Epstein e i potenti d’Europa: i documenti che travolgono politica e monarchie
L’Europa è scossa dalle nuove rivelazioni contenute negli archivi di Jeffrey Epstein, desecretati nelle ultime settimane e destinati ad avere un impatto politico e istituzionale profondo. I documenti mostrano una fitta rete di rapporti tra il finanziere condannato per reati sessuali e figure di primo piano della politica, della diplomazia e delle famiglie reali europee, spesso mantenuti anche dopo la sua condanna del 2008.
Tra i nomi più eclatanti figura quello del principe Andrea del Regno Unito, fratello di re Carlo III, legato a Epstein da una lunga amicizia e già travolto negli anni scorsi da accuse di abusi e accordi civili milionari. Le carte rivelano inoltre presunti scambi di informazioni riservate e nuovi elementi ora al vaglio della polizia britannica. Lo scandalo coinvolge anche l’ex ambasciatore Peter Mandelson, costretto alle dimissioni e sotto indagine, con ripercussioni dirette sul governo laburista di Keir Starmer.
Le monarchie del Nord Europa non sono immuni. La principessa Sofia di Svezia e la principessa ereditaria norvegese Mette-Marit hanno ammesso contatti con Epstein, esprimendo pubblicamente rammarico. In Norvegia, le indagini toccano anche l’ex primo ministro Thorbjørn Jagland e l’ex ambasciatrice Mona Juul. In Francia, le rivelazioni hanno portato alle dimissioni dell’ex ministro Jack Lang e all’apertura di un’inchiesta su un ex consigliere ONU.
Nel loro insieme, questi dossier stanno alimentando dimissioni, indagini giudiziarie e una crescente sfiducia dei cittadini verso le istituzioni. Il caso Epstein, a distanza di anni, continua così a far tremare i palazzi del potere europeo.
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