Agnoletto: "Media e scienza al servizio di Big Pharma"

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Un abbraccio da Vittorio Agnoletto ai progressisti che "si fidano della scienza": alla domanda se effettivamente la scienza si sia piegata alla politica dallo scoppio della pandemia ad oggi, Agnoletto ha risposto: «Totalmente! È questo il punto: la scienza (in gran parte, poi ci sono sempre le eccezioni) si è lasciata andare a dire quello che la politica in quel momento voleva sentirsi dire». Agnoletto ha citato anche alcuni casi nei quali ciò è successo: «Ad esempio dicendo che saremmo arrivati all’immunità di gregge, oppure che con il vaccino avremmo potuto tutti fare una vita tranquilla, oppure ancora l’esaltazione degli Open Day di Astrazeneca.

Per chiunque si occupi di sanità pubblica, gli Open Day di Astrazeneca sono un controsenso, perché gli interventi di sanità sono rivolti alla singola persona: per ognuno bisogna valutare se un vaccino va bene oppure no, che patologie pregresse abbia, che allergie abbia e via dicendo. Non sono una festa popolare nella quale la gente si mette in coda, “avanti uno e dietro quell’altro”! In più: è vero che avevamo dei residui forti di Astrazeneca, ma questo non era sufficiente per dire che andavano utilizzati su una popolazione rispetto alla quale erano già uscite delle ricerche che dicevano che non era il vaccino più adatto. E la scienza su tutto questo ha taciuto, è stata zitta, e questo non va assolutamente bene». 

Agnoletto ha aggiunto che «la politica aveva bisogno di dire che avevamo un vaccino che con una sola somministrazione risolveva tutto (Johnson & Johnson) e la scienza le è andata dietro. Ma questo è un punto molto molto importante: la divisione dei ruoli. Non parliamo dei media mainstream: sono ormai diventati dei megafoni dei comunicati-stampa delle aziende farmaceutiche! Non c’è nessun tentativo di approfondimento, di scavare. Ma dietro – a parte i problemi di dipendenza e di conflitti di interesse col potere delle Big Pharma – c’è un’idea: considerare i cittadini e le cittadine italiane un po’ come bambini, come incapaci di assumersi delle responsabilità. Si tende sempre a semplificare il messaggio e così si rischia anche di dire delle stupidate che poi vengono smentite.

Abbiamo avuto dichiarazioni di EMA che dopo due o tre settimane sono state smentite, basti pensare a Johnson & Johnson o ad Astrazeneca che inizialmente si era detto che non andasse assolutamente utilizzata con le persone anziane e poi esattamente il contrario. Qui c’è il ruolo di EMA: l’ente regolatorio europeo non ha un’autonomia finanziaria, per cui non può andare direttamente a verificare dei trial ed eventualmente a rifarli, ma lavora solo e unicamente sulla documentazione presentata dalle aziende farmaceutiche. In più c’è una porta girevole, per cui a volte ai vertici di EMA si trova chi prima era in azienda farmaceutica e viceversa. EMA va riformata. Deve avere maggiore autonomia e quindi maggiore credibilità scientifica».

Thomas Fazi

Thomas Fazi

Economista e saggista. Autore con W. Mithchell di "Sovranità e barbarie" (Meltemi). Su twitter:  @battleforeurope

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