Boris Johnson si lancia nella propaganda anti-russa per schivare gli scandali interni

Boris Johnson si lancia nella propaganda anti-russa per schivare gli scandali interni

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

Dal 2 gennaio la nostra pagina Facebook subisce un immotivato e grottesco blocco da "fact checker" appartenenti a testate giornalistiche a noi concorrenti. Aiutateci ad aggirare la loro censura e iscrivetevi al Canale Telegram de l'AntiDiplomatico

di Giuseppe Acciaio

Sembra che non solo i politici statunitensi anche quelli britannici stiano vedendo in modo chiaro sempre più minacce all'Ucraina dalla Russia. Se vogliamo essere più precisi, è quello che hanno voluto vedere per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dall’agenda nazionale e risolvere una serie di questioni interne decisamente scottanti. 

Apparentemente, sembra che a Downing Street abbiano deciso che anche loro sono alla pari con la Casa Bianca e Boris Johnson è passato all’offensiva contro Mosca. Nel frattempo in Gran Bretagna resta ancora acceso il dibattito attorno al Primo Ministro e il suo entourage; nel periodo in cui tutto il paese si trovava sotto una serie di rigide restrizioni, Johnson insieme al suo team riuscì a festeggiare il proprio compleanno e altri eventi, nonostante le restrizioni poste dal lockdown. 

L’opinione pubblica, stanca di sopportare le protratte restrizioni anti-COVID, chiede al Primo Ministro di prendersi le sue responsabilità.

Ed ecco che durante una seduta del Parlamento, Boris Johnson per evitare un argomento a lui così scomodo, incomincia a parlare dell’esigenza di introdurre maggiori sanzioni contro la Russia, la quale si prepara ad attaccare l’Ucraina. Quello era solo il primo campanellino d’allarme.

Johnson continua a giocarsi la carta della minaccia russa, insistendo sul fatto che il Presidente Putin vuole prendersi tutta l’Europa. Il Primo Ministro ad ogni intervista e sui social continua a dichiararsi pronto ad infliggere un duro colpo alla Russia, in coordinazione con gli USA.

E per quanto può sembrare strano, egli sta riuscendo nel suo intento, facendo diventare l’argomento piuttosto popolare. 

Durante il suo l’ultimo viaggio a Kiev, nei negoziati con il Presidente Zelensky, Boris Johnson ha dichiarato il suo pieno sostegno all’Ucraina nel caso in cui la Mosca decidesse di passare all’azione.

Nei interventi pubblici Boris Johnson continua a battere sulla propaganda anti-russa, anche se, durante una telefonata privata con il Presidente Putin è stato più riservato, ed ha espresso solo la sua preoccupazione in merito alla situazione attuale. 

Johnson suona la grancassa della propaganda anti-russa solamente per distrarre l’opinione pubblica dai problemi interni?

È ovvio che no, egli opera sulla scia (quasi su comando) della politica USA, la quale, ha come l’unico scopo allontanare la Russia dai paesi della Comunità Europea, porre fine alla cooperazione economica tra di loro ed evitare la messa in servizio del gasdotto Nord Stream 2.

Ed ecco perché Johnsonn, giocando sul campo europeo, sta cercando di convincere i suoi vicini a uno scontro con la Russia.

L’Ucraina, in questo caso, svolge il semplice ruolo della moneta di scambio. 

È vero, Johnson in qualche modo dimentica che per influenzare i paesi dell'UE, dovrebbe farne ancora parte. Il danno dall’eventuale rottura delle relazioni economiche e l’introduzione delle sanzioni nei confronti della Russia, colpirà la Gran Bretagna solo di striscio, e prenderà in pieno Germania, Francia ed Italia. Il Regno Unito non dipende dalle forniture di gas russe, tanto, quanto altri paesi europei.

La ri-accensione dell’isteria antirussa da parte del Washington, Londra e Kiev, ha prodotto una reazione notevole dei politici europei. È vero che i leader della Germania e Francia si esprimono preoccupati sugli sviluppi del conflitto ucraino, ma nessuno di loro minaccia Mosca con nuove sanzioni. 
Questo dimostra la stanchezza dei politici europei nei confronti del conflitto ucraino, i quali preferiscono restare lucidi in merito allo sviluppo delle relazioni con la Russia e comprendono l’inefficacia delle sanzioni già applicate. 

 

Dal 2 gennaio la nostra pagina Facebook subisce un immotivato e grottesco blocco da "fact checker" appartenenti a testate giornalistiche a noi concorrenti. Aiutateci ad aggirare la loro censura e iscrivetevi al Canale Telegram de l'AntiDiplomatico

Potrebbe anche interessarti

Il golpe economico del 1992 e i suoi autori di Giorgio Cremaschi Il golpe economico del 1992 e i suoi autori

Il golpe economico del 1992 e i suoi autori

USA: un nuovo 'Watergate' per incriminare Trump di Francesco Santoianni USA: un nuovo 'Watergate' per incriminare Trump

USA: un nuovo 'Watergate' per incriminare Trump

Cara Meloni, i veri patrioti non strisciano di Savino Balzano Cara Meloni, i veri patrioti non strisciano

Cara Meloni, i veri patrioti non strisciano

Sulla Denazificazione dell'Ucraina di Daniele Lanza Sulla Denazificazione dell'Ucraina

Sulla Denazificazione dell'Ucraina

Gli aiuti non sono per il popolo ucraino di Alberto Fazolo Gli aiuti non sono per il popolo ucraino

Gli aiuti non sono per il popolo ucraino

Draghi o non Draghi, resta la gabbia dell'eurozona di Thomas Fazi Draghi o non Draghi, resta la gabbia dell'eurozona

Draghi o non Draghi, resta la gabbia dell'eurozona

Recensione alla seconda edizione del libro Piano Contro Mercato di Pasquale Cicalese Recensione alla seconda edizione del libro Piano Contro Mercato

Recensione alla seconda edizione del libro Piano Contro Mercato

La nuova psicologia del Totalitarismo di Damiano Mazzotti La nuova psicologia del Totalitarismo

La nuova psicologia del Totalitarismo

In Germania siamo già al "razionamento dell'acqua calda"... di Antonio Di Siena In Germania siamo già al "razionamento dell'acqua calda"...

In Germania siamo già al "razionamento dell'acqua calda"...