Nuovo aggiornamento del governo libanese su Hannibal Gheddafi

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Il ministro della Giustizia libanese Adil Nassar ha dichiarato al canale Al-Hadath che il ministero è in attesa di una decisione da parte degli organi giudiziari, circa il rilascio di Hannibal Gheddafi, figlio del defunto colonnello Muammar Gheddafi, in carcere in Libano senza aver avuto alcun processo, dopo essere stato rapito nel 2015 in Siria (dove aveva ottenuto rifugio) dal gruppo religioso libanese Hamal, vicino all’eterno presidente del Parlamento (dal 1992), Nabih Berri.

Gheddafi junior era accusato di aver nascosto informazioni sulla scomparsa del religioso libanese sciita Musa al-Sadr e dei suoi due compagni in Libia nel 1978. Ma all’epoca, il figlio di Gheddafi aveva due anni. Sul caso, si veda anche qui: https://www.peacelink.it/pace/a/49842.html;

Il ministro della Giustizia ha confermato la necessità di tenere la magistratura lontana da qualsiasi pressione politica, mediatica o legata all'opinione pubblica. E ha affermato in un'intervista al canale libanese Al Jadeed: «Non interveniamo nell'indipendenza della magistratura né nelle sue decisioni; questo caso è nelle mani del giudice istruttore e il suo ruolo è prendere una decisione secondo la legge».

Eppure, l’influente famiglie di Musa al-Sadr per accusare Nasser proprio di interferire con il lavoro della magistratura: «La dichiarazione del ministro costituisce un precedente pericoloso che incide sul principio della separazione dei poteri e sull'indipendenza della magistratura. E un lavoro che equivale a una pressione sistematica sul corso delle indagini».

In passato, sul caso Gheddafi, il governo e la magistratura del Libano si sono mostrati supini rispetto alla volontà persecutoria del gruppo Hamal e di Nabih Berri.

Negli ultimi anni diverse voci si sono levate per la sua liberazione, in particolare dopo un suo sciopero della fame. Oltre agli appelli della famiglia (qui: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-nuovo_appello_della_famiglia_gheddafi_per_la_liberazione_di_hannibal_figlio_del_defunto_leader_libico/82_61392/), lo stesso governo di Tripoli, non certo gheddafiano, ha mandato diverse delegazioni. L’organizzazione Human Rights Watch il 28 agosto ha nuovamente lanciato un appello per la sua immediata scarcerazione, dopo aver visitato il prigioniero e averlo trovato in pessime condizioni di salute, dopo essere stato «ingiustamente detenuto per quasi un decennio».https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-human_rights_watch_le_autorit_libanesi_liberino_subito_hannibal_gheddafi_detenuto_illegalmente_da_10_anni_senza_processo/45289_62429/

L'organizzazione ha chiesto che il figlio di Gheddafi sia adeguatamente risarcito per la sua detenzione arbitraria e che i responsabili del suo calvario siano indagati e ritenuti responsabili.

Anche l’ex presidente libanese Amin Gemayel ha sottolineato l’assurdità delle accuse mosse ad Hannibal Gheddafi, sostenendo che la sua detenzione non onora il Libano, riporta Libya Press.

(Marinella Correggia)

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