SPID a pagamento: il conto dell'identità digitale nel 2026
SPID, 40 milioni ai gestori e 6 euro l'anno ai cittadini: il conto dell'identità digitale mentre arriva IT-Wallet
A marzo 2026 le identità SPID rilasciate in Italia erano 42,6 milioni, l'85% della popolazione adulta, e nel 2025 il sistema ha registrato 1,27 miliardi di accessi. Dal 1° gennaio 2026, però, Poste Italiane chiede 6 euro l'anno per rinnovare la propria identità digitale, dopo che InfoCert aveva introdotto un canone già dal 28 luglio 2025.
Tra settembre e ottobre 2026, intanto, IT-Wallet si allarga a ISEE, titoli di studio e certificati di residenza. Il portafoglio dell'app IO è lo strumento su cui punta il governo, e la Carta d'identità elettronica diventa la chiave per le sue funzioni più avanzate.
Uno strumento che usano quasi tutti
In dieci anni lo SPID è diventato la porta d'accesso a INPS, Agenzia delle Entrate, fascicolo sanitario e servizi dei comuni. Accanto alle identità SPID circolano 53,6 milioni di carte d'identità elettroniche, ma per la maggior parte degli italiani l'accesso ai servizi della PA passa ancora dalle credenziali fornite da un gestore privato.
Lo SPID non si usa solo con la pubblica amministrazione. Serve anche per aprire un conto corrente online senza passare in filiale, per attivare una SIM dal sito dell'operatore telefonico, per registrarsi su un casinò online, dove evita di caricare la carta d'identità come si vede nell'elenco dei siti che lo accettano al posto dei documenti, o per chiedere da casa una firma digitale o una PEC.
Il decreto Butti e i canoni dei provider
A marzo 2025 il sottosegretario all'Innovazione Alessio Butti ha firmato il decreto che assegna 40 milioni di euro ai gestori SPID, spiegando di aver recepito "le istanze dei gestori SPID, rimaste inascoltate per anni dai governi precedenti". A ottobre dello stesso anno AgID ha rinnovato le convenzioni con i provider fino al 2027, con la possibilità di estenderle fino al 2030.
InfoCert applica un canone di 5,98 euro l'anno dal luglio 2025, quattro mesi dopo il decreto. Poste è passata a 6 euro dal gennaio 2026, Aruba 4,90 euro più IVA a partire dal secondo anno e Register 9,90 euro. Il primo anno resta gratuito quasi ovunque, così come l'attivazione per chi ha già una CIE con PIN, una Carta nazionale dei servizi o una firma digitale.
I 40 milioni del decreto sono soldi pubblici, e il contributo annuale lo paga direttamente chi rinnova l'identità. La cifra individuale è bassa, ma riguarda gran parte degli adulti e ricade anche su chi usa lo SPID poche volte l'anno, magari solo per la dichiarazione dei redditi.
La CIE e l'app IO
L'alternativa gratuita resta la Carta d'identità elettronica, che consente di entrare nei portali della PA con l'app CieID e il PIN ricevuto al rilascio. Nel progetto del governo sarà la CIE a sbloccare le funzioni più avanzate di IT-Wallet, dove sono già disponibili patente, tessera sanitaria e Carta europea della disabilità. Già a marzo 2025, secondo il Dipartimento per la trasformazione digitale, quasi 4,5 milioni di italiani avevano caricato sull'app oltre 7,4 milioni di attestazioni digitali.
Dal 2016 lo SPID è diventato uno strumento integrato per cittadini e imprese, e le convenzioni firmate con AgID ne garantiscono il funzionamento almeno fino al 2027. Il portafoglio digitale dovrebbe invece essere operativo in tutto il Paese entro la fine del 2026.


