Trump punta a revocare la cittadinanza a Ilhan Omar
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta portando avanti una causa per revocare la cittadinanza alla deputata democratica Ilhan Omar ed espellerla dal Paese, secondo quanto riferito al Wall Street Journal da funzionari statunitensi. L'inchiesta, intensificatasi con un blitz all'alba nella sua abitazione a poche settimane dalle elezioni di metà mandato, si basa sull'ipotesi che l'età di Omar sia stata falsificata nella domanda che le ha conferito la cittadinanza americana nel 2000. Secondo l'accusa, la sua età sarebbe stata indicata come 17 anni anziché 18, un requisito che le avrebbe consentito di ottenere la naturalizzazione attraverso il padre defunto, Nur Omar Mohamed.
La parlamentare ha respinto con fermezza ogni addebito di frode sull'immigrazione, sottolineando tramite il suo ufficio come il presidente stia cercando di eliminare una delle voci progressiste più incisive del Congresso e ribadendo che le affermazioni a suo carico sono totalmente prive di fondamento. Ciononostante, gli inquirenti federali stanno approfondendo la questione: nell'ambito dell'operazione, gli agenti del Dipartimento per la Sicurezza Interna hanno sequestrato il passaporto, il telefono, i computer e i quaderni di Omar a seguito di un mandato di perquisizione approvato dal tribunale. In parallelo, la procura federale guidata da Jeanine Pirro sta conducendo un'ulteriore indagine sulle sue dichiarazioni finanziarie, ignorando il pronunciamento della commissione etica bipartitica del Congresso che all'inizio dell'anno l'aveva completamente scagionata.
L'offensiva giudiziaria si sta allargando anche alla sfera personale della deputata. In Minnesota, un gran giurì ha già emesso oltre una dozzina di mandati di comparizione nei confronti di familiari e conoscenti per riesaminare la documentazione di immigrazione della famiglia. La pressione politica su Omar beneficia anche dell'eco di uno scandalo di frode assistenziale scoppiato nello stesso Stato, che vede coinvolti diversi imputati di origine somala e che la parte repubblicana sta sfruttando per alimentare la campagna contro di lei. Le contestazioni sull'età non rappresentano una novità assoluta: gli investigatori federali avevano già esaminato la pratica durante l'amministrazione guidata da Joe Biden, decidendo tuttavia di archiviarla per l'assenza di elementi di prova a supporto della tesi della frode.
La recrudescenza del caso assume un peso determinante nell'imminenza dell'appuntamento elettorale del 3 novembre. Da anni il Presidente utilizza la figura di Omar come bersaglio politico per mobilitare le frange più radicali dell'elettorato conservatore. La vicenda si intreccia inoltre con il calo dei consensi per l'azione di governo e, in particolare, per la gestione del conflitto con l'Iran. Secondo recenti rilevamenti dell'istituto CNN/SSRS, l'approvazione repubblicana sulle decisioni belliche è scesa dal 73% di marzo al 60%, mentre la maggioranza dei cittadini giudica ormai troppo alti i costi del conflitto. In questo scenario, fonti amministrative citate dal Wall Street Journal riferiscono che la ripresa di eventuali operazioni militari contro Teheran è stata posticipata a dopo le elezioni, mentre la Casa Bianca tenta di contenere il prezzo dei carburanti e arginare le difficoltà elettorali del partito.


