La situazione internazionale vista dai comunisti del Benin

La situazione internazionale vista dai comunisti del Benin

DICHIARAZIONE DELL'UFFICIO POLITICO SULLA SITUAZIONE INTERNAZIONALE

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Negli ultimi due anni, l'umanità è stata scossa da grandi eventi che hanno impegnato le energie dell'intero pianeta. Si tratta della crisi sanitaria Covid-19 e della guerra in corso in Ucraina. Questi due eventi, di carattere globale, esprimono grandi sconvolgimenti sulla superficie del pianeta.

I- IL RIBALTAMENTO DELL'ORDINE MONDIALE
A- La fine del dominio millenario dell'Occidente

All'inizio del XXI secolo, stiamo assistendo a un cambiamento dell'ordine mondiale, caratterizzato dai seguenti elementi:

1. La fine dell'egemonia millenaria dell'Occidente: stiamo assistendo allo spostamento del dominio millenario dell'Occidente giudaico-cristiano verso l'Oriente e il mondo africano con altri valori di riferimento culturali, religiosi e morali.

2. Più precisamente, l'umanità sta assistendo al passaggio del testimone dalla superpotenza statunitense, in declino ma ancora dominante, leader del mondo occidentale, a un'altra superpotenza, la Cina, aspirante leader del nuovo blocco mondiale.

3. Fino ad adesso, il passaggio da una superpotenza dominante a un'altra è avvenuto all'interno dello stesso sistema di valori ideologici, culturali e religiosi; in altre parole, sempre all'interno del mondo giudaico-cristiano. Ciò che è specifico dell'attuale sconvolgimento è che l'umanità assisterà per la prima volta al passaggio del testimone a un'altra potenza con altri valori ideologici, culturali e religiosi di riferimento, probabilmente con la caduta della stessa egemonia giudaico-cristiana, sostituita da altri valori, asiatici e africani, con un contenuto più comunitario.

4. Sappiamo anche che questo passaggio di consegne da una superpotenza mondiale a un'altra non è mai avvenuto senza una guerra di natura globale, come dimostra la storia: la natura globale di questa guerra dipende dalla situazione di ogni epoca. Gli esempi della guerra Roma-Cartagine, della guerra dei Trent'anni, della guerra inglese-spagnola e dell'episodio dell'Invincibile Armada, della guerra Napoleone-Wellington e dell'episodio di Waterloo, della prima e della seconda guerra mondiale lo testimoniano. Ciò rende possibile l’affacciarsi di una terza guerra mondiale, la cui natura non è ancora chiara.

5. I diversi eventi che già costituiscono gli elementi di questa terza guerra mondiale in download sono: la crisi sanitaria chiamata Covid-19, che è in realtà una guerra silenziosa montata dalle superpotenze nelle loro rivalità per il dominio mondiale, e l'attuale guerra in Ucraina.

6. Alla luce dell'osservazione delle cose, sembra che ad ognuno di questi shock il gruppo emergente ne esca sempre più forte, mentre il gruppo in declino ne esca sempre più debole. Questi due eventi (la crisi Covid-19 e soprattutto la guerra in corso in Ucraina) hanno visto il campo emergente rafforzarsi a spese della superpotenza statunitense. La crisi da Covid-19 ha visto la potenza dell'economia cinese rafforzarsi ulteriormente, mentre la crisi ucraina ha accelerato il movimento di "de-dollarizzazione" - la caduta della valuta di riferimento, il dollaro - e l'espressione più significativa della caduta dell'impero statunitense.

7. Come si poteva immaginare, lo sconvolgimento globale si nota come corollario, la necessaria e osservabile disintegrazione o il discredito di tutte le istituzioni internazionali, sia intergovernative, come le Nazioni Unite e tutto il loro sistema, sia religiose e morali. Le istituzioni religiose e morali rispettabili sono in evidente crisi perché scosse da scandali. Di fatto, sta crollando un mondo con i suoi supporti ideologici e i suoi riferimenti culturali.??

8. Il gruppo che costituisce l'Occidente, riunito all'interno della Nato (con gli Stati Uniti come attuale leader) è il più grande guerrafondaio dell'umanità, il più grande responsabile di crimini di massa della storia: genocidio e distruzione sistematica dei popoli indigeni (amerindi, australiani), schiavitù nera, massacro di popoli, colonizzazione, neocolonizzazione, ultra-colonizzazione, prima e seconda guerra mondiale, interventi militari, economici e culturali, embarghi e aggressioni contro i popoli: Cuba, Venezuela, etc.

9. All'interno della Nato, gli Stati Uniti, con solo circa 80 anni di regno planetario (1945-2022), appaiono come i più grandi criminali mondiali della storia moderna, responsabili dei più grandi interventi criminali della storia.

10. L'Ufficio politico del Partito Comunista del Benin dichiara che tutti i popoli del mondo, il proletariato internazionale, devono considerare la Nato è il più grande nemico dei popoli e del proletariato nella storia contemporanea e unire le forze per farlo finire nella pattumiera della storia.

