Accordo segreto Italia-Malta? Rifugiati in cambio di petrolio

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Accordo segreto Italia-Malta? Rifugiati in cambio di petrolio

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L’Italia avrebbe accettato di farsi carico di quasi tutti gli sbarchi dei rifugiati, in cambio dell’acquisizione dei diritti di trivellazione per l’estrazione del petrolio nelle acque di Malta. Dopo "Il Giornale",  a cui una fonte anonima di Malta avrebbe rivelato l'esistenza di "un accordo segreto con Roma" che riguarda le trivellazioni off shore dei giacimenti petroliferi al largo della Sicilia, che si sovrappongono alla zona di interesse maltese, de caso torna a parlare il sito Oil Price.

Da WallStreetItalia

"La questione è riemersa alla fine di marzo, quando la Commissione europea ha dato una risposta alle accuse e ai sospetti montati in questi mesi. Risposta tuttavia alquanto deludente, dal momento che il commissario all’Immigrazione Dimitris Avramopoulos si è limitato a dire di “non essere a conoscenza di questo accordo bilaterale..tra le autorità maltesi e italiane, riguardo alle operazioni SAR (Search and Rescue, ovvero ricerca e soccorso) nel Mar Mediterraneo”.
 
Tuttavia, così come ha riportato lo stesso Independent, la Commissione Ue ha notato che l’area di trivellazione per l’estrazione del petrolio chiamata in causa si sovrappone a quella in cui di norma i migranti vengono salvati.
 
Dare per certa l’esistenza di un accordo segreto tra Malta e l’Italia, come ha fatto Il Giornale, è azzardato. Tuttavia, la stessa Katrine Camilleri, direttrice a Malta del Servizio gesuita per i Rifugiati, ha riferito al sito EU Observer, lo scorso 11 novembre, che la ragione per cui sono così pochi gli arrivi di immigrati a Malta, “chiaramente, non è una coincidenza”.
 
“E’ chiaro che l’Italia ha raggiunto un accordo per accollarsi quasi tutti i migranti che vengono salvati in questa rotta. E questo accordo chiaramente apporta ‘benefici’ a Malta, in quanto l’isola raggiunge l’obiettivo di dover gestire meno arrivi”.
 
E della probabilità dell’accordo segreto ha parlato anche l’ex premier di Malta, Lawrence Gonzi, intervistato dal Times of Malta. Gonzi si è chiesto e ha chiesto il motivo per cui l’Italia, di colpo, abbia smesso di insistere sulle responsabilità di Malta di soccorrere i rifugiati all’interno dell’aerea di ricerca e soccorso.
 
“Non riesco a spiegarmi questo cambiamento di politica…Mi rifiuto di fare speculazioni, ma per anni l’Italia ha continuato a fare domande su questioni che non abbiamo mai accettato, e la maggior parte delle volte l’argomento era la ricerca di petrolio”.
 
La Squadra Marittima delle Forze Armate di Malta ha prestato soccorso a 93 migranti dal gennaio del 2015, nonostante la sua area di ricerca e soccorso si estenda per 250.000 km quadrati tra la Sicilia e la Libia. Nello stesso periodo di tempo, l’Italia ha portato 121.139 migranti sulle sue spiagge.
 
Sulla questione ha voluto far luce Elisabetta Gardini, europarlamentare di Forza Italia, che ha chiesto all’ Unione europea di spiegare il motivo del numero così basso dei migranti sbarcati a Malta, cercando di capire anche se la Commissione fosse a conoscenza dell’accordo informale tra i governi maltese e italiano.
 
Ma, stando alla risposta del commissario Avramopoulos, a Bruxelles hanno tutti le bocche cucite".
 
 

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