Una giustizia classista per il potere autoritario

1271
Una giustizia classista per il potere autoritario

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

di Giuseppe Giannini

Ricordo quando, sul finire degli anni novanta, seguivo i seminari di diritto penale: approfondimenti che vedevano la partecipazione di personaggi autorevoli (magistrati e avvocati, tra i tanti Vassalli e Coppi) e la presenza costante e le registrazioni di Radio Radicale. Immersi nella Seconda Repubblica del post-Tangentopoli e dopo le stragi mafiose, con il populismo penale e i processi mediatici come via d'uscita dalla corruzione morale patrocinata da quel fenomeno di involuzione antropologica (ancora presente) chiamato berlusconismo.

Si discuteva di garanzie e tutele. Della legislazione emergenziale degli anni settanta; la Legge Reale; il diritto penale del nemico; gli eccessi delle istituzioni "democratiche" (governi, operatori della giustizia, forze del (dis)ordine).

Di riformismo (termine che ho sempre avversato), eguaglianza, sistema inquisitorio (il caso Tortora) e accusatorio. E c'era chi auspicava un diritto penale minimo e l'effettività della funzione sociale della pena. Cercando di discutere, seriamente, di responsabilità e politicizzazione dei magistrati. Tutto questo non attiene alla materia referendaria. L'intervento a gamba tesa sulla Costituzione e l'ingerenza del governo di turno sull'amministrazione della giustizia. Più che alla composizione/ proporzione dei due CSM e, in attesa dei decreti attuativi, e all'Alta Corte, presieduta da un soggetto scelto dalla politica, espressione della maggioranza, e al suo potere punitivo-disciplinatorio, che bisognerebbe guardare con preoccupazione. Nessuna certezza della pena e nessun snellimento degli iter processuali.

Gli errori giudiziari, ahimè, ci saranno comunque e non verranno attenuati, anche perché il progetto di riforma esonera dalla responsabilità i magistrati amministrativi, contabili e militari (lì dove il peso del potere economico- politico conta di più). Chi guarda agli altri Paesi dove la separazione delle carriere è presente, dovrebbe tenere presente sia il sistema istituzionale (non tutti sono Repubbliche parlamentari), ma, soprattutto, la percentuale maggiore di errori (in Italia ogni anno il CSM punisce lo 0,5% dei magistrati; in Francia e Spagna la percentuale è dello 0,1-0,2%) e la sottoposizione ai voleri dell'esecutivo. Dicono che non corriamo nessun pericolo, ma come fidarsi di un governo, sempre più autoritario, che inventa reati (il Decreto Rave, Il Decreto Caivano, i Decreti Sicurezza, il fermo preventivo) aumentando così il carico di lavoro per i giudici (invece di pensare a potenziare gli organici e stabilizzare chi lavora nella giustizia) e intasando ancora di più le carceri (più volte lo Stato italiano è stato richiamato e sanzionato dalle istituzioni europee e dalla CEDU per la condizione pietosa dei detenuti). Che si serve delle divise per portare avanti la speculazione politica, con forme di tutela (lo scudo penale, anziché introdurre il numero identificativo per trovare i colpevoli degli eccessi) ad hoc, mentre aumentano i pestaggi e gli abusi indiscriminati. Invece di pensare a forme diverse di detenzione, all'amnistia, alla depenalizzazione, e a ridurre l'abuso delle misure cautelari. Un esecutivo con diversi esponenti condannati (Montaruli, Delmastro) o in attesa di giudizio (Santanchè) anche per reati gravi.

Chi attacca i giudici italiani e internazionali e non ne rispetta le decisioni ( il caso Almasri, i mandati di cattura per i criminali sionisti autori del genocidio). Che rende difficile l'accertamento dei reati fiscali dei colletti bianchi (l'abuso di ufficio, il preavviso di due ore per le perquisizioni, intercettazioni ridotte a quarantacinque giorni). E depotenzia la Corte dei Conti.

La riforma della Corte, infatti, costituisce il primo passo attraverso cui limitare il controllo sull'operato della pubblica amministrazione. Viene introdotto il principio del silenzio-assenso entro trenta giorni, trascorsi i quali l'atto pubblico di appalto, ad esempio, viene registrato,  limitando così l'accertamento di eventuali responsabilità. Un intervento che avviene dopo la pronuncia negativa sulla fattibilità del Ponte sullo Stretto, riguardo ai costi eccessivi e il rispetto delle norme europee ed ambientali. Insomma, sono questi gli eredi della P2 (i propugnatori della separazione delle carriere che arriva dopo la riduzione del numero della rappresentanza dei parlamentari).

Un Paese pieno di problemi sociali, aggravati dal sostegno alle politiche guerrafondaie della Nato-UE e degli USA-Israele, e dall'austerità liberista, trattati come questione di ordine pubblico. E che ha come priorità il premierato, l'Autonomia Differenziata, una nuova (porcata) legge elettorale, la delegittimazione della Magistratura. Come da Trump, Netanyahu, e Orban. E che pensa ad una giustizia ancora più classista. Magari adatta per quei radical chic che, aldilà della colpevolezza, ancora potranno permettersi un avvocato.

 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

Il semestre d’oro di Netanyahu di Michelangelo Severgnini Il semestre d’oro di Netanyahu

Il semestre d’oro di Netanyahu

I frigoriferi di Putin di Francesco Santoianni I frigoriferi di Putin

I frigoriferi di Putin

Jeffrey Sachs: Le 4 proposte per una pace giusta in Ucraina di Alessandro Bartoloni Jeffrey Sachs: Le 4 proposte per una pace giusta in Ucraina

Jeffrey Sachs: Le 4 proposte per una pace giusta in Ucraina

Elezioni USA: vittorie storiche per i nativi di Raffaella Milandri Elezioni USA: vittorie storiche per i nativi

Elezioni USA: vittorie storiche per i nativi

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Il rischio del processo mediatico di Paolo Arigotti Il rischio del processo mediatico

Il rischio del processo mediatico

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it" di Geraldina Colotti Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

 I veri estremisti di Alessandro Mariani  I veri estremisti

I veri estremisti

Il caso delle stanze della tortura in Ucraina. Tra fake e censura di Giuseppe Giannini Il caso delle stanze della tortura in Ucraina. Tra fake e censura

Il caso delle stanze della tortura in Ucraina. Tra fake e censura

Storia dell'integrazione europea di Gilberto Trombetta Storia dell'integrazione europea

Storia dell'integrazione europea

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti