In una risoluzione sulla Politica estera comune, approvata a grande maggioranza dal Parlamento europeo, si condanna l'operato Usa e l'utilizzo di mezzi economici coercitivi (i dazi ) per il controllo della Groenlandia. Ma nella risoluzione si ribadiscono tutti i valori, si fa per dire, della Nato a cui la Ue si sta aggrappando nella consapevolezza che la tenuta della Alleanza Atlantica di natura militare salverà il vecchio continente dalle fauci statunitensi.
La risoluzione riproduce una miriade di luoghi comuni ad esempio la velata autocritica per non avere adottato il Piano Draghi che invocava prodotti industrial militari non competitivi tra loro e una unica cabina di regia nel Riarmo fino alla necessità di politiche commerciali che non mettano la Ue in una posizione di perenne debolezza. E qui casca l'asino perchè la linea Ue rispetto ai dazi è stata arrendevole e non unitaria visto che le politiche Trumpiane sono il cavallo di Troia per il Vecchio continente avvalendosi del sostegno dei paesi comunitari con governi esplicitamente schierati a destra.
La Ue nasconde i veri problemi, fa finta di ignorare le reali cause del conflitto in Ucraina, asseconda i disegni strategici Usa senza chiedersi se questi disegni non siano lesivi per gli interessi europei, il cosiddetto arco di instabilità creatosi attorno alla Europa, non nasce per mera casualità e ci sembra alquanto riduttivo riassumere ogni difficoltà dietro al concetto che il vecchio continente sia un gigante economico con visibilità e influenza politica del tutto inferiori al ruolo che meriterebbe. da una parte, i dati economici sono meno ottimistici delle previsioni, dall'altra la subalternità Ue agli Usa è la vera causa del problema, infine gli scenari internazionali stanno cambiando rapidamente
E invece di prendere atto delle scelte errate operate negli ultimi anni, del fallimento della cosiddetta Europa dei popoli si preferisce il Riarmo, si considera reale e imminente la minaccia di una aggressione Russa al vecchio continente. Eppure chiunque sa che acquistando petrolio e gas dagli Usa le spese sono cresciute a dismisura con ripercussioni solo negative sui consumi interni e sulle imprese comunitarie ma nonostante la evidenza dei fatti il Parlamento europeo continua a ragionare con le stesse categorie di Trump con la differenza che non la la forza militare Usa e una moneta, il dollaro, con cui avvengono buona parte degli scambi mondiali. E infatti si pensa che solo l’allargamento dell’UE rappresenti un investimento geostrategico nella sicurezza e nella stabilità regionali.
Se la Guerra in Ucraina ha indebolito la economia europea la Ue la sola risposta dal Parlamento europeo è la condanna delle ripetute aggressioni russe , una nuova architettura di sicurezza europea e la collaborazione con la Nato. Le altre considerazioni sono secondarie e di contorno come l'affermazione che il futuro della Groenlandia sia deciso dalla Danimarca o giudicare indispensabile il "ruolo vitale" della Nato. E per queste ragioni si torna al Piano Draghi, all' aumento delle spese militari rispetto alla elevata crescita già avvenuta, si invoca un migliore coordinamento della spesa per la difesa negli Stati membri
:
L' Europa ha bisogno, per gli attuali vertici della Ue, di una capacità di difesa forte, autonoma e operativa superando gli interessi nazionali di breve periodo e non solo completare un mercato unico della difesa, ma anche dare un reale significato alla clausola di assistenza reciproca dell’UE. Questa è la risposta alle mire e alle minacce Usa, questa è la tanto decantata politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC). la cui efficacia è tutta da dimostrare