Nuova via della seta. Come reagirà la Cina dopo la decisione della Meloni

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di Pasquale Cicalese

I cinesi stanno zitti, non sono soliti manifestare il loro agire, le loro scelte, le loro azioni.

Meloni ha deciso di uscire dalla Via della Seta? Perfetto.

Dopo Russia, viene la Cina. Senonché il XXI secolo avrà come protagonista l'immenso territorio eurasiatico che comprende Russia, Csi, Cina, Vietnam, fino al sud est del Pacifico. Meloni non considera una cosa.

Nel corso di questi decenni circa 100 milioni di espatriati cinesi si sono diffusi nel mondo, spesso mercanti o industriali, legati alla Madrepatria da un patto di ferro. Essi sono in Africa, Mediterraneo, Pacifico, America Latina.

La Cina starà zitta, forse tollererà, ma il mangiatoio futuro il nostro Paese se lo potrà solo sognare, briciole piuttosto, buone per i "siti economici" che incensano il "Made in Italy".

La Russia esce da due anni di blocco commerciale e valutario con 75 miliardi di surplus commerciale, ha praticamente vinto la guerra, la modernizzazione cinese, con alti e bassi, prosegue a tappe forzate, diramandosi nei territori limitrofi.

Il nostro Paese, fulcro del Mediterraneo, si nega il "dialogo" con tutte queste realtà future, proiettandosi ancora una volta nell'immiserita Lega Anseatica e negli Usa dove ci sono 100 milioni di forze lavoro fantasma, la cui unica forza è la potenza militare, che si traduce in potenza finanziaria (in ogni caso "capitale morto" che non si valorizza).

E' la merce la chiave del futuro del XXI secolo, e la merce ce l'hanno Russia e Csi (materie prime, tecnologia militare che stanno "traducendo", negli ultimi tre anni, in tecnologia civile), merci industriali (Cina, Corea, Giappone, India, Indonesia, sud est Pacifico), capitale che si valorizza (principalmente nella massa eurasiatica).

La chiave di volta di questi tre fattori, unita alla modernizzazione della forza militare cinese che avverrà, vedrà fuori il nostro Paese. Ripeto, raccoglierà le briciole, nel mentre i subfornitori continueranno a chiedere soldini pubblici per la "competititività" e ribadendo la deflazione salariale. La Lega Anseatica non è stata sconfitta, come avevo pensato nel 2014, da Usa e Cina, ma dalla Russia, nuova potenza che si affaccia nel XXI sempre piu' pronta a ribadire il suo ruolo plurisecolare storico, unita ai Brics, specie Arabia Saudita e Opec Plus.

Insomma, un capolavoro diplomatico per accontentare fogna varia. Continuate con la vostra ignoranza della storia, dell'economia, delle relazioni internazionali, della diplomazia. Ritornate nelle aule universitarie, anzi, nemmeno quelle, ormai, per la gran parte, lì si insegnano cazzate.

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