11. Ritiene che qualsiasi partito politico progressista e/o che si dichiari marxista-leninista il cui paese sia membro della Nato (Stati Uniti, Francia, Germania, Regno Unito, Belgio, Spagna, Italia, ecc.) debba: chiedere l'uscita del proprio paese dalla Nato; considerare ciò che sta accadendo in Ucraina come conseguenza delle provocazioni aggressive del gruppo Nato contro il popolo russo e ucraino; opporsi all'invio di qualsiasi armamento al potere di Kiev; denunciare la Nato come gruppo guerrafondaio e chiederne lo smantellamento. Questa è la posizione più giusta, quella più in linea con gli interessi dei popoli e del proletariato internazionale.??

B- La crisi della governance borghese incarnata dalla democrazia rappresentativa

12. La crisi del sistema capitalistico mondiale è espressa anche dalla crisi del governo politico della borghesia sul proletariato e sui popoli: è caratterizzata dall'esaurimento del sistema chiamato "democrazia rappresentativa". Alla fine delle rivoluzioni inglese (XVII secolo), americana e francese (XVIII secolo), la questione era sapere dove collocare il potere nello Stato: all'interno dei rappresentanti (funzionari eletti, agenti) o dei rappresentati (elettori e costituenti). La prima concezione è quella della "sovranità nazionale", i cui principali teorici furono John Locke e Voltaire; la seconda, quella della "democrazia popolare o democrazia diretta o semidiretta", è incarnata da Rousseau.??La borghesia trionfante si è rifiutata di concedere al proletariato e al popolo il diritto di controllare e sancire il proprio potere. Ha così deciso di confiscare la "sovranità", cioè il potere di rappresentare l'intera società, confinando tutto il potere all'interno dei rappresentanti eletti (parlamenti e governi), mentre agli elettori è consentito solo, in un momento concordato, di andare a votare e scegliere i propri rappresentanti.??È questa democrazia rappresentativa (democrazia per la borghesia, ma dittatura della classe borghese sul proletariato) che ha regnato per almeno 4 secoli, dal XVII al XXI secolo, con la notevole eccezione della rivoluzione sovietica dal 1917 agli anni 1960, dei brevi esperimenti di democrazia popolare nei Paesi dell'Europa orientale dal 1945 al 1960, nonché degli esperimenti in Cina, Corea del Nord, Cuba.

13. Ma la pratica di questa esperienza ha portato ovunque sul pianeta a un profondo divorzio tra le "élite" e il popolo; tra gli elettori, i costituenti e i rappresentanti eletti. La conseguenza più spettacolare oggi è che l'elettorato si accorge che i rappresentanti eletti non lo rappresentano più; peggio, che si comportano come nemici dell'elettorato, una volta ottenuto il potere; questo porta al disinteresse della gente per la politica e alla diffusione dell'astensionismo, che sta prendendo piede in tutto il mondo.
Le altre conseguenze sono lo sviluppo di sfide attive al regime rappresentativo sia dall'interno che dall'esterno del sistema stesso: da un lato, dall'interno del sistema stesso, questo dà luogo allo sviluppo del movimento populista di estrema destra (Trump negli Usa, Bolsonaro in Brasile, Le Pen in Francia, Orban in Ungheria ecc)  che si proclama "anti-sistema" , e dall'altro, dall'esterno del sistema, con il movimento dei cosiddetti "gilet gialli", espressione della democrazia diretta.

14.  Ovviamente, con la crisi della democrazia rappresentativa, torna all'ordine del giorno la teoria della "sovranità popolare", con la sua espressione, democrazia semidiretta o assembleare con mandato imperativo e mantenimento del controllo degli elettori sugli eletti, un sistema che è stato applicato, come sottolineato sopra, nel mondo solo dal 1917 fino agli anni Sessanta in Unione Sovietica e nei paesi di democrazia popolare e che troviamo ancora residuale in Svizzera e in alcuni Stati federati americani.

15. L'Ufficio politico del Partito comunista del Benin dichiara che i popoli e il proletariato hanno interesse a questo cambiamento dell'ordine mondiale e devono lavorare attivamente per l'avvento della democrazia cosiddetta "assemblearista", cioè o dei soviet nel mondo.

16.Il ribaltamento del mondo in corso è tanto più spettacolare in quanto si colloca nel cuore di una rivoluzione filosofica e culturale mondiale completamente maturata ovunque sul pianeta e di cui l'elemento rivelatore sono state le manifestazioni di indignazione a livello planetario in seguito all'assassinio (in diretta come effetto della rivoluzione tecnologica digitale) di George Ffloyd nel maggio 2020. 

L'Africa è l'epicentro di questa rivoluzione filosofica e culturale.

II- IL CASO DELL'AFRICA

17. Il continente africano è la posta in gioco di tutte le lotte inter-imperialiste che si svolgono sul pianeta. È il continente più ricco di risorse minerarie del pianeta ma anche il più povero, perché è il più sfruttato, il più saccheggiato e il più umiliato del pianeta, l'unico in cui i popoli non sono padroni a casa loro.

