Soros, la Open Society e il futuro precostituito

Soros, la Open Society e il futuro precostituito

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Roberto Pecchioli è uno studioso indipendente (in pensione), e il suo saggio riguarda una figura davvero implacabile: “George Soros e la Open Society” (Arianna Editrice, 2022, 253 pagine).

Il padre di George Soros era un grande borghese ungherese di origine ebraica. Faceva l’avvocato e l’editore, e diventò un ufficiale ungherese durante la Prima Guerra Mondiale. Durante l’occupazione nazista suo padre ricamò un ruolo vitale al figlio giovanissimo: “Soros fu fatto passare per il figlioccio cristiano di un collaboratore degli occupanti, impegnato nella confisca dei beni della fiorente comunità ebraica”. Un ruolo da privilegiato che lo ha intensamente formato.

Nel lontano 1979 Soros aprì la sua fondazione Open Society Fund a New York. In realtà il settore filantropico è piuttosto ambiguo e già secondo il famoso Nietzsche nella maggioranza dei casi “si tratta dell’etica del padrone nel trattamento dei servi. Talvolta è ispirata davvero alla compassione e al desiderio di aiutare il prossimo” (p. 15). In molti altri casi “l’etica del più forte è compassionevole e filantropica non tanto per un sincero sentimento di misericordia, ma come naturale conseguenza di una pienezza di potere che straripa sui sottomessi e sugli schiavi” (p. 15).

Naturalmente oggigiorno si tratta “di modificare in profondità l’uomo utilizzando l’arma del denaro per portare sulle proprie posizioni ideologiche, sociali, economiche, culturali, spirituali, milioni di persone” (p. 16). Fedor Dostoevskij criticò l’utopia cosmopolita che impone “il regno astratto di un’umanità universale che non è mai esistita in nessun luogo, e così facendo taglia ogni legame col popolo” (p. 16).

Anche Shoshana Zuboff nel famoso saggio “Il capitalismo della sorveglianza” aveva descritto il grande dominio di Internet, dei mercati finanziari e di Big Pharma, con tutti i suoi conglomerati di aziende chimico farmaceutiche che gestiscono sempre di più la salute e la vita di tutti noi (p. 5; https://www.agoravox.it/Shoshana-Zuboff-la-dipendenza.html). Inoltre l’imprenditore e giornalista Luca Ciarrocca ci ricorda che la filantropia è un efficace sistema per pagare meno tasse e che gli arcimiliardari sono schierati quasi tutti a sinistra (p. 21).

Si può dire che Putin capì Soros molti anni fa, quando Soros guidò alcune cordate finanziarie per conquistare la Russia svenduta a pochi oligarchi corrotti. In effetti “la crisi del debito russo del 1998, l’attacco al rublo di cui fu tra i personaggi chiave e il ritorno al protagonismo geopolitico di Mosca gli costarono un foglio di via come persona non grata” (p. 20).

Comunque Soros studiò anche con Karl Popper. Bisogna ricordare che “Il contributo più importante di Popper alla cultura del Novecento è nel campo dell’epistemologia, la filosofia della scienza… Il criterio di falsificabilità è quindi la linea di demarcazione tra scienza e non-scienza. Una teoria è scientifica solo se è falsificabile. Neanche la logica formale dà garanzie di verità, poiché se parte da false premesse, anche il risultato finale sarà falso. Gli uomini non possiedono mai fatti, ma solo opinioni: ne consegue la natura congetturale, quindi fallibile, della scienza” (p. 31). Nessun essere umano è perfetto e i limiti personali devono essere progressivamente eliminati dal progresso scientifico. La vera libertà può essere solo plurale e devono essere valorizzati più punti di vista.

Inoltre nessuna persona veramente adulta può pensare all’esistenza di tanti miliardari veramente filantropi e al bene generale come al risultato di questo incredibile potere privato. Ora un immenso potere privato vuole avere un solo comandamento politico: “Non avrete nulla e sarete felici” (citazione di Klaus Schwab a p. 5; https://www.weforum.org). Quindi, alla fine di tutto, “l’intolleranza nei confronti dell’intolleranza” è la “condizione necessaria per la preservazione della società aperta” (p. 33).

I grandi miliardari di oggi, “Poiché possiedono tutti i mezzi, vogliono adesso determinare tutti i fini (Friedrich Von Hajek), ovvero cambiare il mondo e rifare l’uomo. È quello che chiamano Grande Reset (p. 6). Già il famoso filosofo e storico francese Michel Foucault descrisse il grande avvento del Biopotere, un “dispositivo” che può controllare la vita e il corpo di quasi tutti gli esseri umani. Quindi oggi la Super-Casta gestisce le grandi imprese multinazionali e “un complesso carosello di partecipazioni incrociate” (p. 5), nel quasi inimmaginabile tentativo di determinare la vita di tutti noi a 360 grandi. In ogni caso per Ezra Pound i politici sono semplicemente i soliti camerieri dei banchieri.

Ma dopo tutto tutto questo, “davvero gli unici scopi della presenza sul pianeta Terra della creatura uomo sono il libero commercio, la solitudine esistenziale e i rapporti contrattuali? (p. 49).

Roberto Pecchioli è uno studioso indipendente che si occupa di geopolitica, economia e storia. Durante la sua vita è stato funzionario direttivo delle Dogane. Tra i suoi scritti segnalo i seguenti titoli: Manualetto di AntieconomiaTecnopolisElogio dell’appartenenzaVolontà d’impotenza e Dizionario del politicamente corretto e della neolingua.

Nota familiare – Soros è stato sposato tre volte: ha avuto tre figli dalla prima moglie e due figli dalla seconda moglie. Attualmente dovrebbe vivere con “Tamiko Bolton, di quarant’anni più giovane” (si tratta di una cosa piuttosto comune tra gli uomini più potenti e ricchi di tutte le nazioni; https://www.thefamouspeople.com/profiles/tamiko-bolton-34485.php). Inoltre ricordo che nel 1995 Soros ricevette una laurea honoris causa dall’Università di Bologna.

Nota di approfondimento – L’ingegneria sociale collegata alla Società Aperta fu formalizzata da Gregory Bateson (1904-1980). L’antropologo e lo psicologo inglese collaborò con i servizi segreti americani durante la Seconda Guerra Mondiale e fu un grande pioniere della cibernetica (la scienza che studia e realizza i dispositivi che simulano le funzioni del cervello umano, p. 45). Quindi il forte interesse per Bateson, “mostra che la Società Aperta di Soros ha obiettivi di ingegneria e tecnica psicosociale volti al controllo e alla riprogrammazione mentale delle persone” (p. 45).

Nota aforistica – “Il potere non indietreggia mai, se non in presenza di un potere maggiore” (Malcolm X); “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donne di provincie, ma bordello!” (Dante Alighieri, Purgatorio); “Dopo l’epoca delle cannoniere e quella del commercio e delle finanze, le tecniche e le reti di comunicazione rappresentano la terza generazione di dominio sul mondo” (Brzezinski, https://it.wikipedia.org/wiki/Zbigniew_Brzezinski); “La furia di dominio è di tutte le malattie dello spirito umano la più terribile” (Voltaire); “Il potere logora chi non ce l’ha” (Giulio Andreotti); “Le idee generali e la gran presunzione sono sempre sul punto di causare enormi danni” (Goethe). Quindi da un certo punto di vista “la guerra è la prosecuzione della politica (e della finanza) con altri mezzi” (Carl Von Clausewitz e Roberto Pecchioli, p. 252).

Nota generale – Approfitto di questo saggio molto gustoso per segnalare alcuni link prorompenti: https://kontrainfo.comwww.project-syndicate.orgwww.maurizioblondet.it. Ma direi che non c’è molto da aggiungere: nel mondo è in corso una vera e propria guerra di classe che per ora è stata vinta dai superricchi (Warren Buffet, il silenzioso investitore coetaneo di Soros). Infine vi lascio gustare una bella sentenza “finale”: https://www.radioradio.it/2022/07/firenze-storica-sentenza-sui-sieri-holzeisen-accertato-rischio-per-genoma-umano.

Damiano Mazzotti

Damiano Mazzotti

"Prima delle leggi, prima della stampa, la democrazia è la parola che puoi scambiare con uno sconosciuto" (Arturo Ixtebarria').

 

Damiano Mazzotti è nato nel 1970 in Romagna e vive in Romagna. Si è laureato in Psicologia Clinica e di Comunità a Padova nel 1995. Nel corso della vita si è occupato di consulenza, di formazione e di comunicazione, lavorando nella Regione Emilia-Romagna, per società di Milano e per l’Istituto Europeo di Management Socio-Sanitario di Firenze. Nel 2008 diventa uno studioso indipendente e un Citizen Journalist che ha pubblicato centinaia di articoli sulla piattaforma informativa Agoravox Italia (www.agoravox.it/Damiano-Mazzotti). Nel 2009 ha pubblicato Libero pensiero e liberi pensatori, il primo saggio di un giornalista partecipativo italiano. 

 

 

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