Caccia alle Streghe, Zakharova e non solo

1755
Caccia alle Streghe, Zakharova e non solo

 

Tremate, tremate,  le streghe son tornate!

Con l’approssimarsi di Halloween l’allarme si è fatto ricorrente. A farne le spese è stata Susan Fatayer, candidata alle elezioni regionali in Campania. La lobby sionista ha protestato presso i vertici di AVS reclamandone l’estromissione. Cosa aveva fatto di male questa signora di origine palestinese che fino a poco prima era una perfetta sconosciuta? Semplicemente una svista nella condivisione di un post, ma tanto è bastato perché si rispolverassero forme di dileggio personale che non si erano più udite dai tempi del Covid (“In leggerissimo sovrappeso” e per di più “napulitana”, ha detto di lei un decano del giornalismo nostrano).

Poi è toccato alle femministe politically incorrect, un’indagine giudiziaria durata nove mesi, i tempi ordinari di una gestazione rispetto a quelli biblici della giustizia penale e civile. A quanto pare tutto sarebbe scaturito da una denuncia privata per stalking ma il messaggio veicolato dai media è che le streghe avrebbero in questo caso oltraggiato via social figure pubbliche in odore di santità (Mattarella, la senatrice Segre e la Murgia, una sacra trimurti del progressismo nostrano), nonché Cecilia Sala (una tra le fate turchesi dell’informazione).

Quindi è stata la volta di Francesca Albanese, la funzionaria delle Nazioni Unite che i giornalacci della destra sottopongono a lapidazione un giorno sì e l’altro pure. La relatrice per i problemi palestinesi è stata chiamata in causa da Danny Danon, ambasciatore israeliano all’ONU: “Sig.ra Albanese, lei è una strega […] una strega fallita […] possano le sue maledizioni continuare a ritorcersi contro”. Quest’ultima però piuttosto che arretrare ha rilanciato: “se avessi il potere di fare incantesimi li userei per fermare il genocidio e per mandarvi dietro le sbarre”.   

Ma la vera strega, quella che ha suscitato lo sdegno bi-partisan di tutti i benpensanti non poteva che essere una figlia delle steppe, di quell’ impero del male resuscitato dalle sue ceneri come la mitica fenice. Riferendosi al crollo della Torre dei Conti a Roma Maria Zakharova, portavoce del ministero degli esteri russo, ha detto che l’Italia farebbe meglio a spendere “utilmente” i soldi dei contribuenti per salvaguardare i suoi monumenti piuttosto che sperperarli “inutilmente” per mandare armi all’Ucraina.

Ora, da che mondo è mondo, si sa che le cose vere non si gridano ad alta voce perché sono proprio queste quelle per cui ci si arrabbia di più. E se è così da sempre, ovunque figuriamoci nel paese del  melodramma!

Ed infatti gli alfieri della libera informazione sono tutti scattati  come un sol uomo: “come si permette costei, con una persona ancora sotto le macerie?! E, aggiungiamo noi (visto che le disgrazie non arrivano mai da sole) con il ministro Giuli ed il sindaco Gualtieri in pole position ad intralciare, pardon … a coordinare i soccorsi!

Le guerre di propaganda si nutrono da sempre di frasi ad effetto, ma che la sig.ra Zacharova fosse a conoscenza del fatto che in quei momenti la vita di un operaio fosse appesa ad un filo, e soprattutto che intendesse speculare su questo punto, è cosa su cui è più che lecito dubitare. Quel di cui invece si può essere assolutamente certi è che le sue parole siano state usate strumentalmente nel vano sforzo di alimentare quella russofobia così cara alle nostre classi dirigenti e che, con aspri duoli di costoro, in Italia stenta ad attecchire.

Valga per tutti il pacato commento di Calenda :” Zakharova è feccia. Bisogna capire cosa sono i russi (non Putin, Zakharova, o chi per loro, ma i russi tout court [n.d.a.] ) deportano i bambini, ammazzano i civili. La Russia è un posto guidato da spietati assassini”. E il leader di se stesso, la cui presenza sugli schermi è inversamente proporzionale alle sue fortune elettorali, come un Bulldog ha continuato a stringere la presa  proponendo di pagare il restauro della torre con i beni sequestrati ai russi.

Si urla e si sbraita,  ma ci si tiene ben distanti dalla sostanza del problema. La perdita di ogni vita umana è sempre un dramma, ma qui vi è una tragedia nella tragedia. In tal caso non che sia morto un operaio ma che sia morto quel tipo di operaio; Octay Stroici, 66 anni , romeno. E che sia morto in quelle condizioni, per un pezzo di pane alla soglia della pensione. Ma quanti Octay Stroici vediamo ogni giorno sulla nostre strade (sempre più ingolfate) e nei cantieri delle nostre città (sempre più cementificate)? Li schiviamo con le nostre auto, li vediamo arrampicati su scale traballanti, in condizioni di insicurezza pressoché totali. E in tutto questo allora, qual’è la colpa della  signora Zakharova? Quella di aver fatto da termometro.

Fior di esperti avevano già messo in guardia rispetto ad un intervento di restauro tecnicamente sbagliato,[1]ma bisognava spendere i fondi del PNRR, si rischiava di perderli. In un‘Europa pervasa da fregole belliciste  comincia a mancare la trippa per gatti, meglio darsi alla caccia alle streghe quindi … e agli stregoni.

Nel frattempo infatti apprendiamo che, grazie all’intervento provvidenziale dell’eurodeputata PD Pina Picerno, al baritono russo Ildar Abdrazakov, è stata negata la partecipazione al Don Giovanni di Mozart presso il Teatro Filarmonico di  Verona. Il cantante era stato descritto in questi termini dallo stesso ente lirico che poi lo ha estromesso: “uno dei bassi più ricercati dell’opera e uno degli artisti più celebrati e riconosciuti della sua generazione…la sua voce potente ma raffinata, unita alla avvincente presenza scenica hanno spinto i critici ad acclamarlo come un ‘basso sensazionale che ha praticamente tutto’ ”.

Dismesso prontamente il casco da cantiere, il ministro Giuli si è cinta la testa con l’elmo di Scipio per sentenziare con encomiabile tempismo che la “..propaganda al servizio di un potere dispotico…non può e non deve avere diritto di cittadinanza nel mondo libero”: “Crolla una torre ma la logica e il buon senso sono già crollati da un pezzo insieme alla decenza.

[1] Si veda l’intervista all’archeologo Andrea Carandini, “Corriere della Sera” 04.11.25

Alessandro Mariani

Alessandro Mariani

Laurea magistrale in Scienza politiche e a seguire in Giurisprudenza. In  buen retiro dopo 40 anni di Guardia di Finanza. Con attività avventurose cerco di contrastare il fattore tempo e mantenere un livello stabile di endorfine che mi consenta di coltivare a tempo perso velleità saggistiche e letterarie. A tempo pieno gestisco l’eredità di una prole, dottoranda oltre frontiera.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Il casus belli della Groenlandia di Loretta Napoleoni Il casus belli della Groenlandia

Il casus belli della Groenlandia

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz di Fabrizio Verde Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

L'economia Usa cola letteralmente a picco di Giuseppe Masala L'economia Usa cola letteralmente a picco

L'economia Usa cola letteralmente a picco

Voce al popolo di Gaza: “Il Board di Trump è solo simbolico” di Michelangelo Severgnini Voce al popolo di Gaza: “Il Board di Trump è solo simbolico”

Voce al popolo di Gaza: “Il Board di Trump è solo simbolico”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Liquidazione del nazista Kapustin di Marinella Mondaini Liquidazione del nazista Kapustin

Liquidazione del nazista Kapustin

Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale di Giuseppe Giannini Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale

Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale

Dal commercio al check-in... una storia già vista di Antonio Di Siena Dal commercio al check-in... una storia già vista

Dal commercio al check-in... una storia già vista

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Trump un pericolo per il mondo intero di Michele Blanco Trump un pericolo per il mondo intero

Trump un pericolo per il mondo intero

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti