Addio New START. Ora il gioco nucleare ha tre giocatori

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Addio New START. Ora il gioco nucleare ha tre giocatori


di Francesco Dall'Aglio*

Come era prevedibile il trattato New START (nella foto Obama e Medvedev che facevano finta di trovarsi simpatici mentre lo firmavano, nel 2010) è stato fatto scadere dagli USA, e del resto la Russia aveva proposto un rinnovo annuale, segno che anche loro non ci tenevano più di tanto. I motivi del disinteresse statunitense potevano essere solo due.

Il primo, più maligno: provare a costringere la Russia a una nuova corsa agli armamenti, un po' come l'URSS negli anni '80, uscendo dal trattato (che, ricordo, limita le testate schierabili a 1550 e i vettori a 800, dei quali solo 700 schierabili contemporaneamente) e propagandando, che poi realizzarlo è tutt'altra cosa, il "Golden Dome", ovvero la riedizione moderna delle "Star Wars" reaganiane. Ma la Russia ha già risposto picche, continuando in questi anni a rinnovare il proprio parco missilistico e sviluppando nuovi modelli (il Burevestnik, il Poseidon eccetera), facendo implicitamente capire agli USA che non hanno intenzione di svenarsi per aumentare a dismisura il numero di missili.

Più probabile dunque il secondo motivo, che è una preoccupazione strategica statunitense molto sensata: il trattato vincolava, e vincolerebbe, solo USA e Russia ma non quello che negli ultimi anni è diventato il terzo incomodo, ovvero la Cina (senza contare la Corea del Nord). E la Cina non ha fatto mistero di volere aumentare il numero delle sue testate, che al momento dovrebbero essere 5-600: e "dovrebbero essere", riferito alla deterrenza nucleare, mette gli USA di fronte a un grosso problema. E non solo loro, in realtà, perché al momento i rapporti con la Russia sono molto amichevoli, ma nessuno può giurare che rimarranno tali per sempre. Far scadere il New START e rinegoziare un trattato che comprenda anche la Cina non è una cattiva idea, ed è questa la strada sulla quale gli USA intendono muoversi, come hanno detto sia Rubio che Trump col suo solito "Truth" bombastico. Bisogna vedere se la Cina accetterà, ovviamente, ma ripeto che anche la Russia non sarebbe troppo dispiaciuta di tirarla dentro. Ad ogni modo, secondo le ultime indiscrezioni rilanciate da Axios (link 1) e riprese da Reuters (link 2) USA e Russia avrebbero concluso un "gentleman's agreement" in base al quale il trattato resterebbe valido, anche se non ufficialmente, almeno per i prossimi sei mesi, in attesa di pensare al da farsi.
 


*Post Facebook del 5 febbraio 2026

Francesco Dall'Aglio

Francesco Dall'Aglio

 

Francesco Dall'Aglio, medievista, ricercatore presso l'Istituto di Studi Storici al dipartimento di storia medievale della Accademia delle Scienze di Sofia (Bulgaria). Esperto di est Europa e di questioni strategico-militari. Autore di War Room - Russia, Ucraina, NATO: 

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