Afghanistan - Israele è alle porte dell'Iran

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L'attuale gestione degli aeroporti in Afghanistan non può portare alcun beneficio economico ad aziende straniere. Quindi può essere intrapresa solo per interessi politici/geopolitici...

[questo saggio è stato tradotto dal tedesco in italiano da Nora Hoppe]

Per al Mayadeen English

Dopo che gli USA/NATO e lo pseudo-stato afghano hanno ceduto il potere in Afghanistan ai Taleban, il Qatar e la Turchia speravano di assumere la gestione tecnica e di sicurezza degli aeroporti afghani. Ma i Taleban avevano delle remore. Alcuni di loro erano contrari a questo accordo, perché la Turchia è un membro della NATO e faceva parte della forza di occupazione NATO che i Taleban stavano combattendo... e forse anche perché il piano turco non era molto appetibile nemmeno per il Pakistan. Il Pakistan considera l'Afghanistan come la sua "profondità strategica" per ottenere accesso e influenza in Asia centrale e in "Medio Asia" e non vede di buon occhio alcuna concorrenza. Soprattutto perché si temeva che Erdogan potesse facilmente far entrare in Afghanistan, attraverso gli aeroporti, i combattenti del terrorismo islamico sotto il suo controllo in Siria e in Libia e usarli per destabilizzare l'Asia centrale.

Durante i negoziati con la Turchia e il Qatar, i Taleban - per qualche inspiegabile motivo - hanno cambiato più volte i membri della loro squadra negoziale e hanno modificato i termini nei testi degli accordi.

Con questo accordo, Erdogan sognava di riguadagnare un punto d'appoggio sulla scacchiera combattiva afghana per portare avanti i suoi piani nei confronti di suoi "popoli fratelli" dell'Asia centrale. Ma Erdogan sta praticamente solo con il suo pan-turismo e si trova costantemente di fronte a battute d'arresto. Inoltre, i grandi attori della regione (Cina, Russia, India, Iran) non lo vogliono su questo scacchiere. E.… come si è presto scoperto, non solo i tradizionali grandi attori della regione erano contrari ai piani di Erdogan in Afghanistan, ma anche il suo grande "fratellastro" USA, di concerto con Israele e gli Stati del Golfo, stava mettendo i bastoni tra le ruote.

Dopo il viaggio del ministro degli Esteri israeliano ad Ankara e i successivi colloqui delle ultime settimane, Erdogan è stato costretto ad abbandonare definitivamente i suoi piani per gli aeroporti in Afghanistan e a lasciarli a un altro Stato. Poco dopo, anche il Qatar si è ritirato dai negoziati su pressione degli Stati Uniti, lasciando il campo agli Emirati Arabi Uniti (EAU)... il che lascia presagire uno sviluppo significativo e per certi versi fatale per l'Afghanistan e la regione in futuro.

Dopo un lungo tira e molla politico tra Israele e gli Stati del Golfo, Israele è riuscito a stabilire un'alleanza di successo con gli Emirati Arabi Uniti e a concludere una serie di importanti accordi. Gli Emirati Arabi Uniti hanno ceduto la gestione della sicurezza dei propri aeroporti, in precedenza gestita dalla propria società GAAC Solutions, alla società di sicurezza israeliana AR Challenges Ltd. Vale la pena notare che GAAC operava anche all'aeroporto di Kabul prima del dominio talebano (dal 2020 al 21 agosto 2021). AR Challenges non è solo un leader mondiale nel trattamento (riciclaggio) dei rifiuti, ma anche in materia di "sicurezza" e in questo senso è il braccio esteso del governo israeliano e delle sue agenzie di sicurezza.

Una cosa va sottolineata qua: l'attuale gestione degli aeroporti in Afghanistan non può portare alcun beneficio economico ad aziende straniere. Da quando i Taleban hanno iniziato a governare il Paese, l'Afghanistan è andato in rovina dal punto di vista economico, sociale e della sicurezza. L'economia è crollata, il 90% della popolazione vive nella povertà, nella fame e nella disoccupazione; i reati gravi, le rapine, gli omicidi e la violenza in tutte le sue forme, soprattutto contro le donne, sono dilaganti; l'ansia e la depressione dominano la vita quotidiana della società.

Simon Miles, amministratore delegato di Global Ground Operations and Services presso Miles Aviation Consultancy, che ha maturato una vasta esperienza a Kabul negli ultimi anni, ha affermato: "Personalmente non vedo molto, se non nulla, accadere a livello commerciale finché le sanzioni non saranno revocate. Fino ad allora, chi volerà lì? Chi, dal punto di vista commerciale, è interessato ad andarci?"

In queste condizioni, la gestione degli aeroporti da parte di un'azienda straniera può essere intrapresa solo per interessi politici/geopolitici... e quindi entrano in gioco vari Stati e le loro agenzie di sicurezza.

I resoconti delle agenzie di stampa, spesso copiati e incollati dai media, dichiarano che "i funzionari occidentali affermano che Abu Dhabi considera l'Afghanistan, che condivide un ampio confine terrestre con l'Iran, vicino degli Emirati Arabi Uniti nel Golfo, come parte del suo cortile di casa più ampio e quindi ritiene di avere interessi legittimi nella stabilità politica ed economica del Paese".

È comprensibile che anche il Pakistan consideri l'Afghanistan come il suo "cortile di casa", dal momento che il Pakistan condivide un lungo confine comune con l'Afghanistan. Ora l'Afghanistan viene considerato anche come il cortile di casa degli Emirati Arabi Uniti (chiunque altro voglia considerare l'Afghanistan come il proprio cortile di casa, è pregato di presentarsi!).

In tutti questi rapporti, non si fa menzione del legame tra gli Emirati Arabi Uniti e Israele. Mentre i Taleban e le autorità degli Emirati Arabi Uniti non nominano AR Challenges e Israele nelle loro dichiarazioni, l'amministratore delegato della società "Rafi (Rafael) Sela" parla di contratti già firmati con GAAC in relazione agli aeroporti di Kabul, Herat, Kandahar e Mazare Sharif in Afghanistan.

In un'intervista con il caporedattore di Ha'aretz Aluf Benn, Sela afferma tra l'altro che: " ... Ad esempio, a maggio il governo talebano ha consegnato i servizi di controllo e di screening degli aeroporti afghani alla GAAC. Questa azienda aveva questa responsabilità prima che i Taleban salissero al potere. Secondo l'accordo bilaterale tra il governo degli Emirati Arabi Uniti e gli alti funzionari talebani in Afghanistan, la compagnia GAAC sarebbe responsabile del controllo e dello screening negli aeroporti di Kabul, Herat, Kandahar e Mazare-Sharif con la partecipazione dei tecnici di AR Challenges per i prossimi tre anni. Sapete che i servizi tecnici e di sicurezza possono non portare grandi benefici commerciali alla gestione aeroportuale di un Paese, ma la nostra partecipazione alla gestione degli aeroporti afghani ha un valore strategico per l'esercito israeliano, il Mossad e altre strutture di sicurezza. Gli aeroporti sono una fonte fondamentale di informazioni sui movimenti interni ed esterni di un Paese."

Sì, infatti, gli aeroporti non sono solo "una fonte fondamentale di informazioni sui movimenti interni ed esterni di un Paese", ma anche luoghi ottimali dove condurre i propri "movimenti". Ciò significa che il Mossad può ora incanalare molto più facilmente i suoi agenti dentro e fuori la Repubblica islamica dell'Iran attraverso l'Afghanistan. Herat è vicina al confine nord-orientale con l'Iran e Kandahar non è lontana dal confine sud-orientale del Paese.

Dal 2010 sono stati assassinati sette scienziati iraniani e diversi ufficiali dell'IRGC coinvolti nel programma nucleare iraniano... Le autorità iraniane hanno sempre puntato il dito contro Israele.

Non c'è ombra di dubbio che dietro questi omicidi ci sia il Mossad, anche se Israele non conferma mai la paternità di questi atti... ma non la smentisce nemmeno - una pratica abituale che Israele ha adottato in modo inflazionato nelle sue operazioni terroristiche.

 

Riferimenti:

https://www.ainonline.com/aviation-news/air-transport/2022-07-21/effort-attract-international-airlines-afghanistan-underway

https://thearabweekly.com/Taleban-agree-uae-running-kabul-airport-after-qatar-turkey-bids-fail

https://alufbenn.com/2022/07/06/ar-challenges-ltd-one-of-the-leading-and-strategic-companies-serving-israel-interests/

 

Tariq Marzbaan

Tariq Marzbaan

 

Nato a Kabul nel 1959, dove ha vissuto fino al 1982 quando si è rifugiato con parte della sua famiglia a Peshawar in Pakistan, poi in Germania dove ha ottenuto la cittadinanza anni dopo. Attualmente risiede nell'Asia sudorientale. Ha conseguito un master in letteratura persiana e filologia tedesca, oltre a continui studi indipendenti sulla geopolitica, la storia e il colonialismo. Ha lavorato come fumettista politico, artista, ricercatore e traduttore di notizie, montatore cinematografico, sceneggiatore. Ha prodotto e diretto il suo film documentario-saggio sull'esilio "The Storm Bird", che è stato presentato nei festival internazionali. Editorialista per Al Mayadeen English.

"Il Waste Land è la terra del non-spazio e del non-tempo, la visione di un luogo di nessuno, che con la sua oscurità infrange ogni speranza, in cui gli abitanti si dibattono in un clima di disperazione e soffocamento."

- Angelo De Sio, nella sua analisi de 'La terra desolata', poema di T.S. Eliot

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