Il monopolio occidentale sulle parole

1939
Il monopolio occidentale sulle parole


di Antonio Di Siena


Finché l'Occidente deterrà incontrastato il monopolio su parole come libertà e democrazia - benché i suoi sistemi siano tutto tranne che tali - ci ritroveremo sempre difronte a una sproporzione impossibile da colmare. Dalla prima guerra mondiale in poi, la propaganda bellica occidentale (dell'imperialismo britannico prima, di quello statunitense poi) ha usato la contrapposizione "democrazia contro dittatura" come una scure per legittimare ogni tipo di guerra santa contro chiunque non si piegasse all'egemonia della potenza dominante.

Ciò che sposta gli equilibri di un conflitto su larga scala, infatti, non sono solamente la tecnologia militare, le forze in campo e le dottrine militari, ma soprattutto l'efficacia e la pervasività di parole in grado di catturare l'opinione pubblica. Perché capaci di mobilitare le masse al punto da convincerle della necessità di andare a morire per un "ideale" che travalica la loro stessa vita. Un meccanismo tanto semplice quanto micidiale, ed efficacissimo anche oggi, allorquando si legittima il genocidio palestinese a Gaza - perché c'è da sostenere "l'unica democrazia del Medioriente" contro i terroristi islamici - oppure quando si soffia sul fuoco della terza guerra mondiale perché bisogna difendere "la democrazia" ucraina contro il "despota" russo.

Da questa prospettiva, nessun mondo nuovo e realmente fondato su pace e cooperazione potrà mai sorgere senza aver prima trovato parole uguali e contrarie. Parole capaci di disinnescare quelle di cui sopra, evocando le medesime e fortissime suggestioni. Alcuni termini (ad es. socialismo) hanno miseramente fallito (purtroppo), altri risultano semplicemente incomprensibili perché lontani anni luce dalle pulsioni quotidiane (indotte) del cittadino comune. Lo sforzo di elaborazione politica teso alla costruzione di un sistema più equo, quindi, deve necessariamente cominciare dalla ricerca di un nuovo ed evocativo vocabolario. Ogni altro tentativo è inevitabilmente destinato ad essere sconfitto.

Antonio Di Siena

Antonio Di Siena

Direttore editoriale della LAD edizioni. Avvocato, blogger e autore di "Memorandum. Una moderna tragedia greca" 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Guerra del Golfo: infuria la battaglia finanziaria di Giuseppe Masala Guerra del Golfo: infuria la battaglia finanziaria

Guerra del Golfo: infuria la battaglia finanziaria

Netanyahu e i video virali sul web di Francesco Santoianni Netanyahu e i video virali sul web

Netanyahu e i video virali sul web

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Referendum, guerre e bambini nel bosco di Alessandro Mariani Referendum, guerre e bambini nel bosco

Referendum, guerre e bambini nel bosco

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti