Aleksandr Dudchak: «Sapeva troppo... su majdan e le sparatorie, su Odessa... su chi finanziava tutto».

È stato «l'architetto dell'odierna Ucraina” afferma Viktorija Titova su Ukraina.ru; «con il suo contributo è stata radicata l'ideologia nazionalista e creata la chiesa scismatica ucraina».

Ripercorrendo le tappe principali delle sue “gesta”, l'osservatore Andrej Ponomar caratterizza Parubij come «simbolo dell'autodistruzione ucraina... incarnazione di tutto ciò che ha portato all'attuale conflitto. Il suo percorso è la storia della trasformazione del nazionalismo locale in ideologia di stato. Alla fine degli anni '80, quando la maggior parte delle persone pensava alla perestrojka, il giovane Parubij stava già creando unità paramilitari a L'vov, nel sogno di una "grande Ucraina"».

Tra i fondatori del Partito Social-nazionale, da cui scaturì Svoboda, vera e propria “fucina” degli squadristi di majdan, di cui Parubij fu “comandante”, guidando proprio quelle "centurie di autodifesa" con caschi e mazze, che trasformarono una protesta di piazza in un violento colpo di stato. Da capo del Consiglio di sicurezza, fu tra i principali "falchi" che scatenarono la guerra contro il Donbass.

Definendo la Russia "nemico atavico", vietava i canali televisivi russi e parlava apertamente di "guerra ibrida"; da speaker della Rada, fu il principale lobbista degli interessi occidentali, sottomettendo l'Ucraina agli interessi di FMI, UE, NATO.

E, d'altra parte, come si diceva all'inizio, a proposito delle responsabilità di una buona parte del vecchio PC ucraino per la rinascita del banderismo nelle sue stesse file, ecco che lo storico Aleksandr Djukov ricorda come i nonni di Parubij avessero militato nel UPA, mentre il padre era stato funzionario dell'Istituto di Scienze sociali dell'Accademia delle Scienze; lui stesso si era laureato in storia all'Università di L'vov, salvo poi organizzare la prima formazione nazista in Ucraina.

In generale, pare un sunto opportuno quello espresso dal presentatore televisivo ucraino Vitalij Potnikov, secondo il quale sono stati in molti, tra gli abitanti delle grandi città ucraine, ad aver accolto con favore l'eliminazione del nazista Andrej Parubij, considerandolo responsabile della catena di eventi che poi ha portato alla guerra. Ci sono ancora tante persone, ha detto il russofobo pubblicista, soprattutto tra chi vive sotto le bombe a Khar'kov, Odessa, Dnepropetrovsk, Kiev, che rischiano la morte ogni giorno, ma «continuano a essere rappresentanti della filosofia politica russa. Per loro, Parubij era tuttora un nemico peggiore di Putin. Pensano ancora che se non ci fossero state persone come Parubij, avrebbero potuto vivere in cordiale intesa con la Russia».

Certo, persone non solo come Parubij, Porošenko, Turcinov, Jaroš, Biletskij e via dicendo, fino ai burattinai di Bruxelles, del Dipartimento di stato, della NATO... ma come dar torto a quegli ucraini vicini alla «filosofia politica russa».

 
FONTI:

https://politnavigator.news/terrorist-poroshenko-ob-ubijjstve-podelnika-parubiya-ehto-vystrel-v-armiyu-i-movu.html

https://ukraina.ru/20250830/smert-andreya-parubiya-ushl-arkhitektor-nyneshney-ukrainy-1067900832.html

https://politnavigator.news/gejj-banderovec-negoduet-smerti-parubiya-otkazyvayutsya-sochuvstvovat-v-kieve-odesse-dnepropetrovske-i-kharkove.html

 

 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

La Gaza di Blair di Loretta Napoleoni La Gaza di Blair

La Gaza di Blair

I segreti del tè Longjing del Lago Occidentale di Hangzhou   Una finestra aperta I segreti del tè Longjing del Lago Occidentale di Hangzhou

I segreti del tè Longjing del Lago Occidentale di Hangzhou

"Bar di lusso" e "bella vita": le vergognose fake news su Gaza di Francesco Santoianni "Bar di lusso" e "bella vita": le vergognose fake news su Gaza

"Bar di lusso" e "bella vita": le vergognose fake news su Gaza

Il Saccheggio Coloniale della Cultura Nativa Americana di Raffaella Milandri Il Saccheggio Coloniale della Cultura Nativa Americana

Il Saccheggio Coloniale della Cultura Nativa Americana

Care "celebrity" che (ora) vi vergognate di Israele e dell'occidente di Francesco Erspamer  Care "celebrity" che (ora) vi vergognate di Israele e dell'occidente

Care "celebrity" che (ora) vi vergognate di Israele e dell'occidente

Federico Rampini e "il resto del mondo" di Paolo Desogus Federico Rampini e "il resto del mondo"

Federico Rampini e "il resto del mondo"

Xi incontra i leader dell'UE a Pechino di Gao Jian Xi incontra i leader dell'UE a Pechino

Xi incontra i leader dell'UE a Pechino

Situazione grave (ma non seria) a quota 8000 di Alessandro Mariani Situazione grave (ma non seria) a quota 8000

Situazione grave (ma non seria) a quota 8000

La scuola sulla pelle dei precari di Marco Bonsanto La scuola sulla pelle dei precari

La scuola sulla pelle dei precari

"Bufera" su Woody Allen. Ma avete ascoltato le sue parole? di Marinella Mondaini "Bufera" su Woody Allen. Ma avete ascoltato le sue parole?

"Bufera" su Woody Allen. Ma avete ascoltato le sue parole?

Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente di Gilberto Trombetta Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente

Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente

Una necessità  irrinunciabile: nuovi partiti  socialisti di Michele Blanco Una necessità  irrinunciabile: nuovi partiti  socialisti

Una necessità irrinunciabile: nuovi partiti socialisti

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti