Presidente emerito del Sudafrica Mbeki a Roma: "Africa e Europa hanno un problema di qualità di leadership"

Intervenendo alla sede della SIOI di Roma, lo storico leader africano ha fotografato la situazione del continente africano nell'attuale scenario geopolitico

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Presidente emerito del Sudafrica Mbeki a Roma: "Africa e Europa hanno un problema di qualità di leadership"

 

“Sudan, Congo, Somalia. Abbiamo conflitti in corso in tutta l'Africa con implicazioni e interconnessioni complesse. Numerose basi straniere attorno al Mar Rosso. L’Africa viene influenzata da tutto questo ed è chiaro che il continente non sta affrontando queste sfide nel modo più efficace possibile.” Intervenendo alla sede della SIOI di Roma venerdì 14 febbraio nel corso di una conferenza dal titolo "Sudafrica e la realtà internazionale", il presidente emerito del Sudafrica, Thabo Mbeki ha offerto una fotografia illuminante sul continente africano e sull’attuale contesto geopolitico.

In una fase in cui gli Stati Uniti hanno deciso di interrompere gli aiuti a Pretoria per la sua storica posizione di denuncia contro il genocidio a Gaza e invenzioni sulla minoranza bianca, la situazione socio-economica del paese, ammette Mbeki a Roma per una serie di incontri con il Vaticano legati al tema delle tassazioni internazionali, è complessa. “Nell’attuale contesto africano, il Sudafrica avrebbe dovuto far parte di quel processo di aiuto nella gestione delle crisi interne ma è oggi più preoccupato dai propri problemi interni. Ripetiamo sempre lo slogan: Soluzioni africane ai problemi africani. Ma dove sono questi africani per trovare una soluzione?”. E ancora: “E’ che il continente africano ha bisogno di un processo speciale per guardare a se stesso. Però la mia sensazione è che molti dei nostri leader siano più preoccupati alle questioni al proprio interno che agli obiettivi generali, non riescono a guardare all’insieme delle questioni, alla realtà complessiva africana”, ha sottolineato il primo vicepresidente dell’era Mandela e presidente per due mandati fino al 2008. “Penso che il continente africano abbia bisogno di un processo per riunirsi e guardare alla qualità della sua leadership”.

“Devo dire che non è necessariamente così un problema tipicamente africano”, ha rimarcato Mbeki commentando anche la situazione molto difficile che affronta la dirigenza europea. “Penso che gli europei probabilmente si trovino ad affrontare lo stesso problema. La qualità della leadership”.

A proposito della multipolarità e della fine dell’ordine unipolare, Mbeki sottolinea come l’amministrazione Trump rappresenti una indubbia innovazione, con l’attuale presidente che parla come se fossimo rimasti all’epoca unipolare, ma con i suoi ministri che agiscono avendo preso atto della multipolarità del mondo. "Gli Stati Uniti hanno iniziato a prendere coscienza con questa amministrazione della fine dell’unipolarità e abituarsi al fatto della multipolarità. Penso che in termini di riordino del sistema delle relazioni internazionali l'istituzione dei BRICS, in buona parte, è guidato da questa comprensione, che noi necessità di formare le altre forme nell'ordinamento degli affari mondiali. Sarebbe interessante comprendere quale sia il ruolo dell'Europa e dell'Unione Europea in tutto questo processo. Vedo che c'è un grande disagio adesso su come gli Stati Uniti stiano gestendo la questione dell'Ucraina negli ultimi giorni…”

Con l’attacco dell’amministrazione Trump alle risorse delle Nazioni Unite, conclude Mbeki, sarà importante comprendere se in futuro, come auspica, l’Onu potrà ancora giocare quel ruolo che le dirigenze africane hanno sempre considerato per il Palazzo di Vetro, o se sarà necessario immaginare nuove forme di integrazione perché la multipolarità possa trovare espressione.   

A.B.  

Alcune immagini a conclusione dell'intervento del presidente Mbeki:










I rappresentanti diplomatici di Sudan, Niger, Angola e Zimbabwe in Italia

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