'Freedom Convoy'. Ad Alberta i camionisti bloccano il confine Canada-Usa

'Freedom Convoy'. Ad Alberta i camionisti bloccano il confine Canada-Usa

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

Dal 2 gennaio la nostra pagina Facebook subisce un immotivato blocco deciso da "fact checker" appartenenti a testate giornalistiche a noi concorrenti. Aiutateci ad aggirare la loro censura. Iscrivetevi al Canale Telegram de l'AntiDiplomatico

 

Continua in Canada la massiccia protesta contro le misure restrittive imposte dal governo del liberal Trudeau contro il Covid. I camionisti del ‘Convoy Freedom’ guidano la contestazione e sono determinati ad andare avanti finché il governo Trudeau non continua ad imporre norme e restrizioni ritenute sproporzionate dai manifestanti. 

Dopo le grandi proteste di questo fine settimana i camionisti sono ancora sul piede di guerra: almeno 100 mezzi pesanti stanno bloccando il confine canadese tra Alberta e Montana in protesta contro gli obblighi vaccinali. I funzionari canadesi intanto danno segni di impazzimento per il perdurare delle proteste. 

 

 

La scorsa domenica, il premier dell'Alberta Jason Kenney ha chiesto la fine del blocco, affermando in una dichiarazione: «I canadesi hanno il diritto democratico di realizzare proteste legali. Esorto coloro che sono coinvolti in questa protesta del convoglio di camion a farlo nel modo più sicuro possibile, e a non creare pericoli sulla strada che potrebbero portare a incidenti o condizioni non sicure per gli altri conducenti».

Secondo il Calgary Herald, sono oltre 100 i veicoli che stanno bloccando l'autostrada dell'Alberta meridionale. 

«Semirimorchi, auto e mezzi agricoli hanno riempito la Highway 4 a sud di Lethbridge sabato, a sostegno del convoglio nazionale a Ottawa con l'obiettivo dichiarato di arrivare a l’abrogazione dell’obbligo vaccinale federale che richiede ai camionisti canadesi non vaccinati che rientrano in Canada dagli Stati Uniti di effettuare un test per il Covid-19 e di mettersi in quarantena. Alcuni partecipanti ad entrambe le proteste hanno allargato l’obiettivo, manifestando contro le misure sanitarie e il governo federale nel suo complesso», scrive il Calgary Herald

E sembra che i funzionari canadesi stiano per intervenire.

«Se i partecipanti a questo convoglio oltrepassano il limite e infrangono la legge, mi aspetto che la polizia prenda le misure appropriate», ha affermato il premier Kenney.

Kenney aveva precedentemente avvertito che le restrizioni sui vaccini potrebbero interrompere la catena di approvvigionamento tra gli Stati Uniti e il Canada.

I camionisti intanto hanno realizzato una consultazione interna per stabilire se la protesta debba continuare. La votazione ha stabilito che la protesta deve continuare. 

Il primo ministro canadese Trudeau è stato accusato di ipocrisia perché si è dato letteralmente alla fuga nel fine settimana quando il convoglio di camionisti in protesta ha raggiunto la capitale canadese Ottawa. Molti hanno deriso l'improvvisa scomparsa di Trudeau di fronte a una massiccia folla di manifestanti, molti dei quali portavano cartelli che deridevano il suo commento secondo cui i camionisti e i loro sostenitori facevano sarebbero una «piccola minoranza».

A peggiorare ulteriormente la posizione del ministro ci hanno pensato i media, i quali hanno affermato che Trudeau sarebbe risultato positivo al Covid nonostante abbia già ricevuto ben 3 dosi di vaccino, rinforzando così i sospetti che Trudeau abbia preferito dileguarsi davanti a una protesta montante e che non accenna a placarsi. 

E’ interessante notare, infine, che questi leader liberali sono tutti uguali: si riempiono costantemente la bocca con la parola democrazia, specialmente quando devono attaccare un paese non allineato ai desiderata occidentali come il Venezuela o la Russia, ma poi hanno grosse difficoltà a praticarla. Quando si tratta di rendere concreti i concetti che affermano in astratto, di norma scappano perché sono invisi al popolo. 

Dal 2 gennaio la nostra pagina Facebook subisce un immotivato blocco deciso da "fact checker" appartenenti a testate giornalistiche a noi concorrenti. Aiutateci ad aggirare la loro censura. Iscrivetevi al Canale Telegram de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

Potrebbe anche interessarti

Francesco Erspamer - Vittoria di Meloni? Successo di Schlein? di Francesco Erspamer  Francesco Erspamer - Vittoria di Meloni? Successo di Schlein?

Francesco Erspamer - Vittoria di Meloni? Successo di Schlein?

Sostegno a Maduro al campeggio antimperialista a Frassanito di Geraldina Colotti Sostegno a Maduro al campeggio antimperialista a Frassanito

Sostegno a Maduro al campeggio antimperialista a Frassanito

La corsa (imperterrita) dell'occidente verso l'Apocalisse di Clara Statello La corsa (imperterrita) dell'occidente verso l'Apocalisse

La corsa (imperterrita) dell'occidente verso l'Apocalisse

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi di Giovanna Nigi "11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

L'Unione Europea nella percezione degli italiani di Leonardo Sinigaglia L'Unione Europea nella percezione degli italiani

L'Unione Europea nella percezione degli italiani

Le sanzioni alla Borsa di Mosca e il futuro dei Brics di Marinella Mondaini Le sanzioni alla Borsa di Mosca e il futuro dei Brics

Le sanzioni alla Borsa di Mosca e il futuro dei Brics

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri di Savino Balzano L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

Ucraina. Il vero motivo di rottura tra Italia e Francia di Alberto Fazolo Ucraina. Il vero motivo di rottura tra Italia e Francia

Ucraina. Il vero motivo di rottura tra Italia e Francia

Un establishment a corto di credibilità di Giuseppe Giannini Un establishment a corto di credibilità

Un establishment a corto di credibilità

"L'URLO DAY": IL 25 GIUGNO A ROMA AL TEATRO FLAVIO (COMUNICATO) di Michelangelo Severgnini "L'URLO DAY": IL 25 GIUGNO A ROMA AL TEATRO FLAVIO (COMUNICATO)

"L'URLO DAY": IL 25 GIUGNO A ROMA AL TEATRO FLAVIO (COMUNICATO)

A cosa serve la proposta di Putin di oggi di Giuseppe Masala A cosa serve la proposta di Putin di oggi

A cosa serve la proposta di Putin di oggi

La foglia di Fico di  Leo Essen La foglia di Fico

La foglia di Fico

Lenin fuori dalla retorica di Paolo Pioppi Lenin fuori dalla retorica

Lenin fuori dalla retorica

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti