Giornata di sangue a Gerusalemme: Israele ferisce più di 150 palestinesi

Giornata di sangue a Gerusalemme: Israele ferisce più di 150 palestinesi

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Che ci sia una pandemia o un’altra guerra, la situazione per palestinesi non cambia. La repressione di Israele continua, ma i palestinesi resistono.

Immaginate se in Cina l’esercito o la polizia facesse irruzione ina moschea uigura, le aperture dei giornali e delle tv dall’Ucraina sarebbe tutte focalizzate su questo evento per accusare Pechino di non rispettare i diritti umani e di proseguire un genocidio.

Accade a Gerusalemme, e non succede nulla, nessuno si indigna.

Come questa mattina, almeno 152 palestinesi sono rimasti feriti durante nella Spianata della moschea di Al-Aqsa, dopo che le forze israeliane hanno fatto irruzione nel recinto sacro, dopo la preghiera mattutina di questo venerdì.

Secondo i dati forniti dai media locali, i soldati israeliani hanno usato proiettili di gomma, granate assordanti e gas lacrimogeni contro la folla, nell'ultima scena di intensificata violenza contro i palestinesi nelle ultime settimane.

Il regime di occupazione ha aumentato esponenzialmente gli arresti e gli attacchi nella Cisgiordania occupata, provocando la morte di diversi palestinesi.

HAMAS avverte: gli attacchi ad Al-Aqsa "daranno fuoco all'intera regione"

Data questa situazione, la Resistenza palestinese avverte che il regime israeliano si assume tutte le responsabilità per qualsiasi conseguenza delle violenze contro i palestinesi.

In effetti, il movimento di resistenza islamica palestinese (HAMAS) ha condannato le recenti brutali uccisioni di Israele e ha invitato i palestinesi a mobilitarsi contro quel regime.

Ieri, il vicecapo dell'Ufficio politico di Hamas, Saleh al-Aruri, ha avvertito che gli attacchi alla moschea di Al-Aqsa "daranno fuoco all'intera regione" e che il popolo palestinese "è pronto in ogni momento ad affrontare gli occupanti israeliani " nell'ambito di una nuova ondata di operazioni di resistenza".

“Il popolo palestinese è entrato nella scena di una rivolta globale contro il nemico sionista in Cisgiordania, Al-Quds, nei territori occupati nel 1948 e persino al di fuori della Palestina. Gaza ha una posizione strategica in questa fase”, ha sottolineato.

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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