Il 25 aprile non è più nostro

5274
Il 25 aprile non è più nostro

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

 

La memoria storica è una cosa importante. È un valore. Significa tramandare. Significa far sapere a chi non c'era, quale lezione si è perso.

E significa pure far sapere a chi non c'era che, se mancasse di cogliere la lezione tramandata, si troverebbe a fare gli stessi errori e a pagare le stesse conseguenze.

La memoria storica perde però di efficacia quanto più scompaiono i testimoni diretti degli eventi, i nostri nonni insomma.

I corsi e ricorsi della Storia si producono così.

E perde ancor più di efficacia, quando a tramandare quei valori ci sono persone che ormai da quei valori traggono soltanto una cosa: la legittimazione posticcia del proprio potere.

Inutile ormai lanciare una sfida ai vari PD, AVS e sinistrati vari per "recuperare" il senso autentico del 25 aprile.

Chi lo recupera? Tu? Io? Tu c'eri il 25 aprile del 1945? Io no.

Non temo il Fascismo. Non temo la sopraffazione. Non temo la dittatura. Non temo la censura. Non temo la lotta di classe (da quella lotta ho più da guadagnarci che da perderci). Non temo la violenza. Non temo la guerra. Non temo l'ingiustizia.

 

Il 25 aprile si è perso, perché non è stato mai trasformato in una vera e propria liberazione.

È rimasto in sospeso, come un monito agli invasori di quel che avremmo potuto fare e ancora non abbiamo fatto.

Abbiamo urgente bisogno di un nuovo momento fondativo, che unisca i cuori nel presente e ci proietti nel futuro. E come fai?

Sandro Pertini disse un giorno: “Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza”.

Quella speranza che è scomparsa oggi, come l’aria di Piero Calamandrei, che a sua volta un giorno disse: “La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”.

Sono passati 80 anni, i nostri nonni sono venuti a mancare, non è restato nessuno a raccontarci dalla sua voce cosa significhi.

Siamo nella notte più buia della Repubblica.

Ma penso sarebbe più salutare se ci mettessimo con l’idea di riconsegnare questa data alla storia, a chi il 25 aprile l’ha fatto veramente, piuttosto che assistere allo scempio di cui ne faranno oggi Mattarella e compagni.

Lasciamo il 25 aprile a chi l’ha fatto e che oggi non c’è più. Noi non ne siamo più degni.

La nostra Liberazione deve ancora venire.

Michelangelo Severgnini

Michelangelo Severgnini

Regista indipendente, esperto di Medioriente e Nord Africa, musicista. Ha vissuto per un decennio a Istanbul. Il suo film “L'Urlo" è stato oggetto di una censura senza precedenti in Italia.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico di Fabrizio Verde Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico

Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico

Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico   Una finestra aperta Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico

Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La guerra mondiale non è più "a pezzi" di Paolo Desogus La guerra mondiale non è più "a pezzi"

La guerra mondiale non è più "a pezzi"

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Tutti pazzi per Roggero di Alessandro Mariani Tutti pazzi per Roggero

Tutti pazzi per Roggero

Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista? di Giuseppe Giannini Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?

Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?

Quello che non vi hanno detto sul matrimonio di Donnarumma di Antonio Di Siena Quello che non vi hanno detto sul matrimonio di Donnarumma

Quello che non vi hanno detto sul matrimonio di Donnarumma

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti