Vince la democrazia in Venezuela

Ancora una volta ha vinto la democrazia in Venezuela. Sì, la democrazia. Un paese in cui la gente vota, secondo i canoni liberali, è una democrazia

10522
Vince la democrazia in Venezuela

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



di Alfredo Serrano Mancilla - Celag
 

Non condivido le regole della rappresentanza elettorale in Spagna, ma tuttavia, esercito il mio diritto di voto. In nessun modo parlerei di brogli né di dittatura nonostante la proporzionalità elettorale non esista. Ogni voto in Spagna, a seconda del luogo dove viene espresso, ha un valore differente. Ma questo non significa che la Spagna sia un regime totalitario. La democrazia è in vigore da decenni, anche se possiamo contestare la matematica elettorale. 

 

Con l’Assemblea Nazionale Costituente, si è tenuta la tornata elettorale numero 21 in Venezuela in 18 anni. La media è pari a più di un’elezione all’anno. Il chavismo ha vinto 19 di queste. In occasione delle due sconfitte i risultati sono stati riconosciuti.  La democrazia in Venezuela sul piano elettorale, è sempre stata una caratteristica di questo processo rivoluzionario e non è mai stato messo in discussione dal governo. Il prossimo dicembre si terranno le elezioni per i governatori regionali. Verrà anche tenuto un referendum sul testo costituzionale redatto dall’Assemblea e dopo, come previsto, ci saranno le elezioni presidenziali. 

 

Ogni discussione sulle norme per l’elezione della Costituente è benvenuta. Ci sta tutto in questo dibattito, sempre che avvenga con mezzi pacifici e politici. Essere in disaccordo è tanto legittimo così come sostenere la tornata elettorale. La democrazia è questo: il confronto tra proposte anche sulla formula per eleggere i rappresentati della cittadinanza. Assolutamente azzardati e fuori luogo sono certi titoli che parlano di «colpo alla democrazia», «dittatura» o «regime totalitario» per caratterizzare un processo elettorale che non fa altro che invitare la gente a votare. 

 

E infine quello che è successo è che il popolo venezuelano è andato a votare senza paura; 8.089.320 venezuelani hanno dato la loro approvazione alla Costituente (41.53%),una cifra molto vicina al record storico (ottenuto da Chavez nel 2012). Molti lo hanno fatto perché sono chavisti fedeli e sono disposti a dare il loro voto in qualsiasi circostanza. Ci saranno sicuramente gli oltre 5 milioni e mezzo che già lo fecero nelle elezioni parlamentari del 2015, nonostante le difficoltà economiche. Ma sono andati a votare anche quelli che avevano avanzato delle critiche al chavismo, che avevano mostrato malcontento, ma che adesso sono assolutamente stanchi della violenza di una minoranza di opposizione che ha impedito il normale svolgimento della vita di tutti i giorni. Si tratta di un blocco importante che l’opposizione non ha saputo sedurre nel tempo intercorso dalle ultime legislative, anzi, lo ha spaventato e fatto ritornare dov’era, con il chavismo. Indubbiamente, questa elezione dimostra qualcosa che l’opposizione, nazionale e internazionale, non vuole accettare: il chavismo come identità politica continua a essere molto presente nel paese. 

 

La realtà è che le elezioni in Venezuela non si vincono con tante bugie dall'esterno o con eccessiva violenza all'interno. Il popolo venezuelano da molti anni si sente pienamente emancipato e non vota su indicazione della stampa egemonica internazionale. Per fortuna. Questo è quello che non riescono a comprendere dai centri tradizionali di potere. La gente vota in base alla fiducia nell’uno o nell’altro, al di là di quello che affermano la CNN, El País, il Fondo Monetario Internazionale, Trump, Peña Nieto o Santos. 

 

Ancora una volta ha vinto la democrazia in Venezuela. Sì, la democrazia. Un paese in cui la gente vota, secondo i canoni liberali, è una democrazia. In Venezuela, la democrazia rappresentativa viene applicata alla lettera. La tornata elettorale per la Costituente è una dimostrazione di questo. (…) L’Assemblea Costituente dovrà fornire nuove risposte alle nuove esigenze del popolo venezuelano. 

 

La politica in Venezuela riapre le sue porte in modo che i conflitti siano risolti in questo modo e nessun altro. I voti continueranno a essere fondamentali per determinare il futuro del paese, nonostante altri preferiscano le pallottole. Così no, grazie.

 

(Traduzione dallo spagnolo per l’AntiDiplomatico di Fabrizio Verde)

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni   Una finestra aperta Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca di Alessandro Bartoloni La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

La regola matematica quando un politico parla di burqua... di Paolo Desogus La regola matematica quando un politico parla di burqua...

La regola matematica quando un politico parla di burqua...

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra di Marinella Mondaini Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Chi sono i veri nemici dell'Europa di Giuseppe Giannini Chi sono i veri nemici dell'Europa

Chi sono i veri nemici dell'Europa

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni di Giorgio Cremaschi La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti