Se Confindustria critica il Governo per le sue politiche nazionali ed internazionali

516
Se Confindustria critica il Governo per le sue politiche nazionali ed internazionali

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

di Federico Giusti

I dazi pesano, e non poco, sulle sorti dell'economia italiana, a dirlo non è il Governo ma direttamente Confindustria nella nota sulla congiuntura da poco edita.
 
 Per quanto in ribasso sia il prezzo del greggio veniamo da un trimestre di grande incertezza per la produzione industriale e per i servizi con tassi di crescita o nulli o impercettibili. Non pesano solo le guerre e le difficoltà nell'approvigionamento delle materie prime e dei metalli rari ma anche i limiti e i ritardi della nostra economia, gli scarsi investimenti in Ricerca e sviluppo:
Ironia della sorta il Governo Meloni si è rimangiato la pristina posizione di quando stava all'opposizione ossia la necessità di ampliare i consumi per dare ossigeno all'economia, ormai dominano altre politiche ossia il risparmio precauzionale, il contenimento della spesa, l'abbattimento del debito e la vecchia e solida sudditanza al dollaro svalutato che poi favorisce le esportazioni USA.
 
Da tempo qualche critica arriva, da Confindustria, all'operato del Governo Meloni a conferma che la luna di miele tra destra e settori del padronato è entrata in crisi o forse siamo davanti a una effettiva preoccupazione per l'arrivo dei dazi che potrebbero frenare le esportazioni italiane.
 
Se il Governo esulta per il calo del deficit previsto nei prossimi due anni e per l'uscita dalla procedura per disavanzi eccessivi già nel 2026,  Confindustria è decisamente preoccupata per la mancata crescita del PIL e per le mancate risposte alle richieste dei padroni italiani, la idea di tagliare le tasse sul salario accessorio non viene giudicata misura sufficiente . Dalle scarne note Confindustriali si capisce che è proprio la politica estera della Meloni e della Ue rispetto agli Usa , e ai dazi, a destare forti preoccupazioni insieme alla debolezza del sistema manifatturiero (di cui i padroni sono responsabili) sono anche i servizi, il calo della produzione industriale e delle piccole e medie imprese. L'Italia risente della crisi tedesca, la Germania da due anni in fase recessiva si porta dietro anche la industria e i servizi del nostro paese ma allo stesso tempo le maggiori preoccupazioni riguardano le barriere daziali imposte dagli Stati Uniti ai prodotti italiani e del vecchio continente.
 
Ai padroni di casa nostra dovremmo chiedere di sostituire il classico lamento con gli investimenti e le critiche al Governo arrivano dopo anni di sostegno ad un Esecutivo da cui si attendevano probabilmente altre scelte o di cui avevano sopravvalutato le capacità, fatto sta che l'Italia è dipendente dagli Usa per l'acquisto , a caro prezzo, di gas ed energia , di chips, di tecnologia avanzata fino alle attrezzature militari, la introduzione di dazi pesa allora fortemente e getta una ipoteca negativa sul futuro, ad esempio quando gli Usa saranno capaci di sostituire le produzioni europee di alta qualità . 
 
Gli Usa spingono da tempo la Ue verso la rinegoziazione dei rapporti commerciali con altri attori globali, Cina in primis,  i dazi sono uno strumento atto a colpire due volte un paese (le esportazioni e condizionare le politiche commerciali verso altre nazioni o aree del Globo)
Queste sono le preoccupazioni padronali insieme alle debolezze del sistema industriale, si dimentica tuttavia che  bassi salari e austerità salariale hanno fatto comodo a tutti, associazioni datoriali per prime. La differenza rispetto al passato è che i soldi promessi sotto forma di aiuti, sgravi fiscali, riduzione delle tasse non sono più sufficienti a tenere in piedi una economia debole e incerta. E da qui sorgono le prime critiche all'operato della Meloni.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

Il semestre d’oro di Netanyahu di Michelangelo Severgnini Il semestre d’oro di Netanyahu

Il semestre d’oro di Netanyahu

I frigoriferi di Putin di Francesco Santoianni I frigoriferi di Putin

I frigoriferi di Putin

Jeffrey Sachs: Le 4 proposte per una pace giusta in Ucraina di Alessandro Bartoloni Jeffrey Sachs: Le 4 proposte per una pace giusta in Ucraina

Jeffrey Sachs: Le 4 proposte per una pace giusta in Ucraina

Elezioni USA: vittorie storiche per i nativi di Raffaella Milandri Elezioni USA: vittorie storiche per i nativi

Elezioni USA: vittorie storiche per i nativi

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Il rischio del processo mediatico di Paolo Arigotti Il rischio del processo mediatico

Il rischio del processo mediatico

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it" di Geraldina Colotti Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

 I veri estremisti di Alessandro Mariani  I veri estremisti

I veri estremisti

Il caso delle stanze della tortura in Ucraina. Tra fake e censura di Giuseppe Giannini Il caso delle stanze della tortura in Ucraina. Tra fake e censura

Il caso delle stanze della tortura in Ucraina. Tra fake e censura

Storia dell'integrazione europea di Gilberto Trombetta Storia dell'integrazione europea

Storia dell'integrazione europea

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti