Gli errori delle forze antifasciste ucraine a 10 anni da Euromaidan - Alexei Albu, deputato consiglio regionale di Odessa

Gli errori delle forze antifasciste ucraine a 10 anni da Euromaidan - Alexei Albu, deputato consiglio regionale di Odessa

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di Leonardo Sinigaglia per l'AntiDiplomatico

 

A dieci anni dagli eventi dell’Euromaidan la situazione è più che mai critica per la società ucraina. Corruzione endemica, una popolazione in costante decrescita, bande di estrema destra fattivamente al di sopra della legge e, soprattutto, gli effetti del conflitto che la NATO ha voluto scatenare contro la Federazione Russa, costato già centinaia di migliaia di vite. Questo scenario tragico deve spingerci non solo a contestare la folle politica bellicista dell’Occidente, che parrebbe intenzionato a continuare a tutti i costi la sua guerra per procura, ma anche a riflettere su come sia stata possibile questa vera e propria discesa all’inferno. L’Ucraina come parte del mondo russo e dell’Unione Sovietica toccò l’apice del suo sviluppo industriale, umano, culturale e demografico. Bastarono pochi decenni per trasformarla in quello che è oggi, anni di trame e macchinazioni culminati con il golpe di Euromaidan. Vi fu chi tentò di opporsi, come Alexei Albu, deputato del consiglio regionale di Odessa e membro dell’organizzazione comunista “Borotba”.



L'INTERVISTA

Con il golpe di Euromaidan nel 2014 venne alterato significativamente il percorso storico della società e dello Stato ucraini. Sappiamo che i preparativi per questo sconvolgimento iniziarono fin dal momento della caduta dell’URSS, innestandosi su precedenti piani di destabilizzazione. Cosa puoi dire di questo processo come nativo di Odessa e militante comunista?

Ciao cari amici! Sono nato a Odessa nel 1985 e quando crollò l'Unione Sovietica avevo solo 6 anni. Ricordo bene tutti i processi seguiti alla sua distruzione. Il paese entrò in un periodo di privatizzazione di tutto ciò che era pubblico, durante il quale alcune persone presero possesso di ingenti proprietà. È così che iniziò la ridistribuzione della proprietà tra le varie bande criminali. Questo periodo è banalmente chiamato “anni Novanta”, ma da noi tutti associano questa espressione alla criminalità, all'arricchimento estremo di piccoli gruppi di persone e all'impoverimento di massa della popolazione. Questo processo è stato molto diffuso, non solo in Ucraina e Russia, ma anche in Moldavia, Armenia, Kazakhstan e altre ex Repubbliche sovietiche. Per mantenere il potere e impedire alla classe lavoratrice di unirsi, la nuova borghesia iniziò a instillare idee nazionaliste. Anche questo processo era diffuso. Se prima le idee del nazionalismo erano marginali, in quel periodo ricevettero un serio sostegno da parte del governo. È importante capire che, al momento del crollo dell’URSS, la stragrande maggioranza dei residenti in Ucraina era di lingua russa. Sfortunatamente non dispongo di dati statistici esatti, ma anche quelle persone che si identificavano come ucraine parlavano russo. In altri paesi molti non lo capiscono, ma russi e ucraini sono un solo popolo e le lingue russa e ucraina presentano pochissime differenze. Fondamentalmente, la maggior parte delle differenze nella lingua ucraina sono prese in prestito dal polacco, dal tedesco-austriaco e dall'ungherese. Pertanto, l’obiettivo numero uno del nuovo governo era quello di diffondere l’idea che russi e ucraini sarebbero popoli diversi.
Quando ero a scuola, avevano paura di raccontarci dell'"eroismo" di Stepan Bandera, perché questi fu un vero e proprio collaborazionista durante la Grande Guerra Patriottica e a quel tempo erano vivi molti veterani che potevano dire la verità su questa piccolissima personalità locale. Ma ricordo molto bene come iniziammo a insegnare la storia dell'Ucraina del periodo che va dal XV al XVI secolo, quando si formò lo Zaporozhye Sich[1], un insediamento militare sulle isole del fiume Dnepr. I cosacchi fuggirono lì dai proprietari terrieri polacchi e russi. Ma la domanda più importante è: chi erano queste persone in fuga? Inglesi? Tedeschi? Turchi? NO. Erano russi che professavano la fede ortodossa. Quando questa popolazione divennero numerosa, sia la Confederazione polacco-lituana, sia l'Impero ottomano, sia lo zarismo russo vollero utilizzarli per scopi politici. Ma, ripeto, erano tutti russi, che si chiamavano cosacchi. Quindi, risalendo agli anni Novanta, nel programma scolastico l'emergere dello Zaporozhye Sich era considerata la nascita della nazione ucraina. Siamo stati costretti a studiare in profondità la storia di questo processo. Hanno cercato di spiegarci che Ucraina e Russia sono due paesi diversi. A proposito, sapete cosa significa la parola “Ucraina”? significa la stessa parola di "periferia"[2]. Periferia. Ma la comprensione di questo fatto pone la domanda: periferia di cosa? Naturalmente, la periferia delle terre russe. Odessa, Nikolaev, Kherson, Dnepropetrovsk (precedentemente chiamata "Ekaterinoslav", che consiste di due parole "Ekaterina" e "glorificare", o "Gloria a Caterina", in onore dell'imperatrice Caterina II), così come Lugansk, Donetsk , Voznesensk, Ochakov , Elizavetgrad ("Elisabetta" + "città", ora chiamata Kropyvnytskyi) e altre città nel sud e nell'est dell'Ucraina furono fondate da imperatori russi dopo che queste terre furono sottratte all'Impero Ottomano, e per questo il nome Novorossiya, Nuova Russia. Pertanto, la maggior parte delle persone che vivono in queste città, inclusa la mia nativa Odessa, sono russi. Mi scuso per questa lunga escursione nella storia, ma è necessario conoscere questi fatti per capire cosa sta succedendo. Volevo dire che hai perfettamente ragione quando dici che il processo di disputa tra ucraini e russi è stato preparato da molto tempo.

 

D- I fautori del golpe e delle violenze collaterali a esso furono presentati al pubblico europeo come “giovani in cerca della democrazia”. Ma chi erano veramente? Chi sostenne la conquista dello Stato ucraino?

R- Vale la pena ricordare che il primo “Maidan” ebbe luogo nel 2004, dopo le elezioni presidenziali. Fu allora che divenne molto netta la spaccatura tra l’Ucraina occidentale, che parlava più ucraino e cercava l’integrazione con l’Unione europea, e l’Ucraina sudorientale, che parlava russo e cercava l’integrazione con la Russia già all’interno dell’URSS, ora con lo Stato dell’Unione, l’Unione eurasiatica o qualsiasi altra possibile associazione. Dopo la vittoria di Yushchenko, i neofascisti ucraini ricevettero un forte sostegno da parte dell'amministrazione presidenziale. Il programma scolastico iniziò a cambiare: le informazioni sulla Grande Guerra Patriottica e sulla lotta dei partigiani rossi furono rimosse dalla storia, lasciando solo piccoli brandelli di informazioni. Noi, come membri dell'organizzazione Komsomol, abbiamo protestato contro la revisione della storia, ma il potere era nelle mani sbagliate. Nel programma scolastico apparve una sezione apertamente falsa in cui si afferma che i comunisti russi avrebbero organizzato una carestia artificiale in Ucraina[3]. Vennero messe in risalto molte informazioni su uno dei leader cosacchi, l'etmano Ivan Mazepa, che tradì l'imperatore russo Pietro il Grande: fu descritto come un eroe della storia ucraina. La propaganda sembrava rimandare al complice di Hitler, il terrorista Stepan Bandera. Prima di quest’epoca egli era pressoché ignorato dalle masse, essendo una personalità irrilevante. Le trasmissioni televisive in russo cominciarono a scomparire, anche se, ripeto, in Ucraina tutti capiscono la lingua russa, anche quelli che considerano l'ucraino la loro lingua madre. In poche parole il governo ucraino ha perseguito una politica finalizzata al conflitto. La società ucraina è stata deliberatamente educata a odiare i russi. Pertanto, nel 2014, l’Ucraina è arrivata ad uno stato in cui era maturata una nuova generazione, cresciuta secondo le idee del nazionalismo ucraino. Sullo sfondo dei numerosi problemi sociali portati dal capitalismo, queste persone sono diventate un bel giocattolo nelle mani degli strateghi politici occidentali. Queste persone iniziarono a seguire i nuovi leader che aderivano a posizioni di estrema destra. Di conseguenza, abbiamo ottenuto un secondo Maidan, in cui le forze principali erano di estrema destra e la folla era liberale, nel peggior senso della parola. I gruppi di sinistra che vennero al Maidan con l’idea di agitare la classe operaia furono brutalmente repressi. Queste proteste, chiamate “Euromaidan”, si sono concluse con un colpo di Stato, un cambiamento completo nella politica estera e interna, la fascistizzazione della società e una guerra civile durata dal 2014 al 2022. Ora la guerra ha raggiunto un nuovo livello.

 

Quali pensi siano stati i principali errori commessi dalle forze comuniste e antifasciste in quegli anni, dall’inizio del XXI Secolo all’Euromaidan?

I principali errori dei comunisti e degli antifascisti furono la debole organizzazione, il personalismo, la mancanza di comprensione del pericolo e l'errata convinzione che il conflitto potesse essere risolto attraverso i negoziati. Tutto ciò è comprensibile, perché un’organizzazione forte richiede grandi risorse, di cui i comunisti e gli antifascisti non disponevano. La comprensione del pericolo è arrivata solo dopo gli eventi avvenuti alla Casa dei sindacati di Odessa il 2 maggio 2014, quando ci siamo resi conto che ci avrebbero ucciso deliberatamente per le nostre opinioni politiche. Prima di questo evento, non avevamo davvero capito che tale barbarie fosse possibile. Lo stesso si può dire dei metodi di lotta: mentre noi preparavamo le manifestazioni, i nostri nemici preparavano i gruppi di combattimento. Sì, è stato più facile per loro farlo, perché il servizio di sicurezza ucraino ha consentito tale passaggio. Qualsiasi preparazione del genere da parte dei comunisti avrebbe comportato (e comporterebbe) l'arresto.



Appena la realtà del golpe fu compresa dal popolo, moltissimi presero parte al movimento “Anti-Maidan”. Che cosa puoi dire delle origini e della natura politica e sociale di questo? Quale fu il ruolo dei comunisti? E quale furono la tua esperienza personale e quella di “Borotba” a riguardo?

Milioni di persone sono rimaste scioccate, innanzitutto, dal fatto che le "regole del gioco" precedentemente esistenti in Ucraina erano state infrante. Fino al 2014, le contraddizioni nella società venivano risolte attraverso le elezioni: le forze politiche competevano tra loro, creavano varie alleanze, si impegnavano nell’agitazione e nella propaganda e partecipavano alle elezioni. Nel 2014, milioni di persone che hanno votato per il Partito delle Regioni e per il Partito Comunista dell’Ucraina si resero conto di essere state tradite, si resero conto che la loro opinione non significava nulla, che non ci sarebbero più state elezioni. E proprio questo fu stato il fattore scatenante che ha spinto la gente a protestare. Le proteste, denominate “Anti-Maidan”, sono state spontanee e molto diffuse. Molto più numerosi del Maidan di Kiev. Ma queste proteste erano disorganizzate e mancavano di sostegno materiale. Il problema più grande era la mancanza di un unico centro decisionale. Le persone non si conoscevano e non si fidavano: se i gruppi di estrema destra si preparavano dal 2004-2005, gli antifascisti non avevano fatto altrettanto. Ti faccio un esempio: molte persone vennero da me con l'idea di creare un gruppo di combattimento. Rifiutai la proposta perché non li conoscevo. Ma poi, quando il mio compagno più vicino, Vlad Voitsekhovsky, che non è più tra noi, creò l'organizzazione militare "Armata Rossa ucraina" a Odessa, iniziò a interagire con una di queste persone che si era avvicinata a me in precedenza. In seguito si è scoperto che quest'uomo era un traditore che lavorava per la SBU; Vlad Voitsekhovsky e altri compagni sono stati arrestati. Fortunatamente, siamo riusciti a farli uscire di prigione scambiandoli con soldati ucraini catturati nel dicembre 2014.

Parlando del ruolo dei comunisti in questo ampio movimento popolare, vale la pena dire con rammarico che non è stato sempre forte. Non fu un problema del movimento; fu un problema dei comunisti. Questa è stata la nostra colpa. Lenin una volta disse: “Se arriva una situazione rivoluzionaria e noi non siamo pronti, la storia non ce lo perdonerà!”. Ha avuto ragione anche nel XXI secolo: i comunisti non erano pronti a organizzare e consolidare le masse. Ricordando quegli eventi, possiamo dire che solo tre organizzazioni di sinistra hanno preso parte all'Anti-Maidan: il Partito Comunista Ucraino, Borotba e il Partito Socialista Progressista (PSPU) di Natalia Vitrenko.

Il Partito Comunista e il PSPU non presero provvedimenti ufficiali a sostegno dell’Anti-Maidan. Inoltre, la direzione del Partito Comunista adottò risoluzioni interne per combattere le manifestazioni separatiste. Cioè, gli attivisti di queste organizzazioni hanno preso parte alle proteste di propria iniziativa, in modo non organizzato. Per quanto riguarda la nostra organizzazione, l'Associazione Borotba, era molto attiva, ma poco numerosa. Avevamo influenza solo in poche città, soprattutto a Kharkov e Odessa. Io, come deputato del consiglio regionale di Odessa, ho utilizzato il mio mandato supplente per raggiungere gli obiettivi politici dell'Anti-Maidan. Sono stato il promotore del voto per indire un referendum “Sulla creazione della Repubblica Autonoma di Odessa come parte dell’Ucraina”. Allora pensavamo che si sarebbe potuto raggiungere un accordo pacificamente, ottenendo una più ampia autonomia. Ci siamo resi conto di esserci sbagliati solo il 2 maggio 2014, quando sono venuti a ucciderci. Lo stesso movimento Anti-Maidan era essenzialmente di sinistra: chiedeva la rimozione degli oligarchi dal potere, il diritto alle minoranze nazionali di parlare la propria lingua madre, e chiedeva autonomia e l'integrazione con la Russia. Dopotutto, molti partecipanti alla protesta consideravano l’Ucraina uno stato separatista staccatosi dall’URSS nel 1991.

 

Nel Donbass, la proclamazione delle due repubbliche popolari fu una diretta conseguenza dell’Anti-Maidan. Cosa successe nelle regioni rimaste sotto il controllo di Kiev? Cosa accadde alla locale opposizione?

Sfortunatamente, in altre regioni dove c’era un movimento di massa Anti-Maidan, la gente non passò alla lotta armata di massa e organizzata. Tutte le proteste furono pacifiche, ma furono ugualmente represse: a Zaporozhye e Nikolaev in modo molto brutale, ma senza vittime. E a Odessa, in un giorno, il nostro movimento ha perso circa 500 persone: 46 persone sono state uccise, circa 200 persone sono rimaste gravemente ferite negli scontri e nell'incendio della Casa dei sindacati, altre circa 200 persone sono state arrestate. Così i nemici ci inflissero un colpo molto potente, un colpo dal quale il movimento di protesta non è più riuscito a riprendersi. Iniziarono gli arresti di massa, migliaia di persone passarono attraverso le carceri della SBU. Molti crollarono, molti morirono. Coloro che continuarono la resistenza pacifica, sperando nelle istituzioni democratiche, furono ingannati. I partiti politici che proponevano relazioni di buon vicinato con la Russia, o che era effettivamente all'opposizione, erano sotto l'occhio dei servizi segreti occidentali e furono autorizzati a partecipare alla vita politica

 

Questo è il motivo per cui crediamo che oggi l’Ucraina sia sotto occupazione. E noi la libereremo.

[1] Organizzazione proto-statuale dei cosacchi di Zaporozhye, che nel 1654 si pose sotto la protezione russa. 

[2] L’etimologia del termine ‘Ucraina’ deve essere ricercata nella locuzione in slavo antico orientale u okraina, dove u sta ad indicare vicinanza e prossimità, e okraina deriva dalla radice slava kraj, traducibile con territorio di confine, bordo, come riscontrabile in M. Vasmer, Russisches etymologisches Wörterbuch, Heidelberg, Winter, 1976, Vol. 1, p. 654.

[3] Si tratta del cosiddetto “Holodomor”, il preteso “genocidio ucraino” attribuito a Stalin partorito dalla propaganda nazista e anti-comunista.


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