Xinjiang, un francobollo sbugiarda gli Usa

2346
Xinjiang, un francobollo sbugiarda gli Usa

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

di Adriano Madaro

Da parecchi anni mi occupo di Cina: un filone di studio riguarda la raccolta di prove che dimostrino le malevolenze dei governi di Washington contro la Repubblica Popolare, mistificando i fatti storici, trafficando in favore della sua disgregazione, contestando la sua sovranità, boicottando la sua crescita.
Subito all'indomani dell'avvento al potere comunista a Pechino nel 1949 gli USA hanno iniziato una violenta campagna diffamatoria contro la Cina: prima negando la legittimità di quel governo schierandosi con Chiang Kaishek, aerotrasportato a Taiwan con i resti del suo governo sconfitto nella guerra civile; poi tramando per l'"indipendenza" del Tibet organizzando rivolte e finanziando il governo teocratico in esilio formato dai famigliari del Dalai Lama; successivamente destabilizzando con pesanti ingerenze la grande regione musulmana del Xinjiang sostenendo le centrali terroristiche uyghur affiliate ad Al Qaeda; poi organizzando le rivolte a Hong Kong; ora affiancando i separatisti taiwanesi impedendo la riunificazione dell'isola alla madrepatria; infine minacciando militarmente la Cina con il famigerato patto AUKUS (Australia, Gran Bretagna, Stati Uniti) e provocando Pechino sul controllo del Mar Cinese Meridionale.

Tutto questo per dirvi, cari Amici, che ho trovato una prova ulteriore della bellicosa malafede degli americani di oggi, diversamente da quelli del passato pre-bellico. Si tratta di un francobollo emesso dalle Poste statunitensi per condannare, nel suo quinto anniversario, la guerra giapponese contro la Cina (7 luglio 1937-7 luglio1942): dietro le effigi di Abramo Lincoln e Sun Yatsen è ben visibile la carta geografica della Cina con le sue province compresa l'isola di Taiwan, il Tibet, il Xinjiang e l'intera Mongolia (non solo quella Interna, ma anche quella Esterna di Ulan Bator), considerata nel 1942 dagli americani ancora cinese.
Cosa può testimoniare un semplice francobollo da 5 centesimi di dollaro! Sbugiardare i governi che dagli anni '50 si sono succeduti alla Casa Bianca, e inchiodare l'attuale amministrazione che soffia irresponsabilmente sul fuoco del separatismo, additando la Cina come un mostro che si vuole mangiare territori, giudicati addirittura non suoi, e che invece appartengono storicamente e legalmente alla sua indiscussa sovranità.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Venezuela: un punto provvisorio di Geraldina Colotti Venezuela: un punto provvisorio

Venezuela: un punto provvisorio

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti