Cuba, Saviano sostiene la Sanchez, ma lei sta col "genocida" Bolsonaro

Cuba, Saviano sostiene la Sanchez, ma lei sta col "genocida" Bolsonaro

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Ci sono vari articoli e collaborazioni pubbliche di Yoani Sánchez che sono così incoerenti, imbarazzanti e in forte contraddizione con le sue denunce sulla repressione poliziesca che ci sarebbe a Cuba che non riesco a capire come Saviano non se ne renda conto. Forse perché, anche di queste, non ne sarà a conoscenza.

Può darsi che lui non sappia che Yoani Sánchez usa le sue migliori qualità intellettuali e divulgative non solo per screditare il Potere politico cubano – fin qui niente da ridire – ma le usa anche per metterle a servizio di personaggi impresentabili legati alle destre neoliberiste e perfino 'fasciste'. 

Purtroppo Yoani Sánchez è fortemente condizionata dalla Sip, dal Grupo Prisa, dalla Usaid, dal Ned..., la lista sarebbe troppo lunga per continuare. 

La Sip è una organizzazione 'interamericana' i cui soci sono editori, proprietari di 1.300 testate con 43 milioni di copie solo su carta. La sua sede è a Miami, negli Usa.
Nel 2012 la Sip ha assunto Sánchez come Vicepresidente regionale per Cuba con il compito di monitorare la libertà di stampa nel suo Paese. 

Il 'Grupo Prisa' è invece una potente multinazionale dell'informazione che controlla la maggioranza dei media iberici e latinoamericani, tra cui le principali 'testate' promotrici delle campagne diffamanti che hanno dato il via alla destituzione illegittima di vari presidenti socialisti in America Latina tramite i cosiddetti 'Golpes blandos'.

Non è un caso che Yoani Sánchez sostenga tutte le candidature delle destre alle elezioni di quel continente, a prescindere dalla rispettabilità e dignità morale di chi si candita a governare il Paese.

Ne è un esempio il convinto sostegno dato a Mauricio Macri, ex presidente argentino, che ha visto crescere le proprie ricchezze durante la dittatura militare. 
Persona famosa per la sua inconsistente capacità politica e, si dice, corrotto fino al midollo; asservito al Fondo Monetario Internazionale e alle grandi Corporazioni americane, privatizzando tutto quello che poteva.

L'attuale Presidente Fernández ha detto che con Macri l'Argentina si è di nuovo genuflessa al FMI portando il debito pubblico, in percentuale al PIL, dal 52% fino al 90%, e in un solo anno è riuscito a indebitare il Paese per circa sessanta miliardi di dollari.

In questi giorni si è aggiunto lo scandalo dell'invio di armi dall'Argentina alla Bolivia durante il 'golpe blando' del 2019 contro il presidente socialista Evo Morales. L'invio di armi è avvenuto sotto la presidenza di Mauricio Macri.

Caro Roberto, ma tu sapevi o no che Yoani Sánchez, oltre a Macri, ha dato il suo sostegno alla campagna elettorale di Jair Bolsonaro?

Uomo che a suo tempo fu a fianco della dittatura militare che governò il Brasile, se nonché intimo amico dei paramilitari che insieme all'esercito torturarono e assassinarono centinaia di oppositori politici e 'indios' dell'Amazzonia. Di molti di loro non sono mai stati ritrovati i corpi. 

Bolsonaro è una persona che pubblicamente si è dichiarato a favore della tortura. A una ragazza disse che non l'avrebbe stuprata solo perché non ne valeva la pena, visto che nemmeno era carina.
Tralascio le sue dichiarazioni sugli omosessuali e sulle persone di colore.

Nel 2013, in una conferenza organizzata in Brasile per screditare il socialismo latinoamericano, Yoani Sánchez non ha avuto nessuna vergogna a invitarlo al suo stesso tavolo per farlo inveire contro Fidel Castro, Inácio Lula da Silva e Dilma Rousseff.
Per chi ne fosse incredulo può vedere il video che lo stesso Bolsonaro ha pubblicato sul suo canale youtube [1].

Nel 2018 la blogger pubblica su “14ymedio” un articolo scritto dal suo mentore Carlos Alberto Montaner, dal titolo «Bolsonaro y Cuba».
L'articolo è una surreale apologia al 'fascista' Jair Bolsonaro.

Nella prima parte si afferma che l'ex militare ha partecipato a manifestazioni fortemente razziste; che ha continuamente rivendicato la sua misoginia; che ha dichiarato “è meglio avere un figlio morto che omosessuale”, e che, ... udite, udite “l'errore della dittatura è stato quello di torturare i suoi avversari politici invece di ammazzarli tutti”.

Tra queste atrocità ne aggiungo un'altra io, ed è quando i familiari delle vittime della dittatura militare rivendicavano i resti dei loro cari per fargli una degna sepoltura.
In risposta alle loro richieste Bolsonaro attaccò alla porta del suo ufficio un cartello con su scritto: “quelli che vanno in cerca di ossa sono i cani”.
 
L'articolo che la Sánchez ha pubblicato sul suo “14ymedio” si chiude dicendo che malgrado queste sue “ambiguità” bisogna comunque stare dalla parte del 'fascista' Bolsonaro, altrimenti c'è il rischio che in Brasile vinca la sinistra.

Finisco dicendo che questo 9 agosto, presso il Tribunale penale internazionale de L’Aia, rappresentanti delle popolazioni indigene brasiliane e associazioni in difesa dei diritti umani hanno denunciato Jair Bolsonaro per 'genocidio e crimini contro l’umanità'.
Hanno presentato un dossier dve si dimostrerebbe che il Presidente brasiliano, insieme al suo governo, abbia agito per “sterminare in tutto o in parte” gruppi indigeni, in modo che il Brasile diventi un Paese “senza popolazioni originarie” [2].

Questo è il Bolsonaro che Sánchez ha sostenuto, e questa è la Sánchez che Saviano sostiene.

Dopo aver appoggiato un razzista, xenofobo, omofobo, difensore della tortura, colluso con i paramilitari e amico di assassini, Yoani Sánchez ha avuto la faccia tosta di pubblicare un tweet dove scrive che il Presidente cubano Miguel Diaz-Canel “è simile a un fascista”.

E sapete perché lo scrive? Perché dopo aver visto il film “Inocencia” sulla Cuba di fine XIX secolo, dove otto studenti universitari furono fucilati dall'autorità coloniale spagnola, Diaz-Canel commenta con un tweet e dice:
«Non dimentichiamo mai che, così come ci sono tanti eroi, a Cuba non manca chi ci è nato per errore, che può essere peggio del nemico che lo attacca.»

Solo aver detto che “a Cuba non manca chi ci è nato per errore” per Yoani Sánchez è qualcosa di “intollerabile, illegale ed è la cosa che più si avvicina al fascismo”, aggiungendo che Diaz-Canel dovrebbe pubblicamente scusarsi per aver pronunciato quella frase.

Non ho bisogno di aggiungere commenti per far capire il livello della sua onestà intelletuale e, di conseguenza, della sua credibilità.

Ma la Sánchez non manca di indignarsi anche quando, con prove alla mano, qualcuno viene messo sotto sorveglianza dalla polizia cubana perché riceve finanziamenti dalla CIA o da altre organizzazioni per sovvertire il sistema politico e istituzionale del proprio Paese.

In uno di questi casi la Sánchez ha pubblicato una registrazione fatta di nascosto da un ragazzo mentre si trovava chiuso in una stanza con due ufficiali della polizia 'politica' (così la chiama la blogger cubana) perché accusato di frequentazioni 'sospette'.

Per Yoani Sánchez il contenuto di quest'audio svela “il volto grottesco e crudele” della polizia ed è prezioso perché rappresenta la “testimonianza e la radiografia di un'intera epoca” tanto che lei dice di “non riuscire a placare una forte indignazione” dopo averlo ascoltato.

Se, come lei afferma, questo audio è la “testimonianza e la radiografia di un'intera epoca”, allora il suo contenuto dovrà svelare l'efferata e crudele violenza che la polizia cubana metterebbe in atto nei confronti di chi non è 'allineato' al sistema.

Per questo mi sento in dovere nei confronti di Saviano, e anche di tutte le “anime sensibili” della 'sinistra', di portare a conoscenza il contenuto della registrazione in modo che anche loro possano poi denunciare la stessa “indignazione” gridata ad alta voce da Yoani Sánchez.

Oltre a pubblicare l'audio in spagnolo tradurrò, trascrivendolo integralmente, tutto il suo contenuto per far sì che chiunque possa comprendere bene quello che i due agenti della polizia 'politica' hanno inflitto al mal capitato ragazzo.

Il tutto sarà pubblicato nel prossimo articolo con il quale chiuderò questa lunga serie, dove mi sono permesso di portare a conoscenza alcune cose su Yoani Sánchez che forse Saviano ancora non conosceva.


continua... 


leggi la terza parte 

 

[1] “Yoani Sánchez e Bolsonaro mostram a verdade de Cuba”

https://www.youtube.com/watch?v=ejviJ_PKM5c

 

[2] Bolsonaro denunciato a L'Aia per 'genocidio e crimini contro l’umanità'

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/08/13/bolsonaro-vuole-distruggere-le-popolazioni-indigene-del-brasile-la-denuncia-per-genocidio-al-tribunale-internazionale-de-laja/6290040/

Roberto Cursi

Roberto Cursi

Sono nato a Roma nel 1965, passando la mia infanzia in un grande cortile di un quartiere popolare. Sin da adolescente mi sono avvicinato alla politica, ma lontano dai partiti. A vent'anni il mio primo viaggio intercontinentale in Messico; a ventitré apro in società uno studio di grafica; a ventiquattro decido di andare a vivere da solo. Affascinato dall'esperienza messicana seguiranno altri viaggi in solitaria in terre lontane: Vietnam, Guatemala, deserto del Sahara, Belize, Laos... fino a Cuba.

Il rapporto consolidato negli anni con l'isola caraibica mi induce maggiormente a interessarmi della complessa realtà cubana.

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