Oppositore politico ucraino arrestato in Polonia e consegnato allo SBU

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Oppositore politico ucraino arrestato in Polonia e consegnato allo SBU


di Clara Statello per l'AntiDiplomatico

La persecuzione in Ucraina dei dissidenti è un fatto noto e generalmente giustificato e accettato dall'opinione pubblica europea. La novità è che i Paesi dell'UE collaborano con l'intelligence ucraina per catturare gli oppositori del regime di Kiev. Il 31 marzo 2025 le autorità polacche hanno arrestato il politologo e attivista per i diritti umani Kirill Molchanov e lo hanno consegnato all'SBU, i servizi di sicurezza ucraini.

Molchanov non è ricercato dall'Interpol. Non ha compiuto alcun reato. È accusato dalle autorità ucraine di crimini politici e di opinione. È stato arrestato nell'ambito di un'operazione congiunta che ha coinvolto la polizia polacca.

“Il Servizio di sicurezza, insieme al Servizio di intelligence estera dell'Ucraina e alle forze dell'ordine della Repubblica di Polonia, ha condotto un'operazione speciale internazionale in più fasi sul territorio dell'UE. Per la prima volta dall'inizio dell'invasione su vasta scala, su richiesta dell'SBU, un agente russo che lavorava contro il nostro Stato nel settore dell'informazione è stato consegnato all'Ucraina”, si legge nel comunicato dei servizi interni.

 

L'arresto di un oppositore della politico

L’SBU lo ha accusato di “negare o giustificare l’aggressione russa” (Parte 3 dell’articolo 436-2 del Codice penale ucraino) e di “attività di collaborazione” (Parte 6 dell’articolo 111-1).

Quest'ultima è un'accusa alquanto strana, dato che il politologo è fuggito in Russia appena iniziato il conflitto diretto, dunque non si capisce come avrebbe potuto collaborare con le forze russe nei territori sotto controllo ucraino.

Le accuse delle autorità ucraine, che hanno attivato le forze dell'ordine di un Paese europeo, senza un mandato internazionale, sono di natura squisitamente politica e di opinione. E questo deve preoccupare.

In particolare l'SBU accusa l'attivista ucraino Molchanov di essere un agente russo per:

 

  • aver partecipato a due progetti mediatici riconducibili all'ex rivale di Zelensky, Viktor Medvedchuk, già leader del partito Piattaforma per l'Opposizione – Per la vita;
  • aver partecipato 35 volte ai programmi di Vladimir Soloviev dove avrebbe esposto “narrazioni che giustificano l'aggressione russa”, cioè il suo punto di vista sulla guerra, differente da quello occidentale;
  • aver partecipato ad “attività sovversive” con “finalità terroristiche” e diffuso sul proprio canale Telegram la “propaganda del Cremlino”.

 

Insomma gli viene contestato di essere un avversario politico del governo di Kiev e un oppositore della linea pro NATO dell'Ucraina. In estrema sintesi, le forze dell'ordine di un Paese membro dell'UE hanno arrestato un oppositore ucraino accusato di reati politici e di parola. Diritti che l'UE afferma di tutelare ed in virtù di ciò si pone su una posizione di superiorità etica, morale e politica rispetto alle “autocrazie” e alle “dittature”. E questa la chiamano democrazia o libertà?

 

Le accuse

Un sito ucraino entra nel dettaglio dei “crimini” del politologo, “crimini” commessi addirittura dal 2016 al 2019, ben prima dell'introduzione della legge marziale, con buona pace del principio di irretroattività del diritto. Tra questi: appoggiare attuali oppositori di Zelensky, sostenere candidati dell'opposizione, essere contrario all'identità nazionale e all'ingresso in UE.

“Crede che gli ucraini siano divisi dalla lingua, dalla storia e dalla religione. Ha affermato che l'Unione Europea priverebbe parzialmente l'Ucraina della sua sovranità”, riporta il sito.

Per aver espresso liberamente il suo pensiero e le sue posizioni politiche, Molchanov è stato arrestato in Polonia e deportato in Ucraina, dove è stato trasferito in un centro di detenzione preventiva a Kiev. Rischia 15 anni di carcere con confisca dei beni e rischia tortura e maltrattamenti, come avvenuto ad altri detenuti.

 

Le attività contro le violazioni dei diritti umani

Secondo quanto riferiscono altri dissidenti ucraini, la vera ragione dell'arresto di Molchanov è la sua attività di denuncia di violazione dei diritti umani. Era diventato direttore dell'Istituto per lo studio delle conseguenze della guerra in Ucraina, con sede a Berlino.

Era impegnato nell'informare gli europei sulle violazioni sistemiche dei diritti umani in Ucraina, teneva resoconti al Bundestag e gestiva un proprio canale YouTube, che in seguito fu bloccato dalla piattaforma in seguito alle lamentele della parte ucraina.

Le denunce provengono dalle ONG di Kiev "Detector Media" e Texty, che sarebbero finanziate da fondazioni occidentali.

Oltre alle posizioni anti-UE, alle ONG e autorità ucraine avrebbe dato anche fastidio il fatto che dal 2022 alcuni blogger ucraini si sono rivolti a lui per commenti in quanto esperto di questioni ucraine.

 

La trappola

Alcune dissenti politici che comunicano sotto anonimato per ragioni di sicurezza, ritengono che a Molchanov sia stata tesa una trappola, per attrarlo in Europa ed arrestarlo.



Secondo gli screenshot (vedi sopra), Molchanov avevo ottenuto una borsa di studio per il programma Media-Zukunft tedesco.

Il responsabile del programma Michael Schneider gli aveva scritto:

“Siamo rimasti molto colpiti dalla tua candidatura e siamo lieti di darti il ??benvenuto nel programma. La nostra assistente, Anastasia Galenkovskaya, ti contatterà. Non vediamo l'ora di incontrarti per partecipare al nostro programma di borse di studio di un anno e di lavorare insieme per dare forma al futuro dei media”.

Un attivista per i diritti umani ucraino sotto anonimato scrive: “È molto probabile che questa lettera facesse parte di un piano per attirare Molchanov in Turchia, dove arrivò da Mosca, per poi recarsi in Polonia, dove prese un treno per la Germania e fu arrestato dai servizi segreti polacchi”.

Il sospetto è che i servizi segreti di alcuni di questi paesi abbiano accordi informali con le agenzie di intelligence di Kiev sulla deportazione di ucraini politicamente indesiderati. Oggi nella democrazie europee rischiano l'arresto dei dissidenti ucraini che si sono opposti alla guerra. Domani toccherà agli attivisti europei che si oppongono al piano di morte e di riarmo di Bruxelles?

Clara Statello

Clara Statello

Clara Statello, laureata in Economia Politica, ha lavorato come corrispondente e autrice per Sputnik Italia, occupandosi principalmente di Sicilia, Mezzogiorno, Mediterraneo, lavoro, mafia, antimafia e militarizzazione del territorio. Appassionata di politica internazionale, collabora con L'Antidiplomatico, Pressenza e Marx21, con l'obiettivo di mostrare quella pluralità di voci, visioni e fatti che non trovano spazio nella stampa mainstream e nella "libera informazione".

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