Sovranismo e antiimperialismo secondo Togliatti. Giù le mani dal PCI, sciacalli!

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"Assai spesso i nemici dei lavoratori tentano di contestare il patriottismo dei comunisti e dei socialisti invocando il loro internazionalismo e presentandolo come una manifestazione di cosmopolitismo, di indifferenza e di disprezzo per la patria. Anche questa e' una calunnia. Il comunismo non ha nulla di comune col cosmopolitismo.
Lottando sotto la bandiera della solidarietà internazionale dei lavoratori, i comunisti di ogni singolo paese, nella loro qualità di avanguardia delle masse lavoratrici, stanno saldamente sul terreno nazionale. Il comunismo non contrappone, ma accorda e unisce il patriottismo e l'internazionalismo proletario poiché l'uno e l'altro si fondano sul rispetto dei diritti, delle libertà dell'indipendenza dei singoli popoli. E' ridicolo pensare che la classe operaia possa staccarsi, scindersi dalla nazione. La classe operaia moderna e' il nerbo delle nazioni, non solo per il suo numero, ma per la sua funzione economica e politica. L'avvenire della nazione riposa innanzi tutto sulle spalle delle classi operaie. I comunisti, che sono il partito della classe operaia, non possono dunque staccarsi dalla loro nazione se non vogliono troncare la loro radici vitali.
Il cosmopolitismo e' una ideologia del tutto estranea alla classe operaia. Esso e' invece l'ideologia caratteristica degli uomini della banca internazionale, dei cartelli e dei trusts internazionali, dei grandi speculatori di borsa e dei fabbricanti di armi.
Costoro sono i patrioti del loro portafoglio. Essi non soltanto vendono, ma si vendono volentieri al migliore offerente tra gli imperialisti stranieri."
[Palmiro Togliatti, Rinascita -Anno II - NN. 7-8 Luglio-Agosto 1945]
 
Questo è stato il PCI.
 
Almeno finché non l’hanno tradito gli stessi che oggi ipocritamente lo celebrano. Per quel poco che importa io non ho mai cambiato idea. E più che quell’abominevole straccio blu rivendico con orgoglio di aver sventolato la bandiera rossa.



Antonio Di Siena

Antonio Di Siena

Direttore editoriale della LAD edizioni. Avvocato, blogger e autore di "Memorandum. Una moderna tragedia greca" 

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