"Parabola dei ciechi". L'intramontabile monito all'umanità di Pieter Bruegel il Vecchio

"Parabola dei ciechi". L'intramontabile monito all'umanità di Pieter Bruegel il Vecchio

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Note e riflessioni di Nora Hoppe e Tariq Marzbaan

 

"La Parabola dei ciechi", un dipinto a tempera su tela (86x154 cm) di Pieter Bruegel il Vecchio, databile al 1568 circa e conservato nel Museo nazionale di Capodimonte di Napoli, è una rappresentazione della parabola biblica dal Vangelo di Matteo 15:14: "Lasciateli stare: sono ciechi che guidano i ciechi. E se il cieco guida il cieco, entrambi cadranno nel fosso."

I sei uomini ciechi sono presentati in diversi stadi di caduta e le loro espressioni vanno dalla fiducia alla sorpresa allo sgomento. Sono collegati da mani tese e doghe di legno, in gradi crescenti di squilibrio, come una linea di domino che si rovescia. Questi uomini sono dipinti con una tale precisione che gli oftalmologi sono in grado di identificare negli occhi di ognuno di loro diverse malattie come il glaucoma, atrofia del globo oculare, occhi rimossi e leucoma corneale.

A quell'epoca i Paesi Bassi furono sotto il potere della Spagna con a capo come governatore il duca d'Alba (Fernando Álvarez de Toledo), chi istituì nel 1567 il "Consiglio dei torbidi" (chiamato anche "Tribunale di sangue"), allo scopo di perseguitare gli eretici. Il consiglio ordinò arresti di massa ed esecuzioni per imporre il dominio spagnolo e sopprimere il protestantesimo. Quando Bruegel dipinse quest'opera, i tumulti erano al culmine, con gli scismi religiosi scismi che hanno raggiunto la loro dissociazione definitiva.

Apparentemente il pittore non si esprimeva la sua filosofia o le sue idee politiche attraverso la parola. Ma i suoi dipinti sembrano trasmettere con una forza determinata le sue posizioni sulla società in cui viveva. (Si dice che le immagini parlano più delle parole…) Tuttavia, le opere di Bruegel sono note per essere aperte a numerose e svariate interpretazioni, a volte reciprocamente contraddittorie.

 

Cosa ci vuole trasmettere questo dipinto?

Tutti i ciechi, tranne il capo crollato, sono vestiti con varie tonalità di grigio, simili a quelle delle minacciose strutture architettoniche dell'ambiente, e la loro processione su una pendenza in discesa mostra chiaramente una tendenza al ribasso mentre si dirigono verso un fosso scuro. I tetti spioventi delle case da dove provengono questi uomini aggravano l'aspirazione verso il basso di una forza invisibile. La collocazione della chiesa cattolica rigida e tagliente di Sint-Anna, che appare sinistramente nello sfondo del quadro, ha portato a interpretazioni sia pro- che anticattoliche.

Un dettaglio significante: i ciechi non sono poveri mendicanti o contadini; sono piuttosto ben vestiti e alcuni sembrano avere borse piene, suggerendo che potrebbero non essere quello che sembrano. Non si tratterebbero allora di "povere vittime". Potrebbe essere che Bruegel stia suggerendo che questi uomini non sono solo fisicamente ciechi, ma anche spiritualmente ciechi?

Un aspetto notevole riguardo a questa formazione che sta gradualmente crollando uno dopo l'altro è che normalmente i ciechi sono straordinariamente consapevoli di ciò che li circonda e il terreno sotto i loro piedi; normalmente percepirebbero un declino pericoloso, lo eviterebbero e sentirebbero anche le vibrazioni di qualcuno che cade davanti a loro. Possiamo quindi dedurre che questi uomini stanno cercando di proposito la loro rovina?

Nel dipinto originale (che ha subito un certo deterioramento nel tempo), si dovevano trovare a destra della chiesa, una piccola mucca, un mandriano e del pollame vicino all'albero. Oggi questi elementi non sono più visibili, essendo stati abrasi in passato. Tuttavia, possiamo farci un'idea del loro aspetto grazie alle prime copie del dipinto realizzate da altri, come nel quadro sotto, nella quale si vede il mandriano, un semplice contadino, che non ci fa caso a quella stramba messa in riga di disgraziati.

È inoltre interessante notare che anche nel suo dipinto (o almeno la sua composizione del dipinto) "Paesaggio con la caduta di Icaro" - Bruegel raffigura la caduta di "una figura che rappresenta la hybris" mentre i contadini restano assorbiti dal loro lavoro quotidiano. In entrambi i dipinti il tema è la caduta... ma la vita dei contadini, braccianti, lavoratori va avanti lo stesso.

Le interpretazioni del dipinto de "La Parabola dei ciechi" sono da sempre molteplici: che sia una denuncia della perfidia delle autorità spagnole o una condanna dell'ipocrisia della religione istituita o un avvertimento sull'impotenza di una Chiesa divisa o una derisione delle classi superiori, con la testa per aria, rispetto a coloro che si occupano della terra e via così.

Ma un'interpretazione che resta ferma chiaramente è un'esposizione letterale del proverbio, secondo cui una cattiva leadership porta i suoi seguaci fuori strada. E questo è ciò che rende il significato del dipinto eterno e che fa risuonare il suo impatto nei nostri giorni.

Perciò questo dipinto ha ispirato tanti altri artisti e pensatori, fra gli altri Baudelaire.

Il poeta americano William Carlos Williams:

Arnold Hauser (storico dell'arte e sociologo ungherese):   "Attraverso quest’opera Pieter Bruegel si propose di dimostrare quanto di equivoco vi sia nell'esistenza umana."

* * * * *

Per la nostra epoca più che mai questo dipinto ci può segnalare: la cecità verso il nostro mondo e la natura, l'incapacità della religione di salvare i suoi seguaci, il disorientamento umano, la caduta di un'istituzione, di un potere, di uno stato, l'incoscienza e l'inconsapevolezza delle masse, la formazione dello sciame sociale, una psicosi collettiva, la "messa in riga", l'omologazione e la Gleichschaltung della società che si avvia verso il suo collasso.

E il dipinto oggi, per uno strano scherzo del destino, non mostra più il contadino e il suo bestiame. Sono stati cancellati dal tempo.

In questi giorni questa immagine fa pensare a noi, tra l'altro, ai Paesi europei sotto la Nato e a coloro che stanno per entrare a farne parte.

"La parabola dei ciechi" di Pieter Bruegel il Vecchio non è solo un capolavoro d'arte ma anche un prezioso e intramontabile monito all'umanità.

 

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Alcuni riferimenti:

https://www.pieterbruegel.org/blind-leading-the-blind/

http://www.hellenicaworld.com/Art/Paintings/en/Part2476.html

https://www.artinsociety.com/perception-and-blindness-in-the-16th-century.html

 

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