Saluto romano? Le omissioni del Corriere sul caso del quindicenne Severyukh e i nazisti (quelli veri) sostenuti in Ucraina

Saluto romano? Le omissioni del Corriere sul caso del quindicenne Severyukh e i nazisti (quelli veri) sostenuti in Ucraina

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Artyom Severyukh è un giovane adolescente di 15 anni, è pilota di kart, è russo, ma corre sotto i colori italiani a causa delle sanzioni inflitte al suo Paese che impediscono alla Russia di far partecipare i suoi sportivi a eventi internazionali.

Dopo la gara d'esordio degli European Championship di kart juniores, tenutasi domenica 10 aprile in Portogallo, il 15enne è stato messo alla gogna da tutti i media – da alcuni in modo indegno – e se trovassi un aggettivo ancora più riprovevole userei quello.

La gara è stata vinta proprio dal pilota russo, e una volta sul podio il ragazzo fissa qualcuno nel pubblico (non si sa chi), si batte due volte il pugno all’altezza del cuore e allunga il braccio imitando il saluto romano.

Almeno così sembrerebbe, anche se a dirlo con assoluta certezza è difficile perché, da come si può vedere nel video, il braccio non lo alza in alto ma lo sporge in avanti e il tutto lo fa molto velocemente.

Comunque lo si voglia interpretare, quel suo rapido gesto è finito su tutti i quotidiani nazionali, i quali hanno gridato vergogna e vendetta, andando ben oltre il rapporto con la realtà, perché quello che ho letto mi fa pensare che siamo arrivati al delirio.

Si sono scatenati i media, il team del giovane pilota, la FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) e addirittura dell’ACI (Automobile club d’Italia). 

È inutile che mi metta a elencare uno per uno i vari quotidiani, e quindi ne cito solo un paio, mentre dal “Fatto Quotidiano” riprendo il video delle commosse scuse del 15enne.

Sembra che il “Corriere” non aspettasse altro, e apre il suo articolo sottolineando il gesto del giovane in questo modo:

“Si è toccato due volte il petto con il pugno e ha allungato il braccio destro, facendo il saluto nazista […] poi è scoppiato a ridere”.

Nel suo articolo riporta anche la notizia che il pilota russo è stato licenziato dal suo team Ward Racing, il quale ha ritenuto inaccettabile il suo comportamento e allo stesso tempo “condanna con la comunità internazionale l’invasione russa dell’Ucraina”.

Ora ditemi cosa c’entra l’invasione russa in Ucraina con il gesto improvvisato da quel giovane adolescente. Forse per indurre a pensare che i russi siano i “nazisti” contro i quali la cosiddetta “resistenza” ucraina sta combattendo? E questo solo perché il ragazzo casualmente è russo?

Qualcosa fa pensare che sia proprio questo l’intento, perché, come riporta l’articolo di “fanpage”, la notizia “ben presto ha fatto il giro del mondo solo dopo la denuncia fatta su Twitter dal rapper ucraino Freel”.

Non penso di fare del complottismo se faccio notare che chi per primo ha diffuso il video della premiazione parlando di “saluto nazista” è ucraino, scrivendo:

«Il russo Artem Severyukhin ha fatto un saluto nazista al World Karting Championship. Chiediamo la squalifica a vita

Ma c’è anche l’articolo di “fanpage” dove tra varie cose si trovano descritte le folli decisioni dell’ACI e della FIA. La prima col “valutare il ritiro della patente italiana” al giovane Severyukhin, mentre la seconda avvia l’apertura di “un’indagine sulla condotta inaccettabile del pilota russo”.

Che si stia mettendo in atto tutto questo nei confronti di un adolescente all’inizio della sua carriera sportiva mi sembra surreale più che assurdo. E nonostante il giovanissimo pilota si sia scusato in maniera sincera e commovente, sembra che nulla si stia fermando.

Ed è proprio sul video di queste scuse che è evidente l’uso strumentale della notizia e, come vedremo, in particolar modo da parte del ‘Corriere della Sera’ che omette delle parole fondamentali dette dal giovane pilota russo.

Questo si può capire confrontando i sottotitoli nel video del “Fatto” e quelli messi dal “Corriere”.

Il 15enne Artyom Severyukh, le sue scuse le ha dette con la voce strozzata dal pianto e dalle pause per asciugarsi le lacrime. Si possono ascoltare integralmente sul video.

