L'obiettivo vero di Draghi è salvare (nuovamente) l'euro

5464
L'obiettivo vero di Draghi è salvare (nuovamente) l'euro

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Perché Mario Draghi ha accettato l'incarico di Presidente del Consiglio?

È una domanda che resta ad aleggiare nella crisi che sta azzerando totalmente la classe politica italiana.

Una foto ormai icona di queste prime consultazioni di Draghi con i partiti politici ce lo mostra con l'album delle figurine per distinguere e memorizzare i volti dei politici con cui sta trattando. E parliamo dei principali rappresentanti dei partiti.

Sicuramente la leva che ha spinto Draghi ad accettare un così ostico compito non è il prestigio personale.

Aldilà della santificazione apologetica dei media, non ha alcun bisogno, Draghi, di scendere nell'arena. 

Anzi.

Avrebbe potuto mantenere il suo "alto profilo" nell'ombra, senza doversi scoprire troppo, fino alla consacrazione da presidente della Repubblica.

E allora? Senso di Patria?

Quando sarebbe dovuto intervenire per frenare la speculazione nel 2011 contro l'allora governo Berlusconi, non lo fece.

Intervenne solo il 26 luglio del 2012 durante un forum di investitori a Londra, nel mezzo della profonda crisi economica che aveva colpito l’Europa. Disse che la BCE, da lui presieduta, avrebbe fatto «whatever it takes», «tutto il necessario» per salvare l’euro.

Quindi perché Draghi è sceso in campo?

Perché, per salvare l'euro, oggi è indispensabile "salvare l'Italia"?

Forse è così. Forse non c'era più tempo.

Quando gli italiani non cantavano più dai balconi e nulla era stato fatto per intervenire sullo sfascio annoso della sanità pubblica, le nuove povertà socioeconomiche erano percepibili in modo drammatico, il blocco dei licenziamenti non più prorogabile.

La favoletta dei soldi del Recovery Fund non poteva reggere a lungo.

C'erano tutte le condizioni per una crisi di portata enorme e ingestibile che avrebbe potuto colpire la tenuta della zona euro.

Allora serviva uno di "alto profilo", non legato al "ricatto" del consenso elettorale, che rimettesse a posto il tessuto produttivo, che avesse il "coraggio" di farlo anche contro i veti frugali della UE, anche mettendosi contro il nazionalismo francese o la miopia tedesca.

L'inizio del governo Draghi non sarà subito lacrime e sangue, ma bastone e carota.

Per introdurre le riforme che Leuropa vuole, cioè altri tagli e altre tassazioni, occorre che ci sia chi può pagare senza mettere tutto a ferro e fuoco.

Le rivolte socioeconomiche che stanno incendiando anche l'Europa hanno bisogno di un pompiere per spegnere il fuoco, dividendolo con un muro in tanti piccoli focolai non comunicanti.

Quindi Draghi già parla di rilanciare la spesa pubblica, ma di bloccare l'assistenzialismo (leggi ristori ai piccoli imprenditori, reddito di cittadinanza, cassa integrazione straordinaria).

Draghi non vuole salvare l'Italia, vuole salvare, come sempre, l'euro.

Draghi ci metterà in ventilazione forzata, per preparare il paziente a subire le riforme senza morire nel frattempo.

A rimetterci sarà proprio l'Italia, quella della "sovranità appartiene al popolo", quella fondata sul diritto al lavoro.

A perdere siamo sempre noi. La lotta di classe l'hanno vinta loro.

Agata Iacono

Agata Iacono

Sociologa e antropologa

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

Il semestre d’oro di Netanyahu di Michelangelo Severgnini Il semestre d’oro di Netanyahu

Il semestre d’oro di Netanyahu

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà   Una finestra aperta Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni di Francesco Santoianni Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

La mano rossa parla solo di guerra? di Raffaella Milandri La mano rossa parla solo di guerra?

La mano rossa parla solo di guerra?

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Il rischio del processo mediatico di Paolo Arigotti Il rischio del processo mediatico

Il rischio del processo mediatico

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it" di Geraldina Colotti Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

 I veri estremisti di Alessandro Mariani  I veri estremisti

I veri estremisti

Storia dell'integrazione europea di Gilberto Trombetta Storia dell'integrazione europea

Storia dell'integrazione europea

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti