Il Senegal in fermento: la vicenda di una delle poche democrazie africane

Il Senegal in fermento: la vicenda di una delle poche democrazie africane

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

 

di Paolo Arigotti

Il Senegal è in grande fermento in questi giorni per via di un’ondata di proteste, concentrate per lo più nella capitale Dakar. La rabbia popolare è stata scatenata dall’arresto, annunziato lo scorso primo giugno, di Ousmane Sonko, uno dei leader dell’opposizione, a causa di una condanna a due anni di reclusione per “corruzione di minori”[1] [2].

Fondatore del partito di sinistra “Africani del Senegal per il lavoro, l’etica e la fraternità” (PASTEF), Sonko aveva ottenuto un significativo terzo posto alle politiche del 2019, promettendo maggiore indipendenza rispetto alle pretese dell’ex potenza coloniale francese, lotta alla corruzione e alla disoccupazione, una piaga che spinge molti giovani a emigrare.

Non è un caso, se sono stati proprio loro, i giovani, a rappresentare un importantissimo sostegno per Sonko, tra i maggiori protagonisti delle proteste in corso. Gli under 30 costituiscono in Senegal circa il 60 per cento dei poco meno di 16 milioni di abitanti[3], e Sonko vanta con loro un rapporto privilegiato, tanto da avere sui social più followers dello stesso capo dello Stato.

Nei giorni scorsi perfino il nostro paese è stato toccato dalle proteste, con un assalto contro l’edificio che ospita il consolato senegalese di Milano[4]. A Dakar a governare è il presidente Macky Sall, leader del partito “Alleanza per la Repubblica” (APR), accusato a più riprese da Sonko di incapacità politica, tendenze autoritarie e corruzione, contro la quale lo stesso Sall si era scagliato durante la sua prima campagna elettorale.

Si può comprendere, a questo punto, per quale motivo i sostenitori di Sonko abbiano gridato al complotto e alla censura, leggendo la condanna (inflitta senza sospensione condizionale della pena) come una decisione politica per tarpare le ali al loro leader di riferimento, in vista delle presidenziali del 2024[5]. Le proteste, purtroppo, hanno fatto registrare le prime vittime: si sono contati 16 morti e oltre 350 feriti, diversi dei quali in forma grave, a causa degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Gli attacchi dei dimostranti hanno preso di mira edifici della polizia, banche ed esercizi commerciali, trasporti pubblici. Sonko non è nuovo a certe accuse. Già nel 2021 era finito nei guai e subì un arresto con l’accusa di molestie e violenze contro la dipendente di un centro benessere dove si recava per curare problemi alla schiena.

Le accuse caddero nel vuoto, il che non ha fatto che rafforzare i sospetti di una matrice politica delle nuove imputazioni, che, come dicevamo, avrebbero il solo scopo di impedire a Sonko di poter prendere parte alle elezioni dell’anno prossimo.

La reazione delle autorità non si è limitata alla repressione dei moti popolari: sono state fortemente limitate piattaforme digitali e social, accusati di diffondere messaggi sovversivi e d’incitamento all’odio. Il tutto è partito da una marcia di solidarietà a favore di Sonko, chiamata “carovana della libertà”, che aveva come meta finale la sua casa di Ziguinchor, città della quale egli è sindaco e dove attualmente si troverebbe agli arresti domiciliari. La dimostrazione, bloccata dalle autorità col pretesto che non fosse stata autorizzata, con tanto di gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti, ha infiammato la reazione popolare. Le opposizioni, riunite nella Yewwi Askan Wi, hanno chiesto la fine di ogni forma di manipolazione politica della giustizia e le dimissioni del “traditore” Sall[6].

Commentando le misure restrittive, Amnesty International ha parlato di provvedimenti illegali, condannando la reazione, ritenuta eccessiva, delle forze dell’ordine e la censura sul web[7]. Le proteste, oltre che sostenere le ragioni di Sonko, hanno finito per prendere di mira l’attuale leadership politica. A prescindere all’involuzione autoritaria di Sall, il capo dello stato viene accusato di volersi candidare illegittimamente per un terzo mandato – è stato eletto nel 2012 e confermato nel 2019 – in spregio alla Costituzione, che stabilisce dal 2016 il tetto dei due mandati consecutivi, oltre a ridurne la durata a cinque anni, rispetto ai sette originariamente previsti.

La tesi di Sall è che la limitazione non si applichi nei suoi confronti, in quanto eletto nel 2012, prima dell’entrata in vigore della riforma. E poi ci sono le accuse di corruzione che aleggiano attorno al presidente e a membri del suo entourage, come quella di aver favorito gli interessi delle multinazionali circa le risorse petrolifere e minerarie del paese, accuse che hanno coinvolto, tra gli altri, Aliou Sall, fratello del capo dello stato[8]. A questo punto, ferma restando la condanna di qualunque forma di violenza, sarebbe lecito pensare che i dimostranti abbiano le loro ragioni nel scagliarsi contro i loro governanti, e di sospettare che si stia ordendo un piano per togliere di mezzo, per via giudiziaria, un avversario scomodo e potenzialmente “pericoloso”.

Sonko, in effetti, è uno che non le ha mai mandate a dire: nel 2014, rimettendoci il posto di funzionario dell’erario, aveva denunciato una serie di episodi di corruzione, pubblicando nel 2017 un libro, intitolato “Pétrole et gaz au Sénégal”, nel quale parlava senza mezze misure della gestione improvvida e corrotta che caratterizzerebbe questo importantissimo settore dell’economia senegalese[9].

A parte la destabilizzazione interna, la crisi del Senegal potrebbe rappresentare un ulteriore segnale della perdita d’influenza francese in Africa, della quale si è parlato in diversi episodi del podcast “Storie di geopolitica”[10], finendo per favorire la già forte espansione nel continente nero di Russia e Cina[11]. Il Senegal resta, per ora, uno dei paesi africani che adotta il franco CFA[12], occupando il 26esimo posto nella classifica dei paesi più “ricchi” del continente nero[13]; nel 2018 fu la prima nazione dell’Africa occidentale ad aderire alla Belt and road iniziative cinese (la cd. Nuova via della seta). Ricordiamo che sul fronte del conflitto ucraino Dakar, pur avendo votato a favore della risoluzione dell’Assemblea generale ONU contro la Russia, si è spesa per una proposta negoziale, assieme ad altri stati africani (come Egitto e Uganda) [14].

Il nostro paese ha importanti interessi nel paese africano, dal quale provengono più di 110mila degli immigrati presenti nel nostro paese (circa il 2,2 per cento del totale)[15]. Esiste una significativa cooperazione in diversi settori, come  l’agricoltura, le infrastrutture, energia e gas, grazie anche a nuovi giacimenti off shore scoperti ai confini con la Mauritania.

Come sottolineava nel 2022 il nostro ambasciatore a Dakar, Giovanni Umberto De Vito, le importanti relazioni economiche e le grandi opportunità offerte dalla cooperazione e dagli investimenti pubblici per la modernizzazione e lo sviluppo, che hanno fatto del Senegal una sorta di “isola felice”[16] nel contesto di un continente martoriato da crisi politiche e umanitarie di ogni genere, sono legate a doppio filo con l’assetto da sempre democratico e rispettoso dello stato di diritto, una rarità per l’ Africa.

Probabilmente una ragione in più, senza per questo evocare solo questioni economiche, per favorire la preservazione di questo status[17] [18]. Nei giorni scorsi è partito un appello di diverse organizzazioni[19], speriamo non inascoltato, per un dialogo tra Sall e Sonko, che conduca – pacificamente e senza strascichi – alla risoluzione di una crisi che, ove non gestita, potrebbe trasformarsi in un nuovo e drammatico capitolo della storia contemporanea del continente nero.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FONTI

www.treccani.it/enciclopedia/senegal_%28Atlante-Geopolitico%29/

www.lindipendente.online/2023/06/05/il-senegal-e-in-fiamme-rivolte-in-tutte-le-citta/

www.internazionale.it/opinione/pierre-haski/2023/06/05/senegal-condanna-proteste

www.vaticannews.va/it/mondo/news/2023-06/senegal-violenze-rischiano-di-minacciare-stabilita-paese.html

www.aljazeera.com/gallery/2023/6/4/death-toll-mounts-as-unrest-flares-in-senegal

www.avvenire.it/mondo/pagine/caos-in-senegal

www.ilfattoquotidiano.it/2023/06/02/senegal-gravi-scontri-dopo-la-condanna-del-leader-dellopposizione-almeno-9-morti-timori-di-ondate-migratorie/7181670/

www.milanotoday.it/cronaca/protesta-consolato-senegal.html

www.africarivista.it/senegal-presidenziali-2024-tante-le-dichiarazioni-di-candidatura/212045/

www.agi.it/estero/news/2021-02-19/under-30-due-terzi-residenti-senegal-11474396/

ilmanifesto.it/il-senegal-si-infiamma-per-sonko-scontri-ovunque

www.amnesty.org/en/latest/news/2023/06/senegal-les-autorites-doivent-immediatement-arreter-les-violences-policieres-et-retablir-les-reseaux-sociaux/

www.africa-express.info/2019/06/13/corruzione-in-senegal-fratello-del-presidente-coinvolto-in-scandalo-da-45mln-di-dollari/

it.dayfr.com/internazionale/310796.html

www.limesonline.com/finisce-lera-di-wade-sall-e-il-nuovo-presidente-del-senegal/33500

www.economia-italia.com/paesi-piu-ricchi-in-africa

 

www.tuttitalia.it/statistiche/cittadini-stranieri/senegal/

www.esteri.it/wp-content/uploads/2022/02/20220221-Newsletter-DEI-02_2022.pdf

www.africarivista.it/senegal-la-societa-civile-chiede-il-dialogo-tra-sall-e-sonko/217824/

[1] www.lindipendente.online/2023/06/05/il-senegal-e-in-fiamme-rivolte-in-tutte-le-citta/

[2] www.internazionale.it/opinione/pierre-haski/2023/06/05/senegal-condanna-proteste

[3] www.agi.it/estero/news/2021-02-19/under-30-due-terzi-residenti-senegal-11474396/

[4] www.milanotoday.it/cronaca/protesta-consolato-senegal.html

[5] www.africarivista.it/senegal-presidenziali-2024-tante-le-dichiarazioni-di-candidatura/212045/

[6] ilmanifesto.it/il-senegal-si-infiamma-per-sonko-scontri-ovunque

[7] www.amnesty.org/en/latest/news/2023/06/senegal-les-autorites-doivent-immediatement-arreter-les-violences-policieres-et-retablir-les-reseaux-sociaux/

[8] www.africa-express.info/2019/06/13/corruzione-in-senegal-fratello-del-presidente-coinvolto-in-scandalo-da-45mln-di-dollari/

[9] it.dayfr.com/internazionale/310796.html

[10] open.spotify.com/show/3UiVY0fowLQKMxv0OBZ52r

[11] Canale YouTube Nova lectio: www.youtube.com/watch?v=FSOQOafaRPo

[12] Canale YouTube Nova Lectio: www.youtube.com/watch?v=XmjV_bZRggE

[13] www.economia-italia.com/paesi-piu-ricchi-in-africa

[14] www.remocontro.it/2023/05/18/europa-tra-f16-allucraina-e-laltra-russia-del-futuro/

[15] www.tuttitalia.it/statistiche/cittadini-stranieri/senegal/

[16] www.limesonline.com/finisce-lera-di-wade-sall-e-il-nuovo-presidente-del-senegal/33500

[17] www.esteri.it/wp-content/uploads/2022/02/20220221-Newsletter-DEI-02_2022.pdf

[18] www.vaticannews.va/it/mondo/news/2023-06/senegal-violenze-rischiano-di-minacciare-stabilita-paese.html

[19] www.africarivista.it/senegal-la-societa-civile-chiede-il-dialogo-tra-sall-e-sonko/217824/

Francesco Erspamer - Vittoria di Meloni? Successo di Schlein? di Francesco Erspamer  Francesco Erspamer - Vittoria di Meloni? Successo di Schlein?

Francesco Erspamer - Vittoria di Meloni? Successo di Schlein?

Sostegno a Maduro al campeggio antimperialista a Frassanito di Geraldina Colotti Sostegno a Maduro al campeggio antimperialista a Frassanito

Sostegno a Maduro al campeggio antimperialista a Frassanito

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi di Giovanna Nigi "11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

L'Unione Europea nella percezione degli italiani di Leonardo Sinigaglia L'Unione Europea nella percezione degli italiani

L'Unione Europea nella percezione degli italiani

Le sanzioni alla Borsa di Mosca e il futuro dei Brics di Marinella Mondaini Le sanzioni alla Borsa di Mosca e il futuro dei Brics

Le sanzioni alla Borsa di Mosca e il futuro dei Brics

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri di Savino Balzano L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

Ucraina. Il vero motivo di rottura tra Italia e Francia di Alberto Fazolo Ucraina. Il vero motivo di rottura tra Italia e Francia

Ucraina. Il vero motivo di rottura tra Italia e Francia

Un establishment a corto di credibilità di Giuseppe Giannini Un establishment a corto di credibilità

Un establishment a corto di credibilità

Sahra Wagenknecht, Carola Rakete e i "grandi strateghi" di Michelangelo Severgnini Sahra Wagenknecht, Carola Rakete e i "grandi strateghi"

Sahra Wagenknecht, Carola Rakete e i "grandi strateghi"

A cosa serve la proposta di Putin di oggi di Giuseppe Masala A cosa serve la proposta di Putin di oggi

A cosa serve la proposta di Putin di oggi

La foglia di Fico di  Leo Essen La foglia di Fico

La foglia di Fico

Lenin fuori dalla retorica di Paolo Pioppi Lenin fuori dalla retorica

Lenin fuori dalla retorica

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti