Quei 200 bambini "filorussi" assassinati e vergognosamente censurati

Quei 200 bambini "filorussi" assassinati e vergognosamente censurati

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Anche quest’anno, il 1 giugno, verrà celebrata la Giornata del Bambino, festa istituita nell’anno 1925 per tutelare i diritti dei bambini, garantire il loro benessere, quindi preservare la loro incolumità.  

Parole sacrosante ma che cadono regolarmente nel vuoto, osservando l’andamento delle guerre nel mondo degli ultimi anni.

Seguendo da vicino la guerra nel Donbass, posso dire che in 8 maledetti anni di guerra non è mai stato sollevato nessun rumore per le morti dei bambini “filorussi”, eppure sono oltre 200, innumerevoli i bambini e ragazzini mutilati.

Ma tutto ciò non fa notizia in Occidente. Eppure gli ultimi due bimbi per oggi sono stati appena uccisi nella repubblica di Lugansk, a Stakhanov, nella pancia di due donne incinte. Fascismo puro. Gli ucraini hanno usato il sistema lanciarazzi multiplo “Uragan” per mietere quanti più civili possibile e far terra bruciata nel Donbass. In Italia però la propaganda ucro-anglo-americana sbatte in prima pagina notizie false, come “oltre 200  bambini uccisi dai russi in questi 3 mesi”.  Per sfatare le menzogne e capire dove sta la verità, basterebbe ascoltare le testimonianze dei sopravvissuti, di bambini e ragazzini del Donbass che crescono nella guerra scatenata da Kiev con l’aiuto dell’Occidente  e delle sue armi, per inciso anche quelle italiane.  E qui viene naturale fare un paragone: Mosca ha mandato all’Italia enormi aiuti in uomini e attrezzature per aiutare gli italiani a sopravvivere all’epidemia, per salvare loro la vita e l’Italia ricambia mandando invece armi e armi per uccidere i russi!  Amaro, ma è la realtà nuda e cruda. Credo non serva aggiungere altro.

 

Traduco qui di seguito la riflessione della nostra amica scrittrice di Lugansk, Faina Savenkova.

Metà della mia infanzia è trascorsa nella guerra.  

Sono già tre anni che cerco di farmi sentire dagli adulti.

Politici, personalità religiose e della cultura … Cerco di raccontare loro cosa sta succedendo da noi, ma come al solito, gli adulti ascoltano, ma non hanno fretta di far qualcosa.  

La guerra continua, muoiono i bambini, gli adulti.

E io, purtroppo, qui sono impotente.  

Noi, bambini del Donbass, abbiamo provato ciò che provano adesso i bambini dell’Ucraina.

Noi conosciamo questa paura.

Mi è difficile dare loro consigli, ma come bambina che ha vissuto otto anni nella guerra e visto l’orrore di ciò che accade, voglio augurare ai bambini dell’Ucraina di essere forti, di non farsi prendere dalla cattiveria e di non imparare a odiare.  

Questa è la cosa più importante, noi sì che lo sappiamo. E inoltre la guerra certamente finirà.

Nel mondo ci sono molte ingiustizie, ma noi bambini cerchiamo di non notarle, quindi a volte bisogna fare delle domande.  

Per esempio, cosa sapete del Donbass?

Oppure cosa sapete dei bambini morti a causa dei conflitti bellici?  

Vi dice qualcosa il nome di Kirill Sidorjuk?

E cosa sapete di Milica Rakic, morta a causa delle bombe a grappolo in Serbia?

Conoscete i nomi e il destino di questi bambini?

Penso di no. E allora ve lo dico io: sono morti durante le guerre che hanno fatto gli adulti.

Da noi nel Donbass, da otto anni c’è la guerra ma nessuno lo nota.  

Per l’Europa la guerra è iniziata a febbraio del 2022, per noi nel 2014.  E’ improbabile che ve lo dicano i telegiornali o i politici famosi. Ma io sono convinta che la verità vincerà, che i bambini di tutto il mondo faranno amicizia e le guerre diventeranno sempre meno.  

Questo è il mio sogno.

Forse è un sogno infantile, ma io vorrei che i bambini di tutto il mondo non provino mai ciò che hanno dovuto provare i bambini della guerra e che il 1 giugno sia semplicemente una festa.

E diventando grande, recandomi al Viale degli Angeli a Donetsk o a Lugansk, deponendo i fiori al monumento, non vorrei  più vedere nessun nuovo nome di bambino, morto in questa guerra.

Marinella Mondaini

Marinella Mondaini

Scrittrice, giornalista, traduttrice. Vive e lavora a Mosca

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