18. L'Africa è il luogo privilegiato delle rivalità e delle lotte inter-imperialiste tra le potenze della Nato (potenze dominanti nel continente e che tengono sotto il loro dominio l'intera Africa) da un lato, e il gruppo dei cosiddetti paesi emergenti dall'altro.

19. Il Gruppo Nato guidato dagli Stati Uniti d'America è il responsabile dei più grandi crimini a cui il continente africano è stato sottoposto nel corso dei secoli: la schiavitù o la tratta degli schiavi, la colonizzazione, il sistema di colonizzazione francese mantenuto al di là delle apparenze, che possiamo chiamare "ultra-colonizzazione". Attualmente, questo gruppo attraverso le sue basi militari assedia i paesi africani e la loro sovranità; nel 2019, si contavano non meno di 30 (trenta) basi militari statunitensi (dell’Africom) permanenti e semipermanenti nel continente africano. E da allora questo numero è aumentato. Nel continente e nell'Oceano indiano sono presenti non meno di una mezza dozzina di basi militari francesi, permanenti e non, con almeno 9.000 uomini mobilitati in posizioni di intervento in tutto il continente.

In questo senso, il gruppo Nato, guidato dagli Stati uniti d'America, è il principale nemico dei popoli africani e in questo senso, senza alcuna ambiguità, tutti i popoli e i proletari africani devono combatterlo con tutte le loro energie e sconfiggerlo per aprire la strada alla completa liberazione ed emancipazione dei popoli e dei proletari.

20. Il dominio della Nato ha come rappresentante particolare, in ambiti importanti del cosiddetto continente francofono, la Francia. Incarna la dominazione più selvaggia, più assassina, più bellicosa e lo sfruttamento più feroce che l'Africa abbia conosciuto nella storia.

21. La guerra che la Francia coloniale sta conducendo nel Sahel e in particolare in Mali è solo il dispiegamento di un piano della Nato di cui la Francia è solo l'esecutrice, con episodi come l'assassinio del panafricanista Gheddafi, che ha liberato il campo a gruppi terroristici con la conseguenza di quello che si vede ora nel Sahel,  come l'intervento in Costa d'Avorio per insediare Ouattara al potere, come il controllo, da parte dei paesi Nato, sui leader africani anche al di fuori della zona francofona come è il caso del Ghana sotto Nana Akuffo Addo del Ghana, ecc. Tutto ciò è chiaro ed espressivo della lotta per mantenere il dominio delle potenze coloniali sull'Africa.

22. L'Ufficio politico del Partito Comunista del Benin, in considerazione delle azioni del governo di transizione maliano (cacciata del provocatorio ambasciatore francese in Mali, rimessa in discussione gli accordi di difesa tra Francia e Mali, sospensione di quei megafoni della guerra coloniale francese in Mali e in tutta l'Africa francese che sono RFI, France 24, TV5, messa fuori gioco delle truppe Barkhane, successi ottenuti dalle forze armate maliane sul terreno contro il nemico franco-jihadista, ecc) dichiara che si tratta di passi patriottici di liberazione (nella direzione dell'abolizione del patto coloniale) che dovrebbero servire da esempio per i popoli africani e che meritano di essere sostenuti.

23. Di conseguenza, dichiara che tutte le manovre diversive volte a enfatizzare cose diverse dalla guerra patriottica antifrancese (ritorno all'"ordine costituzionale", rispetto dei "diritti umani e della democrazia", forti denunce contro "l’imperialismo russo"), ecc. a cui si assiste da parte di frange della popolazione in Mali, sono solo manovre che fanno parte del piano di guerra francese in Mali.

III- APPELLO A LOTTARE PER LA RIVOLUZIONE PROLETARIA E PER
LA LIBERAZIONE DEI POPOLI

24. L'Ufficio politico del Partito Comunista del Benin dichiara che esistono molte condizioni favorevoli alla rivoluzione proletaria nei paesi sviluppati e alle rivoluzioni patriottiche di liberazione nei paesi dominati.

25. Nei paesi sviluppati, la bancarotta del capitalismo (in crisi permanente) e in particolare della sua governance chiamata "democrazia rappresentativa", richiede un'altra governance sul tipo dei soviet che può essere assunta solo da un potere popolare proletario.

26. Nei paesi dominati e in particolare in Africa, la rivoluzione filosofica e culturale mondiale, con la sua espressione africana, il patriottismo africano o panafricanismo rivoluzionario, che si manifesta ovunque nel continente con manifestazioni di denuncia da parte dei popoli dei crimini imperialisti, in particolare francesi, richiede vere e proprie rivoluzioni di liberazione, cioè rivoluzioni nazionali, democratiche popolari e antimperialiste, sotto la guida dei partiti veramente proletari.
Questo è alla portata dei popoli, a condizione che i partiti d'avanguardia assumano correttamente la loro missione storica.

 *L'Ufficio politico del Partito Comunista del Benin

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