Il direttore uscente CIA sulle armi nucleari iraniane

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Il direttore uscente CIA sulle armi nucleari iraniane

 

In un'intervista rilasciata alla radio nazionale, National Public Radio (NPR), l’ormai uscente direttore della CIA, William Burns ha ribadito che l'Iran non ha un programma di sviluppo di armi nucleari. La domanda è stata fatta in merito agli sviluppi negativi per l’asse della Resistenza nella regione nell’ultimo anno.

Burns ha così risposto: “il regime iraniano potrebbe decidere, di fronte a questa debolezza, di dover ripristinare la sua deterrenza, così come la vede, ma dovrebbe annullare la decisione presa alla fine del 2003 (una fatwa orale emessa dalla Guida Suprema Ali Khamenei) di sospendere il suo programma di armamento".

Però, l’attuale direttore della CIA ha precisato: "Oggi non vediamo alcun segno che una decisione del genere sia stata presa, ma ovviamente la seguiamo attentamente".

Burns ha sottolineato un altro aspetto. Secondo lui, quella che è considerata, al momento, una posizione di debolezza dell'Iran potrebbe invece portare a negoziati per un accordo sul nucleare simile a quello firmato dall'Iran e dagli Stati Uniti sotto il presidente Obama nel 2014. Il presidente Trump, poco dopo il suo insediamento, si è poi ritirato dall'accordo, anche in seguito all'intensa attività di lobbying del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

"Sai che quel senso di debolezza potrebbe anche teoricamente creare una possibilità per negoziati seri. E, sai, è qualcosa che la nuova amministrazione dovrà risolvere. Voglio dire, è qualcosa in cui ho molta esperienza con i colloqui segreti di un decennio fa, poco più di un decennio fa con gli iraniani. Quindi, sai, questa è anche una possibilità", ha spiegato Burns.

Per Burns, inoltre, non è da escludere un negoziato per un possibile cessate il fuoco e uno scambio di prigionieri tra Israele e Hamas a Gaza

"Penso che le distanze tra le parti si siano ridotte. C'è una delegazione israeliana a Doha in questo momento che sta lavorando a colloqui di prossimità gestiti dai qatarioti, con il supporto degli egiziani e con il nostro supporto. Quindi, penso che ci sia una possibilità."

Burns ha ricordato che è giunto il momento di raggiungere un accordo per porre fine alla guerra, perché i prigionieri israeliani tenuti prigionieri da Hamas stanno soffrendo, così come i palestinesi a Gaza.

Allo stesso tempo, nessuna menzione da parte del direttore uscente della CIA sia delle migliaia di palestinesi ancora tenuti prigionieri nelle prigioni israeliane, tantomeno degli oltre 46.000 uccisi dai bombardamenti israeliani nel corso dei 15 mesi di guerra.

 

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