Francesca Albanese: sanzioni e solidarietà

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Francesca Albanese: sanzioni e solidarietà

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La relatrice speciale del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, Francesca Albanese aveva già infastidito l’occidente e il suo padrino, gli Stati uniti d’America per aver sensibilizzato l’opinione pubblica mondiale con i suoi rapporti, le sue interviste  sul fatto che quello che è in atto nella Striscia di Gaza da parte di Israele è un vero e proprio genocidio.

Albanese non si è accontentata, nel suo ultimo report, il 2 luglio, ha rivelato il ruolo delle aziende e delle varie corporation che lucrano sul genocidio. “Imperdonable” avrebbe detto Edoardo Galeano, come si permette una qualunque relatrice dell’Onu, originaria di Ariano Irpino, piccolo paese in provincia di Avellino, invece di fare il burocrate con i soliti report graditi all’occidente quando si tratta di accusare Cina, Russia, Iran, Cuba, di mettere il dito nella piaga dimostrando, di fatto, come il liberismo si nutra da sempre si nutra di guerre?

Eppure, povera Francesca, ha dovuto subire anche il fuoco amico dei Pro Palestina, in particolare, in Italia in quanto non avrebbe denunciato la natura coloniale dell’occupazione israeliana, quasi come se fosse una leader di qualche movimento un tempo definito terzomondista.

Chi ha capito il valore e la pericolosità del suo rapporto è Washington. L'Impero ha volito ribadire che esiste un mondo alla rovescia, rimuovendo all'inizio della settimana l'organizzazione terroristica straniera per il Fronte al-Nusra, in seguito nota come Hayat Tahrir al-Sham (HTS), dalla lista delle organizzazioni terroristiche.

Dunque, prima si riabilita un sanguinario tagliagole come Ahmad al-Sharaa, ex braccio destro del leader dell'ISIS, Al Bagdadi, che ha preso il potere in Siria e che sta commettendo massacri contro le minoranze religiose, e poi allo stesso tempo il segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato il 9 luglio che Washington ha sanzionato  Albanese, per la sua “campagna di guerra politica” e precisato “ed economica contro gli Stati Uniti e Israele”.

Rubio sul suo account X ha scritto: "Oggi impongo sanzioni alla relatrice speciale del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, Francesca Albanese, per i suoi illegittimi e vergognosi tentativi di indurre la Corte penale internazionale ad agire contro funzionari, aziende e dirigenti statunitensi e israeliani".

Un avvertimento in stile mafioso, Albanese potrebbe dire quello che vuole su Gaza ma non può toccare l’establishment economico.

Fra le multinazionali citate dalla relatrice figurano Lockheed Martin, Caterpillar, Hyundai, Microsoft, Palantir, solo per rendere idea della denuncia del suo rapporto.

Albanese ha confessato di aver paura, è un sentimento umano e legittimo, visto cosa è capace di fare senza alcuna vergogna l’occupazione israeliana.

Mai all’Onu era stato elaborato e documentato un atto di accusa così potente contro l’occupazione israeliana con l’opinione pubblica anche in occidente sempre più sensibile verso il dramma dei palestinesi.

Le critiche possono sempre esserci, giuste o sbagliate, ma questo è il momento di sostenere ed essere solidali con Francesca Albanese.

Se succedesse l’irreparabile fare post di solidarietà sarebbe un’inutile esercizio di opportunismo e di viltà.

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Francesco Guadagni

Francesco Guadagni

 

Nato nell'anno di grazia 1979. Capolavoro e mancato. Metà osco, metà vesuviano. Marxista fumolentista. S.S.C.Napoli la mia malattia. Pochi pregi, tanti difetti, fra i quali: Laurea in Lettere Moderne, Iscrizione all'Albo giornalisti pubblicisti della Campania dal 2010. Per molti anni mi sono occupato di relazioni sindacali, coprendo le vertenze di aziende multinazionali quali Fiat e di Leonardo Finmeccanica. Impegno di militanza politica, divenata passione, è il Medio Oriente. Per LAD Gruppo Editoriale ho pubblicato il libro 'Passione Pasolini - Un Viaggio con David Grieco', prefazione di Paolo Desogus. 

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