Queste che seguono sono invece solo le prime parole pronunciate dal giovane pilota per scusarsi:

«Sono Artyom Severyukh e voglio scusarmi con tutti per quello che è successo agli European Kart Championship. Sul podio ho fatto un gesto che tutti hanno interpretato come un saluto nazista, ma non è vero, non ho mai sostenuto il nazismo e lo considero uno dei peggiori crimini contro l'umanità.»

Nello stesso video pubblicato dal “Corriere faccio notare che questa prima parte della traduzione viene omessa nei sottotitoli, e guarda caso è proprio quella più importante, dove il giovane dice che quel suo gesto è stato “interpretato come un saluto nazista, ma non è vero”.

Invece di riportare la fedele traduzione, il “Corriere” fa apparire dei sottotitoli dove prima spiega chi è il pilota e poi dice che il ragazzo “si rivolge a qualcuno nel pubblico, si tocca il cuore e fa il saluto nazista”.

Andate a confrontare i due video nei primi 23 secondi e vi rendete conto dell’indegna manipolazione fatta su quello del “Corriere”.

Quando ieri sera ho letto tutto questo accanimento su quel ragazzo, e solo per il goliardico “mezzo saluto” romano, mi è venuto il mal stomaco e mi è passato il sonno.

Se questa notizia fosse stata data in un altro momento non avrei avuto la stessa reazione, ma in questi giorni sto scrivendo alcuni articoli dal titolo “Ucraina. Neonazismo e negazionismo…” (due già pubblicati e questo è il primo), dove parlo proprio dell’allarmante fenomeno delle formazioni neonaziste in quel Paese, segnalando molti articoli e video al riguardo che documentano il ruolo dei loro rappresentanti ben integrati nelle istituzioni, nel governo e nell’esercito.

Per esempio il Presidente Zelensky, solo pochi mesi fa, nel dicembre 2021, “ha conferito il titolo di “Eroe dell’Ucraina” a Dmytro Kotsyubaylo, e lo ha fatto in Parlamento a favore di telecamere, dove tutti si sono alzati in piedi ad applaudire”.

“Kotsyubaylo è membro di Pravy Sector, principale formazione neonazista e tra le più violente in Piazza Maidan, nel Donbass e tra i responsabili del massacro di Odessa, dove decine di persone sono state bruciate vive, uccise a colpi di pistola o a sprangate. Tutti crimini rimasti impuniti nella nuova e democratica Ucraina: nessuna condanna, nessun colpevole”.

Oppure i crimini di guerra, torture e stupri commessi dalle milizie neonaziste, oltre che dall’Esercito ucraino, che sono stati pubblicati in un report dell’OSCE, dove si denunciano prigionieri elettrizzati, picchiati crudelmente spaccandogli le ossa, marchiati a fuoco con oggetti roventi, ecc, ecc.

Ma di fronte a tutto questo i nostri media hanno calato un silenzio omertoso, che sfocia in un vero e proprio negazionismo, e arriva alla più bieca mistificazione chiamando i neonazisti ucraini “combattenti della resistenza”.

Non riescono a esprimere una pur minima condanna per quei criminali neonazisti, mentre tirano fuori trombe squillanti per mettere alla gogna un giovanissimo adolescente russo per un improbabile saluto romano.

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P.S. Artyom Severyukh, hai solo 15 anni, ti auguro che tu possa intraprendere una brillante carriera da pilota professionista, e condanno fermamente il gesto, a prescindere se tu l’abbia fatto con intenzione o meno, e mi fa piacere che lo abbia condannato anche tu.

Roberto Cursi

Roberto Cursi

Sono nato a Roma nel 1965, passando la mia infanzia in un grande cortile di un quartiere popolare. Sin da adolescente mi sono avvicinato alla politica, ma lontano dai partiti. A vent'anni il mio primo viaggio intercontinentale in Messico; a ventitré apro in società uno studio di grafica; a ventiquattro decido di andare a vivere da solo. Affascinato dall'esperienza messicana seguiranno altri viaggi in solitaria in terre lontane: Vietnam, Guatemala, deserto del Sahara, Belize, Laos... fino a Cuba.

Il rapporto consolidato negli anni con l'isola caraibica mi induce maggiormente a interessarmi della complessa realtà cubana.

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