Negoziato Russia-Ucraina: Mosca consegna a Kiev un memorandum per la pace

Nel round negoziale a Istanbul, raggiunti anche accordi su scambio record di prigionieri e rimpatrio caduti

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Negoziato Russia-Ucraina: Mosca consegna a Kiev un memorandum per la pace

Concretezza è la parola d'ordine che esce del Palazzo Ciragan di Istanbul, dove Russia e Ucraina hanno tenuto un nuovo round di negoziati. Sebbene la pace definitiva rimanga un orizzonte lontano, i delegati delle due nazioni hanno annunciato passi tangibili per alleviare alcune delle ferite più profonde del conflitto. A parlare, al termine di colloqui durati oltre un’ora, è stato Vladimir Medinski, capo della delegazione russa, dipingendo un quadro di cauti progressi, intessuti nonostante l'oltranzismo guerrafondaio mostrato dal regime di Kiev spalleggiato dai suoi sponsor occidentali.

Al centro del tavolo è stato posto un dettagliato memorandum proposto da Mosca a Kiev, un documento in due parti che ambisce a tracciare un percorso. La prima sezione, ha spiegato Medinski, delinea le basi per una "pace reale e duratura", mentre la seconda fissa i passi necessari a raggiungere un "cessate il fuoco completo", offrendo persino diverse opzioni operative. La delegazione ucraina, guidata dal Ministro della Difesa Rustem Umerov, ha preso in consegna il documento per uno studio approfondito, lasciando a Mosca l’attesa di una risposta formale.

Tra gli accordi immediati spicca uno storico scambio di prigionieri, il più ampio dall’inizio delle ostilità. Almeno mille combattenti per parte verranno restituiti, con la possibilità che il numero possa crescere una volta definite le liste. Priorità assoluta sarà data ai soldati sotto i 25 anni e, soprattutto, ai malati e ai feriti gravi, che verranno scambiati secondo la formula "tutti per tutti". Per rendere questi rimpatri più rapidi e svincolati dalla politica, nascerà una commissione medica permanente dedicata esclusivamente allo scambio dei feriti gravi, con l’obiettivo di operare "senza aspettare decisioni dall’alto" e in modo regolare.

Un gesto unilaterale annunciato da Mosca riguarda il rimpatrio dei caduti: la Russia trasferirà alla prossima settimana 6.000 corpi di soldati ucraini, tutti già identificati. Per facilitare in futuro il recupero dei caduti sul campo, la parte russa ha proposto un cessate il fuoco locale, della durata di due o tre giorni, in specifici settori del fronte. Una misura puramente umanitaria, ha sottolineato Medinski, pensata perché "i comandanti possano raccogliere i corpi dei loro soldati" per una degna sepoltura. I militari ucraini hanno assicurato di voler esaminare rapidamente la proposta.

Particolare attenzione è stata dedicata al dramma dei minori separati dalle famiglie dal conflitto, tema definito "centrale" da Medinski. La Russia ha ricevuto da Kiev una lista ufficiale contenente i nomi di 339 bambini in difficoltà. Mostrando il documento ai giornalisti, il capo negoziatore russo ha ricordato che Mosca ha già rimpatriato in Ucraina 101 minori, mentre 22 sono tornati in Russia dalla parte ucraina, ribadendo che ogni bambino viene ricongiunto ai familiari non appena questi vengono rintracciati. Le parole si sono però fatte aspre quando Medinski ha accusato Kiev di trasformare la questione in uno "show per europei sentimentali", negando categoricamente qualsiasi accusa di "rapimento" e affermando che si tratta solo di "bambini salvati dai soldati russi".

Sullo sfondo, la diplomazia turca continua a tessere la sua tela. Il Ministro degli Esteri Hakan Fidan, aprendo i lavori, aveva auspicato un focus umanitario sui prigionieri e sul cessate il fuoco, nonché una possibile futura via verso un vertice tra i presidenti Putin e Zelensky.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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