«La speranza siamo noi»: il discorso di Rosinés Chávez che scuote Caracas

Un discorso che trasforma la rabbia per l'aggressione in un manifesto d'unità e identità nazionale

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«La speranza siamo noi»: il discorso di Rosinés Chávez che scuote Caracas

Rosinés Chávez, figlia del Comandante Hugo Chávez, in una piazza di Caracas ha trasformato la rabbia per il sequestro del Presidente Maduro e di Cilia Flores in un potente manifesto di resistenza bolivariana.

Con parole di fuoco, ha bollato l'operato delle forze statunitensi per quello che è: una violazione brutale della sovranità venezuelana. Ma il cuore del suo discorso è stato un richiamo viscerale all'identità di un popolo.

«Qui scorre il sangue che ci brucia il cuore, che grida e chiede giustizia», ha tuonato. È l'eredità di lotta che diventa carne viva e presente. Con questo spirito, ha rivendicato la vera natura pacifica del Venezuela, ferito da un assalto militare.

«La speranza siamo noi», ha gridato, ribaltando la narrazione della resa. Il suo messaggio è chiaro: la battaglia non è per un palazzo, ma per il diritto all'autodeterminazione. Un diritto che nessun rapimento potrà mai sequestrare.

 
 
 
 
 
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